Squid Game si è concluso su Netflix dopo tre stagioni e quattro anni, e il suo finale mette in luce una delle maggiori sfide che le serie televisive affrontano oggi. La televisione rimane un mezzo di intrattenimento primario, ma la sua forma è drasticamente cambiata. Le piattaforme di streaming hanno rivoluzionato il modo in cui i fan guardano le serie, influenzando profondamente anche la loro distribuzione negli ultimi dieci anni.
La trappola di Squid Game 3: Una storia incompiuta
Purtroppo, la terza stagione di Squid Game, con i suoi alti e bassi, è caduta nella stessa trappola di molti altri giganti dello streaming. Questo problema non riguarda solo le singole serie, ma riflette un cambiamento radicale nella narrazione e nella sua fruizione. Per quanto la terza stagione di Squid Game voglia essere percepita come una stagione completa, è innegabile che si tratti di una storia innaturalmente divisa a metà. Questa frammentazione ha indebolito l’impatto del finale di Squid Game.

Netflix e il cambiamento della televisione: Meno impatto, più attesa
Quando piattaforme come Netflix hanno iniziato a produrre contenuti originali, il consumo di queste storie è cambiato immediatamente. Si è passati dal formato tradizionale di 22 episodi settimanali distribuiti su mesi, a stagioni di otto-dieci episodi rilasciati in blocco, permettendo il “binge-watching” in un weekend o addirittura in una sera. Tuttavia, questo modello ha presto mostrato i suoi limiti.
Le serie di successo dovevano catturare il pubblico quasi istantaneamente per evitare la cancellazione. Anche in caso di successo, l’attesa per le stagioni successive si è allungata notevolmente. Squid Game, ad esempio, ha debuttato nel 2021, ma la seconda stagione è arrivata solo a fine 2024. Le crepe in questo formato sono diventate evidenti con Squid Game: il creatore Hwang Dong-hyuk ha parlato apertamente non solo dei lunghi tempi di produzione, ma anche del fatto che le nuove stagioni sono state realizzate principalmente per ragioni economiche. Come ha dichiarato alla BBC: “Soldi… Anche se la prima stagione è stata un enorme successo globale, onestamente non ho guadagnato molto…”, giustificando così il suo ritorno.
L’ultima stagione di Squid Game: rischia di fallire?

Tempi di produzione estesi, uniti alla dichiarazione di Hwang di non avere ancora un’idea chiara per gli episodi futuri prima della produzione, hanno gettato un’ombra sulla seconda e, ancor più, sulla terza stagione di Squid Game. Il cliffhanger della seconda stagione, che interrompeva la storia a metà, è apparso come un’estensione forzata e innaturale, suggerendo un’influenza esterna al creatore. Ciò ha significato che il finale della terza stagione avrebbe dovuto concludere la serie nonostante questa frammentazione, un problema unico imposto dallo streaming alle serie TV.
Budget più elevati, periodi di produzione più lunghi e aspettative crescenti hanno posto le serie TV in streaming in una situazione particolare. Ogni nuova stagione deve essere più ricca e sostanziosa della precedente per giustificare la lunga attesa tra un rilascio e l’altro, un’attesa che sembra ancora più estesa quando la si consuma in una sola sera. Questa pressione aumenta ulteriormente con franchise di grandi dimensioni come Squid Game, portando alcune serie a essere rilasciate in più parti.
Invece di pubblicare un’intera stagione settimanalmente, alcuni show distribuiscono pochi episodi alla volta, per poi rilasciare la parte restante in un secondo momento. Tutti questi fattori combinati portano a un’attesa prolungata per stagioni più brevi, che a volte offrono solo metà della storia. Questa è stata la sensazione lasciata dal finale della seconda stagione di Squid Game, che ha completamente smorzato l’entusiasmo per il finale della serie. Invece di una conclusione avvincente in un’unica stagione, la serie è stata divisa in due parti solide ma meno incisive.
La terza stagione, composta da soli sei episodi, non appare come una vera e propria stagione televisiva completa. Il termine “stagione” in passato indicava una storia a puntate che accompagnava i fan dall’inizio alla fine, gettando le basi per l’intera serie; ora, il significato è cambiato e spesso indica solo metà della storia. Questo è un problema persistente nelle serie televisive, e purtroppo non sembra destinato a risolversi presto.
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