Dopo il colpo di scena del primo volume, l’attesa per il secondo e ultimo volume era tanta e giustificata. The moon is following us 2, volume che conclude l’avventura immaginata da Daniel Warren Johnson e Riley Rossmo, edita in Italia sempre da saldaPress, si trova in una particolare posizione: il primo volume proietta infatti il lettore in un mondo affascinante, magistralmente reso tanto dal punto di vista narrativo quanto grafico, lasciando a questo secondo e ultimo volume l’annoso compito di concludere la storia con un finale all’altezza di quanto letto sinora. Johnson e Rossmo, in forma smagliante anche in questa seconda parte, non solo hanno mantenuto le aspettative ma le hanno persino superate.

Dov’eravamo rimasti
Nella recensione del primo volume, oltre a evidenziare il potenziale narrativo della serie, avevo sollevato potenziali dubbi sulla possibilità che la storia si chiudesse senza mantenere le aspettative create dal primo volume. Va da subito detto che non solo le aspettative sono state mantenute, ma anche ampiamente superate.
La storia riprende esattamente dalla conclusione del primo volume, con Samantha e Duncan ingannati e traditi da Tash Severin, colui che nel primo volume aveva introdotto i genitori alla tecnologia che permetteva loro di introdursi nei sogni della figlia e che, a sua volta, si trovava nella medesima situazione, con sua figlia caduta in un sonno profondo decenni prima e impossibilitata a risvegliarsi. Anche in questo secondo volume il tema della famiglia, e dei sacrifici che si compiono per preservarla, risulta dominante. A differenza della prima parte c’è sicuramente un cambio di tono generale, con Johnson e Rossmo che incupiscono la seconda metà della storia, ora che tutti gli intenti dei personaggi sono noti. A questo incupimento generale non contribuiscono però, in una scelta che cerca sempre di trovare letture originali anziché rifuggire in visioni più scontate e banali, gli incubi di Penny, che qui subentrano a Tash come figure di supporto per Sam e Duncan e cercheranno di aiutare i genitori a salvare la bambina. L’utilizzo di figure apparentemente negative come gli Incubi, qui ribaltate in un’ottica positiva, sostiene la narrazione di Johnson in cui tutto, se visto sotto una certa ottica, risulta formativo e funzionale alla storia. Gli incubi non sono solo quell’elemento di paura che pervade i sogni, ma sono importanti tasselli di una fase di crescita necessaria per i bambini, intrinsecamente non malvagi ma fondamentali per Penny.

Luna calante
La storia che si snoda in questi ultimi cinque capitoli, a differenza dei primi cinque, segue questa volta una parabola discendente. La parabola parte però dall’apice raggiunto nel primo volume, sale con la grande lotta finale per poi arrivare a una fase di decompressione narrativa con un epilogo non affrettato e che chiude la storia con una nota dolceamara. La conclusione dell’epopea dei due genitori, che abbiamo vissuto seguendone alti e bassi, si chiude infatti con una scelta che, pur non anticipandola per non voler rovinare la lettura, stupisce per la sua originalità. Il problema che molte storie del genere condividono è proprio quello della prevedibilità: avendo un formato circoscritto e limitato a quegli specifici numeri, è quasi scontato che a una fase iniziale, seguirà lo sviluppo della trama e la conclusione in cui si ritorna allo status quo senza apprezzabili variazioni, rendendo la lettura piacevole senza che però spicchi tra altre simili. La scelta di Johnson è in tal senso calzante e lo sceneggiatore si smarca da questa struttura (o cliché se vogliamo) per regalare un finale studiato, emotivo e toccante come pochi.
Il viaggio e l’essenza di questa ultima parte non stanno infatti nello scontro, seppur anche questo venga reso in modo spettacolare dai disegni di Rossmo e Johnson, quanto piuttosto in ciò che viene dopo: il ritrovare un equilibrio che non può più essere quello idilliaco che abbiamo immaginato, ma un nuovo status quo che scende a compromessi, che mette il lettore davanti a una situazione reale e tangibile dopo tanto fantasticare nel mondo onirico di Penny.

Al chiaro di luna
The moon is following us è una storia ben scritta e disegnata, capace di trascinare il lettore in un mondo onirico fantastico e a tratti inquietante, che inizialmente spinge il lettore in una direzione per poi stupirlo e virare di 180° gradi, con un finale commovente e appassionato che non lascia indifferenti. Ancora una volta Daniel Warren Johnson mostra tutta la sua fantasia, versatilità ed estro creativo senza mai risultare scontato e banale.





