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NerdPool > Blog > Film > 28 Anni Dopo: ha forse un “problema” con la sua intro? [SPOILER]
FilmIn Evidenza

28 Anni Dopo: ha forse un “problema” con la sua intro? [SPOILER]

Davide Sangalli
20 Giugno 2025
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4 Min
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“28 Anni Dopo” sta conquistando il pubblico e la critica, con un impressionante 90% su Rotten Tomatoes. Questo nuovo capitolo della celebre saga post-apocalittica, incentrato sulla toccante storia di un padre e un figlio in un mondo devastato dalla “rabbia”, propone un’ambientazione inedita e avvincente. Gli “zombie” del franchise sono più letali che mai, ma un elemento cruciale del film, l’introduzione, non riesce a raggiungere le vette di “28 Giorni Dopo” e “28 Settimane Dopo”. Vediamo perché la sequenza iniziale di “28 Anni Dopo” non convince appieno.

L’Intro di 28 anni dopo: un passo falso?

L’introduzione di “28 Anni Dopo” si svolge nel passato e, a differenza dei suoi predecessori, non riesce a immergere completamente lo spettatore nell’orrore imminente. Per capire meglio, analizziamo le introduzioni dei film precedenti.

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“28 Giorni Dopo” ci ha catapultati nel caos fin dall’inizio, mostrando l’epidemia del virus della rabbia che si diffonde tra gli scimpanzé liberati da ambientalisti, portando alla fine della Gran Bretagna. Un’apertura d’impatto che ha gettato le basi per l’intera narrazione.

“28 Settimane Dopo” ha alzato ulteriormente l’asticella, concentrandosi sulla straziante storia di un padre che abbandona la moglie alla mercé degli infetti. Una scena di violenza cruda e una regia magistrale hanno reso questa introduzione memorabile, fornendo un forte impatto emotivo e narrativo.

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Un orrore incompiuto: La premessa di “28 Anni Dopo”

L’introduzione di “28 Anni Dopo” ha potenzialmente la premessa più inquietante e spaventosa. Anziché scimpanzé o mariti in fuga, il film ci presenta una stanza piena di bambini innocenti, immersi nella tranquillità dei Teletubbies, mentre il mondo esterno crolla. Una madre disperata cerca di proteggerli dall’incubo, ma la visione dei bambini terrorizzati, le loro lacrime e gli orribili suoni provenienti dall’esterno sono interrotti troppo bruscamente.

Gli infetti irrompono nella stanza, decimando i bambini fuori campo in un tempo record. Un solo ragazzo riesce a fuggire e trova rifugio in una chiesa, solo per scoprire che suo padre, un prete, accoglie l’arrivo degli infetti come il “Giorno del Giudizio”, abbracciando la follia degli “zombie” mentre il figlio scappa.

Le debolezze dell’intro di “28 Anni Dopo”

Nonostante l’idea terrificante di mostrare l’apocalisse attraverso gli occhi di bambini, l’esecuzione di questa sequenza non riesce a eguagliare la qualità dei film precedenti. Ecco i motivi principali:

  • Breve Durata e Mancanza di Immersione: L’orrore della situazione è solo accennato. Gli spettatori non hanno il tempo di assorbire l’angoscia dei bambini prima che gli “zombie” irrompano e la carneficina si consumi troppo rapidamente.
  • Irrilevanza Narrativa del Ragazzo: Il ragazzo che fugge e suo padre, il prete folle, non hanno alcun ruolo nella trama principale di “28 Anni Dopo”. Questo li rende figure usa e getta, a differenza dei personaggi introdotti nei precedenti film che avevano un impatto significativo sulla storia complessiva.
  • Mancanza di Implicazioni Future: Le introduzioni di “28 Giorni Dopo” e “28 Settimane Dopo” erano intrinsecamente legate agli eventi futuri della trama, fornendo un contesto e una motivazione chiari. Quella di “28 Anni Dopo”, pur essendo un promemoria spaventoso del crollo del mondo, appare isolata e strutturalmente scollegata dal resto del film.

Se da un lato “28 Anni Dopo” potrebbe superare i suoi predecessori nel complesso, la sua sequenza iniziale non regge il confronto. Potrebbe avere un ruolo in futuri sequel, come “28 Years Later: The Bone Temple” (in uscita il 16 gennaio 2026), ma nel film attuale, il suo impatto è minimo.

ARGOMENTI:28 Anni Dopo28 Giorni DopoZombie
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DiDavide Sangalli
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Figlio degli anni ‘80, orgogliosamente NERD! Appassionato di Pop Culture (specie se anni ’80 e ’90), Comics, Serie TV e Film. Collezionista compulsivo di Lego, Snapback e T-Shirt Nerd. Un giorno vorrei svegliami a Springfield e farmi una birra con Homer Simpson.
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