A Big Bold Beautiful Journey (2025) è l’ultima avventura al cinema di Kogonada, questa volta alle prese con due protagonisti interpretati da Margot Robbie e Colin Farrell. Il regista e sceneggiatore statunitense – dalle origini coreane – torna dietro la macchina da presa dopo aver diretto After Yang – uno tra i migliori film di fantascienza degli ultimi anni, scelto anche da IndieWire come nono miglior film di fantascienza del XXI secolo.
A Big Bold Beautiful Journey – la trama
I due single David (Colin Farrell) e Sarah (Margot Robbie), dopo essersi conosciuti a un matrimonio di amici, intraprendono un viaggio insieme. A causa di una serie di bizzarri eventi, si ritrovano nella stessa macchina diretti verso una lunga avventura guidati da un GPS capace di portare in luoghi unici. Tante sliding doors (letteralmente) portano i due protagonisti in uno stato atemporaneo, a tratti onirico e alla scoperta dei propri caratteri.

A Big Bold Beautiful Journey – la recensione
A Big Bold Beautiful Journey è un viaggio antropologico alla scoperta dell’amore. Due protagonisti a primo impatto diversi, si ritrovano assieme in un percorso che li porterà ad affrontare se stessi ma soprattutto le scelte del proprio passato. Ma quale itinerario seguirà questo GPS magico? Un percorso decisamente sorprendente.
Margot Robbie e Colin Farrell sono due personaggi in cerca d’amore. Lui un uomo semplice, affascinante e dalle tante sfaccettature alle prese con gli scheletri del proprio passato. Lei, un’elegante donna stravagante e coinvolgente ma dai tanti rimorsi. Entrambi sono consapevoli di cosa hanno sbagliato nelle loro scorse relazioni (d’amore ma anche interfamiliari) ma non hanno mai avuto il coraggio di affrontarne le conseguenze. Entrambi gli attori ci deliziano con due interpretazioni delicate e intime che si diversificano da un’aspetto teatrale a uno più consapevole e autoriale.
Con questo incipit Kogonada struttura un piano narrativo curato da un’estetica bizzarra e affascinante, capace di porre al centro della storia i due personaggi ma inserendoli in un contesto altamente eccentrico. Una macchina, un uomo, una donna e diverse destinazioni da scoprire.
Proprio per questo, Kogonada decide di andare in sottrazione per quanto riguarda il cast (pochi attori ma buoni) per permettere alle sensazioni della storia di arrivare dritte allo spettatore e trasmette un senso di profondità e unione con i protagonisti.

L’unione di due stili
Uno degli elementi che riesce a rendere A Big Bold Beautiful Journey un film fuori dal comune, è senza dubbio lo stile estroso con cui il regista, nato a Seoul, riesce a coadiuvare uno stile creativo e di storytelling prettamente orientale a un tipo a delle ambientazioni tipicamente statunitensi. Il cinema sudcoreano, o comunque orientale, è tra i più sottovalutati nel cinema moderno e nasconde sorprendenti aspetti culturali che funzionano quasi come un ossimoro della cultura occidentale.
Seppur due film completamente diversi, riesce allo stesso modo di Celine Song e del suo Past Lives ad unire due culture diamentricalmente opposte ma che si ritrovano assieme con maestria ed eleganza.

Il minimalismo eccentrico di Kogonada
Il racconto visivo del film è accompagnato da una soundtrack caratterizzata da brani synth pop come Bug Like an Angel di Mitsky o I Miss You, I’m Sorry di Gracie Abrams. La scelta artistica di utilizzare questo tipo di canzoni si sposa perfettamente con lo stile del film, di cui ne arricchisce l’esperienza con una forma intima e malinconica.
Tuttavia, non finisce qui. La colonna sonora ufficiale di A Big Bold Beautiful Journey, è infatti curata da Joe Hisaishi. Questo nome, che magari a molti non dirà niente, è quello del compositore e pianista giapponese che ha composto la maggior parte delle colonne sonore dei film dello Studio Ghibli, collaborando più volte con lo stesso Miyazaki.

Temi ricorrenti
Un pò come il prossimo The Life of Chuck, A Big Bold Beautiful Journey promette di approfondire le moltitudini che caratterizzano l’essere umano, i legami che ci permettono di maturare (anche attraverso il dolore) e di (ri)nascere consapevoli di ciò che siamo stati.
Uno spunto creativo sugli affetti e sulle relazioni umane, con una finestra (o porta, in questo caso) sul ruolo che l’arte svolge nelle nostre vite. Una pellicola surreale ma allo stesso tempo con i piedi per terra. Non esagera mai sfociando nel banale ma continua a rivelarsi una sorpresa esteticamente incantevole, anche grazie alla fotografia luminosa e satura, ricca di eccessi e contrasti che rendono il film decisamente ispirato e dal tono onirico.
A Big Bold Beautiful Journey cerca di riempire il vuoto percepito dai suoi personaggi con una storia non scontata che passa dall’essere musical all’avere un tono introspettivo suoi protagonisti e sull’amore, mantenendo sempre un velo di comicità e fascino difficile da replicare sul grande schermo.
Una fiaba d’amore del XXI secolo che si mantiene il livello della pellicola alto per tutto il film ma che subisce un lieve calo nel finale. Vi ricordiamo che il film è in uscita il prossimo 2 ottobre, distribuito da Eagle Pictures.


