La seconda stagione di The Last of Us si chiude con un episodio intenso, ma anche con un errore di continuità talmente evidente da far storcere il naso perfino ai fan più indulgenti. Un déjà-vu che ricorda molto da vicino il caso della canzone “Future Days”, già finita sotto accusa nella prima stagione.
HBO punta forte su The Last of Us per replicare il successo planetario di Game of Thrones, e le somiglianze tra le due serie non mancano: apocalissi, creature mostruose, giovani protagonisti lanciati in missioni disperate. Ma a fare la differenza è l’ambientazione. Se Game of Thrones si svolge in un mondo immaginario fatto di castelli e draghi, The Last of Us preferisce un mondo familiare, riconoscibile: le rovine di città come Salt Lake City, Pittsburgh e, nel finale di stagione, Seattle. E proprio qui nasce il problema.
Seattle, ruote panoramiche e viaggi nel tempo?
Nell’ultimo episodio, Ellie e Dina arrivano a Seattle per cercare Abby, la donna responsabile della morte di Joel. Grazie alle informazioni rubate alla WLF, le due riescono a farsi strada tra i pericoli della città, finché Ellie non scorge in lontananza due strutture iconiche: un acquario e una ruota panoramica. È in quel momento che le parole pronunciate sotto tortura da Nora — “balena” e “ruota” — iniziano ad avere senso.
Peccato solo che quella ruota panoramica non dovrebbe nemmeno esistere.
La Seattle Great Wheel, infatti, è stata inaugurata ufficialmente nel giugno 2012. Ma nella cronologia della serie HBO, l’apocalisse è scoppiata nel 2003, dieci anni prima rispetto ai videogiochi. Una discrepanza difficile da ignorare.

La coerenza? Un optional per HBO
Gli autori della serie sembrano aver deciso che l’impatto visivo e narrativo valga più della coerenza con la timeline. Lo stesso era accaduto con “Future Days” dei Pearl Jam, una canzone del 2013 che nella prima stagione Joel canta a Ellie… nonostante nel mondo della serie non sarebbe mai stata pubblicata.
Evidentemente, per HBO certi dettagli sono sacrificabili. In fondo, si potrebbe sempre giustificare l’anacronismo dicendo che, in questa realtà alternativa, qualcuno a Seattle ha avuto l’idea della ruota panoramica con qualche anno di anticipo. Ma la verità è più semplice: lo spettacolo viene prima della precisione storica.
Con ogni probabilità, questo non sarà l’ultimo errore di continuità che vedremo. Ma per uno show che si è sempre presentato come una trasposizione fedele e rispettosa del materiale originale, sono dettagli che i fan non dimenticano facilmente.



