Dopo “Tre Piani”, Nanni Moretti torna a tradurre in immagini un libro di Eshkol Nevo, ma soprattutto torna a riabbracciare Venezia. Lo fa con una storia da una parte abituale e dall’altra atipica per il suo cinema. Una storia d’amore, tormentata e quasi impossibile, tra un Louis Garrel e una Jasmine Trinca in stato di grazia. La liberazione totale di un autore che nel tempo ha saputo cambiare e trovare strade inattese, e nella dolcezza un nuovo modo di infastidire.
“Succederà questa notte” è un film struggente dove la freddezza candida di Nevo si scioglie al sole. Non dell’avvenire, più fuori. Fuori dal tempo. E forse il regista si diverte da morire a mettere in scena questa follia d’amore, che nel suo cinema cercava disperatamente un filo per camminare. O per ballare ancora. In bilico tra la commedia feroce e l’emozione limpida. O, come nell’ultima sequenza, tra le stanze del cinema e della poesia.
Come Herzog, proprio nel momento in cui non gli serve più dimostrare, Moretti si riscopre innamoratissimo e piazza colpi di regia devastanti. È sempre la sua direzione invisibile, alla francese con sogni di Fellini, ma stavolta il rigore implode nella coperta di uncinetto e incontra il soffio della pazzia. È successo questa notte, davanti al mare di Venezia. Per alcuni sarà una truffa, per altri un Truffaut. Per noi, arrivati fino in fondo sotto incantesimo, col “magone”, uno dei film più belli della sua carriera.



