In Animal Farm (La fattoria degli animali), George Orwell raccontava, in maniera allegorica, la trasformazione dell’Unione Sovietica e degli ideali del socialismo alla metà del 20imo secolo. Un romanzo che nasceva dalla situazione politica e sociale del suo tempo, ma che rimane in qualche modo attuale e adattabile al contesto che stiamo vivendo oggi. Tom King è partito proprio da questa idea, come dichiarato nell’introduzione del volume pubblicato da Bao Publishing, per dare vita al suo Animal Pound, insieme a Peter Gross ai disegni e Tamra Bonvillain ai colori. Un fumetto che esalta ancora più di altre opere la scrittura sublime di King, ricchissimo di testo e dove ogni parola è importante, riuscendo a raccontare nel modo migliore la deriva populista che sta prendendo la società odierna.

Le porte rimangono sempre aperte
In un rifugio per animali, gatti, cani e conigli si uniscono per ribellarsi ai loro oppressori e scacciano gli umani che lavorano nell’edificio. A capeggiare la rivolta ci sono la gatta Madame Fifi e il cane Titan. La scintilla che ha portato a questo sono state le parole di un vecchio cane, Lucky, che, prima di essere abbattuto, aveva fatto capire alla gatta l’importanza di essere uniti contro un nemico comune e di non accontentarsi delle condizioni di vita e di schiavitù subite sotto gli umani. Una rivoluzione fatta per gli ideali di pace, libertà e uguaglianza, abbandonando le gabbie in cui avevano sempre vissuto, sotto il principio comune che “le porte rimangono sempre aperte”.

Gli abitanti del rifugio hanno ottenuto una grande vittoria, ma è sempre dopo la rivoluzione che arrivano le maggiori difficoltà. Come far convivere in pace cani, gatti e conigli, tre specie di animali con abitudini e stili di vita estremamente diversi? Si decide quindi di eleggere dei rappresentanti e di stabilire alcune leggi. Nasce il Congresso degli Animali per discutere della vita in comune e gli abitanti del rifugio eleggono un leader tramite votazioni: vengono così poste le basi per una nuova democrazia. Tutto sembra funzionare bene ma, con il passare degli anni, emergono nuove problematiche e il potere passa di mano in mano a capi che non riescono più a imporsi, fino all’elezione di Piggy, un nome in qualche modo profetico ripensando all’opera di Orwell, e un momento di rottura per la vita nel rifugio.
Ascesa e caduta di una democrazia
La storia raccontata in Animal Pound copre un lungo lasso di tempo, andando a definire una struttura circolare, simile ancora una volta al romanzo originale. Si parte con la rivoluzione, si raccontano le prime fasi della nuova società, nascono le prime frizioni e problematiche e tutto inizia a sgretolarsi per tornare a una situazione molto simile a quella iniziale. Tom King riesce a caratterizzare in maniera perfetta cani, gatti e conigli, facendo in modo che restino sempre molto verosimili alla loro natura sia nel comportamento che nelle scelte che compiono nel corso della storia. Merito anche del tratto molto realistico di Peter Gross e dei colori di Tamra Bonvillain, che rendono ogni animale ben riconoscibile e diverso dagli altri. Questo consente ai lettori di empatizzare ancora di più con la storia, soprattutto per chi ha un animale domestico.

Come già accennato, la scelta di avere come protagonisti degli animali è il modo perfetto per veicolare concetti profondi e molto “umani”. Nel cercare soluzioni per affrontare le difficoltà, gli animali iniziano a diventare sempre più simili ai loro ex carcerieri e a sfruttare gli strumenti che prima venivano usati su di loro. Entrano così in gioco anche i social, dove mettersi in mostra e rendersi ridicoli è il modo migliore per fare soldi.
La critica più forte alla società moderna arriva sicuramente nella seconda parte della storia. Le leggi stabilite nel fondare la democrazia non vengono toccate ma i leader iniziano ad aggirarle senza dare giustificazioni e questo porta anche altri animali a sentirsi legittimati nel fare lo stesso. Un atteggiamento subdolo, ma molto comune anche nel mondo in cui viviamo e, in particolare, nei movimenti populisti che stanno prendendo sempre più piede. È il governo stesso a non schierarsi apertamente e a lasciare che i cittadini vadano a schiacciare le minoranze e la diversità di opinioni. Attraverso Animal Pound, Tom King fa emergere una visione molto pessimista della realtà, mettendo in luce come le responsabilità del fallimento della società odierna siano di tutti, non solo di chi governa ma anche di chi decide di non ribellarsi e di non scegliere.



