Se vi state chiedendo se valga la pena rimanere seduti in sala durante lo scorrimento dei titoli di coda di The Dog Stars – Le Stelle dopo la fine, la risposta è: NO. La pellicola diretta da Ridley Scott non contiene alcuna scena post-credits né sequenze nascoste a metà dei crediti.
La scelta della regia si inserisce perfettamente nel tono autoconclusivo ed elegante dell’opera: una volta terminato il percorso emotivo di Hig, la storia giunge alla sua naturale conclusione senza deviazioni promozionali o anticipazioni sul futuro.
Trama
In un mondo devastato nove anni prima da una letale pandemia che ha spazzato via la gran parte della popolazione civile, Hig (Jacob Elordi) prova a ricostruire una parvenza di quotidianità in un piccolo aeroporto abbandonato. Ex meccanico dal cuore sensibile, Hig sopravvive pilotando un piccolo aereo da turismo e tenendosi stretto ai ricordi del suo passato: la moglie scomparsa, il loro bambino mai nato e l’inseparabile presenza del suo cane Jasper. Ad affiancarlo nell’aerodromo c’è Bangley (Josh Brolin), un brutale ed esperto tiratore scelto militarizzato che presidia la torretta di controllo e garantisce la sopravvivenza del perimetro.
Quando una drammatica perdita e i continui attacchi da parte di bande di nomadi selvaggi incrinano il loro fragile equilibrio, Hig decide di fare uno switch definitivo. Inseguendo un misterioso segnale radio captato per circa due anni, lascia la base e vola verso le montagne alla ricerca di una nuova casa, incontrando Cima (Margaret Qualley) e suo padre Pops (Guy Pearce).


