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NerdPool > Blog > Interviste > NerdPool incontra Marco Savegnago e Antonio Mlinaric
Interviste

NerdPool incontra Marco Savegnago e Antonio Mlinaric

Marcello Senatore
18 Gennaio 2023
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5 Min
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Benvenuti su NerdPool.it a marco Savegnago e Antonio Mlinaric!

Entrambi siete legati professionalmente da un filo rosso. Come è nata la vostra collaborazione con la testata principale di Bugs Comics (Samuel Stern) ?

Marco: Io sono stato chiamato in causa quando ancora non era uscito il primo numero di SS, anche se ce n’erano già in lavorazione diversi numeri. la prima cosa che ho scirtto per SS è stata una storia breve per un contest organizzato online sulle pagine social del personaggio: Il mistery contest, che poi venne realizzato graficamente proprio da Antonio, aveva il titolo de “La maledizione del North Bridge”. E’ partito tutto da li. Successivamente sono entrato in corsa sulla testata regolare a partire dal nr. 7 della serie regolare, e da allora ho collaborato su una ventina di numeri.

Antonio: io sono entrato in Bugs nel 2016, disegnando alcune storie per Alieni e Mostri. Da li appena Samuel è entrato in produzione ho fatto delle prove, una volta superate ho esordito con il numero del Mistery Contest e poi con il 19 “I misteri di Edimburgo” a cui ha collaborato anche Marco.

Avete citato il numero 19 “I sotterranei di Edimburgo”, numero davvero notevole. I chiaroscuri di Antonio hanno trovato terreno fertile tra le strade della città. Quante ricerche ha dovuto fare per riuscire a rappresentare al meglio la città all’interno dell’albo?

Antonio: ricerche tante, sia sull’architettura odierna della città che su quella antica, dato che andiamo molto indietro nel tempo mancano i riferimenti fotografici di Edinburgo. Molte cose ho dovuto dedurle o ricostruirle, cercando di seguire la logica dell’architettura e dei costumi. Per l’ambientazione moderna è stato sicuramente più facile, ma anche li ho dovuto ricostruire delle angolazioni, rimanendo sempre coerente col contesto urbano.

Samuel Stern è contraddistinto da una trama orizzontale ad ampio respiro. Ogni episodio è un piccolo pezzo di un enorme puzzle. Come gestisci questa struttura e quanta libertà hai nel poterlo fare?

Marco: diciamo subito che non è facile, anche perché SS ha alle spalle un sacco di lavoro per quanto riguarda la “bibbia” del personaggio, ossia tutte le vicissitudini che è stato previsto che il personaggio attraversi. Noi siamo partiti con approccio molto autoconclusivo, inserendo qui è la qualche elemento di continuity che è però diventata sempre più considerevole alla fine. La continuity diventerà sempre più stretta, soprattutto l’anno prossimo dove diventerà davvero serrata, salvo qualche episodio cuscinetto. Il fatto che ci sia già un passato ed un futuro del personaggio già scritti del personaggio da un lato semplifica il nostro lavoro, perché sappiamo bene su quali punti insistere. In qualche modo è già tutto scritto, c’è solo da mettere nero su bianco.

Samel Stern ha riscritto il canone dell’horror da edicola. Con quali altri generi vi piacerebbe mettervi alla prova?

Savegnago: io sono un patito di fantascienza, quindi mi piacerebbe fare qualcosa in quel senso. Qualcosa bolle in pentola, ma siamo in uno stato molto embrionale che non possiamo proprio anticipare niente. Quindi si, fantascienza.

Antonio: Mi piace molto l’avventura pura. Tarzan sarebbe un sogno. Quel tipo di avventure molto classiche. Nonché la fantascienza, che sarebbe una bella sfida, al netto delle capacità tecniche. Rimane un sogno nel cassetto per il momento.

Quale è stato il momento più emozionante su Samuel Stern da scrivere, disegnare o leggere?

Marco: Probabilmente il finale del numero 12, il finale della casa delle farfalle in cui vediamo uno dei protagonisti in questa casa abbandonata che parla con gli spiriti dei bambini che la abitavano. Ricordo che quando buttai giù la sceneggiatura di quella storia mi emozionai davvero. Poi direi anche il nr. 31, la mia prima storia scritta completamente da solo, senza l’ausilio di Gianmarco e Massimiliano.

Antonio: I sotterranei di Edimburgo, che paradossalmente è la storia dove Samuel ha un ruolo più marginale nella storia. Mentre c’è un suo amico che attraversa diversi cambi di umore e situazione estremamente drastici, e rendere graficamente questi cambiamenti è stato davvero interessante. Quindi si, direi quello.

Grazie mille per averci concesso un po’ del vostro tempo e auguri per tutto ciò che verrà!

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ARGOMENTI:bugs comicsFantascienzaHorrorIntervistaSamuel Stern
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DiMarcello Senatore
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Sono Marcello e sono un lettore Bonelliano di seconda generazione. Mio papà leggeva Zagor da piccolo e lo fa tuttora. Leggo di tutto, ma preferisco come genere l'Horror. Il mio amore più grande è Dylan Dog. Quando non leggo fumetti mi occupo di arte presso il Ministero della Cultura.
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