Dopo lo spegnimento definitivo dei server di Anthem il 12 gennaio 2026, il gioco è diventato di fatto inutilizzabile essendo un titolo sempre-online. In questo contesto, nelle scorse ore si è riaccesa la discussione su un possibile “futuro alternativo” per il progetto, grazie alle dichiarazioni di Mark Darrah, ex executive producer in BioWare, rilanciate da Rock Paper Shotgun.
L’idea: trasformarlo in un “tradizionale” BioWare single player
Secondo Darrah, Anthem potrebbe essere riconvertito in un RPG single player “alla BioWare” con un budget conservativo di circa 10 milioni di dollari: non un “Anthem 2.0”, ma una revisione mirata che renda il titolo giocabile senza infrastruttura live service.
Tra i punti discussi (sempre in chiave ipotetica), l’operazione passerebbe soprattutto dalla necessità di adattare gli scontri oggi calibrati per la co-op, introducendo compagni controllati dall’IA o trasformando alcuni NPC in veri “companion” con contenuti dedicati.
Va sottolineato che Darrah parla esplicitamente di un what if: al momento non esiste alcun annuncio di EA o BioWare su un ritorno del gioco in questa forma.
L’altra pista: codice “local server” e la speranza di server privati
Oltre all’ipotesi single player, Darrah ha anche riacceso l’interesse per un altro elemento: in sviluppo sarebbero esistite componenti per far girare Anthem in locale, poi rimosse prima del lancio. Alcune testate riportano che “il codice” sarebbe stato presente abbastanza a lungo da poter essere, almeno in teoria, recuperabile, aprendo alla prospettiva di server privati gestiti dalla community (scenario complesso e tutto da dimostrare, anche per ragioni legali e tecniche).




