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NerdPool > Blog > Giochi da Tavolo > Venture, il Gioco di Carte – Recensione
Giochi da Tavolo

Venture, il Gioco di Carte – Recensione

Sabrina Moles
28 Febbraio 2020
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6 Min
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Pronti a vincere il Premio Nobel? Con Venture sarà possibile, ma non sarà un’avventura semplice! Tra idee rubate e pugnalate alle spalle, i vostri avversari cercheranno di ostacolarvi in tutti i modi. Scopriamo questo Card Game prodotto ed edito da BeeZarre Games nella nostra recensione.

Il contenuto della scatola di Venture

Anno: 2019
Età consigliata: 10+
Giocatori: 3-6
Durata: 40′ – 60′
Lingua: italiana

Genere: Party
Editore: BeeZarre Games
Autore/i: BeeZarre Games
Illustrazioni e grafica: Nobu the Monkey, R. Morandi
Prezzo: €24,90

Premi nobel sì, ma a discapito degli altri

Immaginate di essere talmente tanto vicini al premio Nobel che quasi riuscite a toccarlo… immaginate poi che tutti vi vogliano il più lontano possibile da quell’agognato premio. Questo è Venture, un gioco il cui scopo è ottenere il premio Nobel completando determinate missioni. Ma non sarà facile, poiché i colpi bassi per ostacolare il raggiungimento del premio di qualcuno, non si sprecheranno.

Una delle carte Azione di Venture

Dentro la scatola di Venture

Aprendo la scatola, di dimensioni 16,5 x 12,2 cm, vedremo subito che è suddivisa in due slot, nei quali potremo riporre le carte suddividendole in due mazzi. Le carte del gioco sono di quattro tipi: 24 carte Missione, 6 carte Ruolo, 24 carte Strumento e infine 56 carte Evento. Completa il tutto un piccolo manuale da 4 pagine, a caratteri piccoli ma completo e con una spiegazione chiara.

Parliamo dei materiali. Essendo un card game, le protagoniste sono indiscutibilmente le illustrazioni piuttosto che il materiale con cui sono fatte le carte (che è comunque di ottima fattura). Il design del retro è minimal e ben realizzato e si distinguono facilmente le tre tipologie di carte (strumenti ed eventi hanno lo stesso dorso).

Carte e manuale di Venture

Le illustrazioni sono pregevoli, ben realizzate, un piacere per gli occhi. Così come le descrizioni di ogni carta sono estremamente interessanti per i curiosi di facts storici, scientifici e culturali. Peccato che la turnazione sia così rapida, soprattutto in 3-4 giocatori, da non permetterci di leggere con attenzione tutti i testi a corredo delle illustrazioni.

Setup e Flusso di gioco

Scopriamo come si svolge il gioco. Come prima cosa a ogni giocatore verrà data casualmente una carta ruolo. Tali carte sono delle figure scientifiche, ad esempio il chimico, il matematico, ecc., e hanno un’abilità speciale che si potrà attivare nel corso del gioco. Verranno poi distribuite 4 carte missione: non necessariamente riceveremo una missione per colore, ma potrebbero anche essere 2, 3, 4 missioni con lo stesso bordo colorato, che richiederanno quindi il medesimo strumento per essere completate.

Setup del gioco

Si passa poi alla propria mano, in cui potremo tenere un massimo di 5 carte. Le restanti carte Azioni e Strumenti (le quali vi serviranno per completare le missioni) formeranno il mazzo che andrà posto al centro del tavolo con le carte coperte.

Il gioco vero e proprio è suddiviso in 4 fasi. Nella prima fase si pesca una carta e la si mostra a tutti; attenzione, poiché se la lampadina nell’angolo alto a destra della carta è accesa, chi pesca sarà costretto a subirne l’effetto, che può essere positivo o negativo. In caso contrario, potremo inserire la carta nella nostra mano.
Nella seconda fase si potranno fare una o due delle seguenti azioni: attivare il talento del nostro ruolo, scartando una carta col simbolo corrispondente a quel ruolo (massimo una volta per turno), e/o usare una carta evento per ottenere un beneficio o danneggiare uno o più avversari.
Durante la fase tre, qualora fosse possibile, i giocatori potranno completare una missione giocando una carta strumento. Nella quarta e ultima fase si pescheranno altre 2 carte e si scarteranno tutte quelle eccedenti oltre il limite di 5. Il giocatore che per primo completa le 4 missioni, vince il premio Nobel e di conseguenza la partita.

Bello sulla carta, ma…

A Venture manca qualcosa, questa è la sensazione che si ha quando lo si gioca. Sebbene il potenziale per essere un ottimo card game ci sia, la riuscita non riesce a soddisfare appieno. La meccanica della carta pescata all’inizio e la doppia pesca a fine turno, faranno sì che, oltre ad essere costretti a giocare le carte con le lampadine accese, quasi obbligatoriamente dovremo anche scartare le carte poiché raggiungeremo subito il limite di carte per mano. Troppe carte dalle azioni simili lo rendono poi monotono. Si sbirciano le carte degli avversari, si scambiano carte, si fanno scartare, tutto è maggiormente incentrato nel penalizzare gli altri più che avvantaggiare noi stessi. Questa meccanica che bilancia l’ipotetica brevità della partita, che potrebbe essere chiusa oggettivamente in pochi turni fortunati, rende però il gioco un po’ monotono e prevedibile.

Non giudicare una carta dalla sua copertina

Tuttavia come party game leggero non è assolutamente da buttare, anzi, può benissimo essere preso in considerazione. Venture è quindi un gioco che può offrire risate, cattiveria gratuita verso gli avversari e una buona dose di cultura, ma che avrebbe bisogno di un pizzico di sale in più per emergere nel mondo dei card games.

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ARGOMENTI:Card GameRecensione
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