Con Tokyo Sympathy Tower, vincitore dell’edizione numero 170 del prestigioso Premio Akutagawa, Rie Qudan consegna ai lettori un’opera interessante per forma, contenuto e per il modo in cui è stata realizzata: accanto alla penna dell’autrice, infatti, compare anche ChatGPT, Intelligenza Artificiale che ha contribuito a circa il 5% della stesura del romanzo. Una scelta non solo simbolica: nel romanzo si riflette sul rapporto tra uomo e IA, e inserire direttamente uno strumento di AI nel processo creativo diventa un gesto concettuale coerente con la narrazione. Il risultato? Un romanzo quasi distopico, sofisticato e inquietante, che si interroga sul senso dell’empatia, della redenzione e del linguaggio stesso.

Trama
In un Giappone futuro ma non troppo, dove l’Intelligenza Artificiale ha assunto un ruolo determinante nel governo della società, l’architetta Sara Makina riceve l’incarico di progettare un’enorme torre nel parco di Shinjuku Gyoen, a Tokyo. La struttura, battezzata Sympathy Tower, sarà un centro di riabilitazione per ex criminali: un luogo in cui rigenerare la capacità empatica degli individui giudicati moralmente devianti. Ma Sara è tormentata da dubbi etici e personali. Le viene affiancato un giovane scrittore, Takuto, incaricato di redigere la sua biografia ufficiale. A poco a poco, tra riflessioni sul ruolo dell’architettura, confessioni intime e un crescente confronto con un’Intelligenza Artificiale consulente, emerge il ritratto stratificato di una donna alle prese con la complessità del perdono e della responsabilità.
Sembra quasi che l’AI si sforzi di apparire intelligente per dissimulare un analfabetismo di fondo. Per quanto in grado di imparare, non sa riconoscere i propri limiti. È così abituata a
copiare che neanche sospetta la propria ignoranza, tantomeno ne prova vergogna.
Recensione
Tokyo Sympathy Tower è un romanzo che sfida il lettore. A metà tra distopia filosofica, riflessione sociale e diario esistenziale, l’opera di Rie Qudan (classe 1990) è una lettura densa, visivamente evocativa e intellettualmente stimolante. La torre al centro del racconto è un oggetto architettonico e simbolico insieme: il tentativo umano di ricodificare l’etica attraverso la tecnologia. Il romanzo esplora le contraddizioni di una società che, nel tentativo di correggere le devianze morali, rischia di disumanizzare completamente i suoi cittadini. Sara, la protagonista, è un personaggio straordinariamente ambiguo: idealista e cinica, razionale e fragile, ossessionata dalla perfezione del progetto ma segnata da un passato che ritorna. Il giovane Takuto, suo interlocutore designato, è testimone e archivista, ma anche catalizzatore di una tensione sottile tra verità e rappresentazione. L’autrice alterna la narrazione con grande abilità: dalle riflessioni intime e poetiche alla descrizione di processi tecnologici e decisionali, dalla cronaca del cantiere alla disamina del linguaggio stesso. Non a caso, Qudan tenta di riflettere sugli aspetti positivi e negativi del linguaggio in un’epoca in cui le parole, amplificate all’infinito, rischiano di svuotarsi di significato.
L’IA nell’opera
L’elemento che ha attirato l’attenzione internazionale è sicuramente l’uso dell’Intelligenza Artificiale nel processo creativo. L’autrice ha inserito ChatGPT nel testo per rendere più realistici alcuni passaggi in cui la protagonista si confronta con una IA: un gesto che va oltre la provocazione e diventa coerenza tematica. In un’opera che interroga il rapporto tra empatia e algoritmi, tra responsabilità e automazione, la presenza dell’IA tra gli “autori” del testo introduce uno spunto narrativo affascinante. Può un’intelligenza artificiale aiutare un essere umano a comprendere meglio se stesso? Può generare risposte autentiche, o soltanto simulare umanità? La Sympathy Tower immaginata da Rie Qudan è il risultato ultimo di una civiltà che cerca di correggere la crudeltà attraverso l’ingegneria morale. Ma ciò che emerge è una forma di sorveglianza emotiva che inquieta più di quanto rassicuri. La macchina può suggerire, accompagnare, rispecchiare, ma non può sentire.
Il libro potete trovarlo QUI.
L’Autrice
Rie Qudan (Urawa, 1990) ha vinto nel 2021 il Literary World Newcomer Awar con il suo romanzo d’esordio Warui Ongaku (Bad Music). Con Tokyo Sympathy Tower, ha conquistato nel 2024 il Premio Akutagawa, il più importante riconoscimento letterario del Giappone. Non ha mai nascosto il suo interesse per l’Intelligenza Artificiale, da lei utilizzata anche come strumento creativo e riflessivo. Vive nella prefettura di Chiba.

