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NerdPool > Blog > Anime > Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas – Recensione
Anime

Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco: The Lost Canvas – Recensione

Simone Giorgi
26 Maggio 2023
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6 Min
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Quasi quarant’anni fa Masami Kurumada pubblicava la sua opera più celebre, dando vita a un universo narrativo in continua espansione ancora oggi. Con l’arrivo dell’anime negli anni ’90, Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco è diventato in breve un fenomeno anche nel nostro paese. Restando in ambito manga, la serie principale presenta diversi spin-off, ma la storia che continua a essere più apprezzata dai fan è The Lost Canvas.

Pubblicata tra il 2006 e il 2011, con i testi e i disegni di Shiori Teshirogi, rappresenta un prequel ufficiale della prima serie. In Italia mancava da diversi anni, dopo una prima edizione dimezzata (50 volumi invece dei 25 originali) per Planet Manga, e la pubblicazione in edicola con Il Corriere dello sport. Finalmente, da aprile è partita una riedizione con nuovo adattamento e formato fedele all’originale.

UNA NUOVA GUERRA SACRA

Sin dai tempi del mito, ogni duecento anni si ripete una guerra sacra per il dominio della Terra tra gli eserciti della dea Athena e del re degli inferi Hades. I Saint sono i cavalieri che, con le loro armature, lottano per evitare che il male conquisti il mondo. Nel XVIII secolo, in un piccolo villaggio vivono alcuni orfani che giocheranno un ruolo fondamentale nella prossima guerra sacra. Alone è un ragazzino dall’indole buona, che non farebbe mai del male a nessuno, e che ama dipingere. Il suo amico Tenma è sempre gentile, ma con un carattere più irruento e non accetta di farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Ha giurato di proteggere il suo amico per sempre e i due passano molto tempo insieme.

Tutto cambia quando Alone riceve la visita di un sacerdote che lo spinge a recarsi nei boschi vicino al villaggio alla ricerca del vero colore rosso, per poterlo così raffigurare sulla sua tela. Qui una donna misteriosa gli rivela di essere, infatti, destinato a ospitare la reincarnazione del dio degli inferi Hades. Nel mentre, il male inizia a risvegliarsi nel mondo e il villaggio sta per essere travolto da un’alluvione. Proprio in quest’occasione, per proteggere i suoi amici, Tenma libera tutte le sue energie riuscendo in un’impresa che sembrava impossibile. Il tutto sotto gli occhi di un Gold Saint, che gli propone di diventare un Saint della dea Athena. Di lì a poco, i due amici si allontanano andando ognuno verso il proprio destino ma promettendo di incontrarsi ancora una volta.

UN’AMICIZIA TRADITA

Si delinea così in The Lost Canvas un conflitto tra bene e male che era già presente nella serie classica ma che stavolta ha il suo fulcro proprio nel legame tra i protagonisti. Tenma vuole essere l’eroe, colui che lotta in prima linea per il bene, ma non sa che il suo nemico principale sarà proprio la persona che le è più cara. Alone non riesce in nessun modo a opporsi al suo destino, ma anzi finisce per abbandonarvisi, accettando il ruolo che gli spetta. Inoltre, Sasha, la Athena di questa generazione, ha uno stretto legame con entrambi e starà anche a lei cercare di vincere la guerra sacra e liberare suo fratello dalle forze del male.

Il primo volume è ricchissimo di eventi e serve all’autrice per presentare i personaggi e il rapporto che li unisce. I capitoli iniziali posizionano sulla scacchiera le pedine principali che si affronteranno nel conflitto, prima dell’inizio vero e proprio della guerra. Intorno al trio di protagonisti si muovono alcuni interessanti comprimari, ancora poco approfonditi. Iniziamo a conoscere i primi Gold Saint, in particolare Dohko della Bilancia e Shion dell’Ariete, e i principali alleati di Hades, coloro che irretiscono verso il male l’ignaro Alone.

Lo stile di disegno della Teshirogi è abbastanza classico, ma adeguato alla storia ed è evidente la cura messa dall’autrice nel raffigurare al meglio le armature e gli scontri tra i cavalieri. La struttura di The Lost Canvas potrà ricordare la serie di Kurumada, ma i personaggi e i disegni la rendono una proposta interessante e che non annoia, almeno per i primi volumi. Siamo curiosi di vedere come evolverà la vicenda e, in particolare, il rapporto tra Tenma, Alone e Sasha.

Se non avete mai letto The Lost Canvas questa è l’edizione perfetta, in formato economico e con una traduzione rivista e aggiornata. Si è scelto di mantenere, infatti, quei termini ormai canonici della saga come “cloth” o “saint”, italianizzati nella versione precedente.

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DiSimone Giorgi
Tra le letture nel tempo libero e il lavoro sono sempre in mezzo ai libri. Da Topolino ai manga, passando per i comics americani, il fumetto italiano e quello franco-belga, non rinuncio a esplorare ogni sottogenere di questo mondo così vasto. Ogni tanto faccio qualche incursione nell'ambito di cinema e serie tv, altra mia grande passione.
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