Come annunciato la scorsa settimana, vi parliamo di una nuova serie manga intrigante già dal primo volume, Unemployed Concentration Camp. Il filone di storie dove i protagonisti devono lottare contro le ingiustizie per la propria libertà è alla base anche dell’opera scritta da Atshushi Kamamura e disegnata da Kei Akira. Ancora in corso in patria, Unemployed Concentration Camp conta al momento 4 volumi, 2 disponibili in italiano per Panini Comics e già dalla trama dimostra una certa originalità e intriga sicuramente la lettura.
La storia

Il protagonista della storia, Tatsuya, ha un buon lavoro, una ragazza e nessuna preoccupazione al mondo. Almeno fino al giorno in cui viene licenziato a causa di un collega. In sei mesi la sua vita va a rotoli: perde tutti i suoi soldi, non trova un altro lavoro e viene lasciato. Invece del programma di recupero si ritrova in un campo di concentramento. Lì le persone sono trattate come animali, sono drogate, sottoposte a violenze di ogni genere dalle guardie e dai loro compagni e si devono allenare fino allo sfinimento.
Tatsuya è tra i pochi che riesce a rimanere lucido in una situazione così tragica e si allea con altre persone per poter trovare un modo di uscire da lì. E intanto sorgono spontanee alcune domande: perché esiste questo campo? Perché sono sottoposti ad un rigido allenamento di stampo militare? E’ solo un caso che sono tutti li o c’è sotto qualcosa? Domande ai quali non si da risposta in questo volume ma vengono dati dei glimpse, dei piccoli indizi ci indicano come ci sia sotto qualcosa di misterioso che non si deve scoprire…
Un intrigo dietro l’altro
Tatsuya si dimostra subito furbo e intelligente da evitare le medicine e inizia a porsi delle domande. Non è il solo e pian piano conosciamo gli altri personaggi che vogliono scappare scoprendo la loro storia personale. E anche quei personaggi da tenere sott’occhio per la loro pericolosità. La parte finale è davvero interessante perché viene data la conferma che c’è qualcosa sotto. E nell’ombra tramano anche persone molte vicine ai protagonisti.

Nella speranza che la storia continui ad appassionare e intrigare nei prossimi volumi, direi che Unemployed Concentration Camp ha un buon inizio, di quelli che ti portano a proseguire la lettura e a seguire i suoi protagonisti. Un primo volume non perfetto, ma sicuramente intrigante, che ti spinge a voler continuare almeno un altro po’ la storia nella speranza di poter capire la verità e i segreti del campo.
E voi cosa pensate di Unemployed Concentration Camp? Ditecelo nei commenti e suggeriteci altri titoli che seguono questo filone!

