Teresa Ciabatti esplora la controversa figura del superboss della camorra Giuseppe Misso in un libro in bilico tra il biografico, l’autobiografico e il romanzo. La casa editrice Mondadori, che cura le opere dell’autrice, ha pubblicato questo lavoro nel 2025 con il titolo di Donnaregina.

Trama
Una prima persona senza nome racconta la vicenda contenuta in questo libro. Si tratta forse di Teresa Ciabatti stessa, che ci racconta qualcosa di sé in queste pagine? Non ci è dato saperlo. Ciò che il lettore sa è solo che la voce narrante è di una donna sulla quarantina, nata ad Orbetello – proprio come l’autrice – e trasferitasi a Roma – anche qui, proprio come l’autrice. La voce narrante ha un gemello con cui ha un rapporto conflittuale, soprattutto a causa della gestione del patrimonio ereditato dai genitori, e ha una famiglia composta da marito e figlia, la tredicenne Camilla. La storia ha inizio quando alla nostra narratrice viene proposto da un giornale di scrivere un articolo sul superboss della camorra Giuseppe Misso, detto ‘o Nasone, “accusato di rapina a mano armata, furto, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 38 omicidi commessi, 108 ordinati, ma per qualcuno molti di più”. La protagonista non sa nulla di Napoli, figuriamoci di camorra, eppure accetta: decide di intervistare Peppe Misso perché vuole indagare l’uomo, conoscerlo nel profondo, dire di lui cose che non sono mai state dette, andare oltre gli omicidi e la delinquenza. Ben presto sia l’autrice, sia Misso stesso si rendono conto che un semplice articolo di giornale non è sufficiente: bisogna scrivere un libro. Tra il boss camorrista e la scrittrice inizia quindi un legame particolare fatto di incontri e racconti, appunti, registrazioni e lunghi messaggi vocali di chiarimenti.
La storia del superboss si intreccia con la storia personale della protagonista, che si trova ad affrontare un anno in cui non è stata colpita direttamente dal dolore, ma ne è stata attraversata. Molte persone al suo fianco infatti stanno vivendo dei momenti di grande crisi, dalla cara amica chiamata semplicemente M. alla figlia Camilla, che sarà motivo di grandi preoccupazioni.
Recensione
La domanda che più frequentemente mi sono posta leggendo Donnaregina di Ciabatti è quanto e soprattutto cosa ci sia di reale in queste pagine. Quanto della vita della protagonista corrisponde ad eventi realmente accaduti all’autrice? Quanto della figura dipinta di Giuseppe Misso corrisponde a realtà? E, ancor di più, è vero che l’autrice per scrivere questo libro ha avuto colloqui e contatti frequenti con il boss? Questi dubbi possono solo restare tali poiché non vengono date risposte, se non una piccola nota ad inizio libro che dice che “Donnaregina è un’opera di fantasia che non intende riprodurre la realtà (eccetto le sentenze, riportate alla lettera). I fatti e i personaggi sono filtrati dallo sguardo dell’autrice. Lo stesso Giuseppe Misso del libro è un ritratto personale e immaginifico”. Ma forse è proprio questa ambiguità che affascina nel corso della lettura.
Un altro elemento di inevitabile fascino è proprio la figura centrale del boss Peppe Misso. Teresa Ciabatti riesce di certo nell’intento di scavare più a fondo riguardo a quest’uomo e infatti non ci racconta quasi nulla dei suoi atti criminali, sorvola totalmente sugli omicidi e si sofferma sull’uomo e, in particolare, sul suo rapporto con la paternità. Nel legame con i figli la protagonista e Misso trovano un punto d’incontro: l’essere genitori li unisce, come anche la difficoltà di affrontare momenti della vita dei figli che mai si sarebbero voluti affrontare. Sebbene in situazioni e momenti storici diversi, l’autrice e Misso raccontano di una genitorialità complessa, di vicende diverse ma accumunate da una stessa impossibilità nel comprendere, da parte dei genitori, determinate scelte.
Potete trovare il libro QUI.
L’autrice
Nata ad Orbetello nel 1975 e trasferitasi poi a Roma, dove ha frequentato l’università di Lettere alla Sapienza, Teresa Ciabatti è oggi autrice di diversi romanzi. Il suo primo libro, Adelmo torna da me, è stato pubblicato nel 2002. Nel 2017 il romanzo La più amata (lo trovate QUI) ha raggiunto il secondo posto al Premio Strega.




