The Last of Us: Part 2 si è fatto (e si sta facendo) desiderare. Probabilmente con ragione, considerando la qualità che già s’è vista nei filmati, ma la curiosità è nata spontanea. Come mai, in seguito all’annuncio bomba all’E3 2018, si sono avute così poche informazioni fino ad un anno dopo? Neil Druckmann, il Vice Presidente di Naughty Dog, ha spiegato i motivi di questo “silenzio”.

“È vero, ci abbiamo messo del tempo. In verità, volevamo solo raccontare una storia, questa storia, ma ci è quasi sfuggita di mano, era troppo grande ed ambiziosa da dover diventare il nostro gioco più grande. Tutta la narrazione e le vicende che ci sono venute in mente quattro anni fa sono molto complesse, ricolme di personaggi ben definiti. Concettualmente è una storia semplice, se vogliamo, ma la sua evoluzione ed i colpi di scena, la rendono estremamente articolata. Avevamo bisogno di più tempo per le scene d’intermezzo, per i nemici, per le location, motivo per cui è diventato tutto sempre più grande e vasto. Per questo ci è voluto il tempo che ci è voluto”
Le parole di Neil sullo sviluppo di The Last of Us Part II
Le parole di Druckmann non fanno, naturalmente, che aumentare la nostra curiosità e la straordinaria voglia di giocare a The Last of Us Part II. Dopo i video gameplay mostrati alle ultime fiere, poi, non vediamo l’ora che sia il 21 febbraio 2020.
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