La casa editrice Fazi Editore ci presenta 56 giorni, l’ultimo romanzo della scrittrice irlandese Catherine Ryan Howard. In una Dublino blindata dalla prima ondata di Coronavirus, una storia d’amore all’apparenza romantica si tramuta in un omicidio misterioso.

Trama
Irlanda, Marzo 2020. In una tranquilla giornata dublinese, Oliver e Ciara s’incontrano per la prima volta in un supermercato durante la pausa pranzo. Oliver rimane colpito dalla borsa di tela di lei con su il logo della NASA, Ciara dai capelli arruffati di lui. I due iniziano a parlare e passano la pausa pranzo insieme. Decidono di rivedersi perché si piacciono e vogliono conoscersi. Dieci giorni dopo il loro incontro, il primo ministro irlandese fa un annuncio shock: proclama un lockdown obbligatorio di due settimane per contenere la grande ondata di Coronavirus che si sta scagliando sul paese. Spinti dal desiderio di stare insieme, Oliver propone a Ciara di andare a vivere da lui durante il lockdown. La ragazza accetta.
La gente pensa che siano le grandi decisioni a cambiare il corso della vita. Proposte di matrimonio o traslochi. Ma lei sa che in realtà sono quelle più piccole, i momenti minuscoli. Momenti come quello.
Sembra la classica storia d’amore romantica, senonché 56 giorno dopo il loro primo incontro, la padrona di casa chiama la polizia per segnalare un odore nauseabondo che proviene dall’appartamento di Oliver. L’ispettore Lee apre la porta e quello che trova è uno spettacolo raccapricciante: un cadavere in putrefazione da oltre due settimane all’interno della doccia.
Cosa è successo in quell’appartamento? Chi ci viveva realmente? Ma soprattutto, perché è stato tutto ripulito da cima a fondo?
Scandito dal countdown dei giorni, dal 56esimo fino al ritrovamento del cadavere, verremo a conoscenza delle vite di Oliver e Ciara, che si riveleranno tutt’altro che ordinarie. Un segreto inconfessabile verrà a galla, dimostrando che le persone non sempre sono quelle mostrano di essere.
Recensione
Sono passati cinque anni dalla prima ondata di Coronavirus che colpì il mondo nei primissimi mesi del 2020. Ci si trovò di fronte ad una nuova emergenza del tutto sconosciuta, di cui nessuno era preparato. Si pensava che sarebbe durato poche settimane, quando in realtà era solo l’inizio di due anni altalenanti, che hanno stravolto completamente i rapporti sociali e la nostra percezione del mondo.
Molte persone hanno visto l’isolamento come una condanna e alcuni sono ricorsi ai ripari, come i protagonisti del romanzo. Oliver e Ciara sono due trentenni che si sono appena trasferiti a Dublino e non conoscono nessuno. Al loro primo incontro si piacciono e vogliono frequentarsi il più possibile. L’annuncio del lockdown è vissuto come una restrizione alla loro passione nascente e decidono di rischiare di contagiarsi a vicenda, piuttosto che stare lontani. Probabilmente la decisione è spinta anche dalla paura della solitudine e di quello che ne comporta. A volte la mancanza di rapporti sociali può portare ad avere degli atteggiamenti del tutto discutibili. La loro decisione è molto avventata, per il semplice fatto che si conoscono solo da due settimane. Di fatti le loro personalità escono fuori poco per volta, rivelando così la loro vera natura.
Oliver è un bel ragazzo che non passa inosservato per la sua statura, i suoi occhi penetranti e i suoi capelli arruffati. Lavora da poco in un ufficio d’architetti, che gli fornisce un alloggio in uno stabile elegante della città. La sua è stata una vita difficile, segnata da un episodio avvenuto nell’adolescenza che ha stravolto le vite di molte persone. Per questo è sempre sulla difensiva e analizza ogni parola o atteggiamento di Ciara. Per lei nutre dei sentimenti mai realmente provati prima, che lo spaventano fino al punto da comportarsi nel modo più sbagliato possibile.
Ciara è a Dublino da soli cinque giorni quando incontra Oliver al supermercato. Lavora come impiegata e ha preso in affitto un appartamento mediocre. La sua sembra una vera e propria fuga dalla famiglia, a causa della malattia grave della madre. I suoi sentimenti per Oliver sono travolgenti, ma la sua insicurezza la porta a provocare situazioni sgradevoli.
I due sono delle vere e proprie anime solitarie, bisognose d’affetto ma incapaci di gestire l’ondata di sentimenti che provano. Il vivere chiusi in uno spazio piccolo come un appartamento rivela le loro vere anime e come, in realtà, i loro destini sono sempre stati incrociati. Il finale della loro storia d’amore è l’esatto opposto che uno ci si aspetta. Teatro di tutto ciò è Dublino: i suoi bar, le sue strade e i suoi ristoranti vengono descritti talmente nel dettaglio da far provare la sensazione di essere lì insieme ai protagonisti.
Il romanzo di Catherine Ryan Howard si presenta come un thriller capace di tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina. Questo è dato dalla bravura della scrittrice di disseminare indizi poco per volta, stuzzicando la curiosità e l’ingegno. La lettura scorre veloce fino a quando, a poco più di 100 pagine dalla fine del libro, vi è un colpo di scena talmente inaspettato da stravolgere completamente la storia. Ma non finisce qui perché subito dopo ve ne è un altro, poi un altro e uno finale, portandoti al totale disorientamento. Questi quattro colpi di scena ti trafiggono e ti lasciano spiazzato perché la storia che credi ogni volta di capire, in realtà non esiste.
Altro punto di forza del romanzo è il raccontare la storia attraverso i punti di vista multipli dei personaggi, permettendo al lettore di entrare completamente nei loro pensieri. Uno stesso avvenimento, infatti, viene narrato dalla prospettiva di tutti i protagonisti, presentando la scena a 360 gradi. Sarà il lettore a decidere a chi dar ragione e da che parte stare. Questo dettaglio impreziosisce ulteriormente la trama.
Il risultato finale è una storia coinvolgere e ben scritta. La frase “non si finisce mai di conoscere una persona fino in fondo, neanche quando credi di aver capito tutto di essa” non potrebbe essere più giusta per descrivere Oliver e Ciara.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Catherine Ryan Howard è una scrittrice di gialli originaria di Cork, Irlanda. Il suo romanzo d’esordio, Distress Signals, è stato tra i finalisti del CWA John Creasey/New Blood Dagger. Rewind (2019) è stato candidato per l’Irish Crime Novel of the Year e attualmente stanno scrivendo una sceneggiatura per un futuro film. Il grande successo è arrivato con The Nothing Man, che ha scalato le classifiche irlandesi e inglesi. 56 Giorni è stato pubblicato per la prima volta nel 2021, mentre in Italia nel 2025 dalla casa editrice Fazi Editore. La scrittrice ha rivelato che lo ha scritto durante la primissima ondata di Covid, che l’ha costretta in casa come tutti i cittadini.



