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NerdPool > Blog > Film > Biancaneve: ecco le differenze con il film animato del 1937
FilmIn Evidenza

Biancaneve: ecco le differenze con il film animato del 1937

Aimizzle
19 Marzo 2025
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7 Min
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Biancaneve (Snow White), film di Marc Webb che si propone come rivisitazione del classico Disney Biancaneve e i sette nani, sta per approdare in tutte le sale italiane. Sono state numerose le questioni portate a galla da questo adattamento che sin da subito si è proposto come ‘diverso’ e portatore di innovazione. Certo, non sorprende che durante la produzione di Biancaneve si sia scelto di percorrere alcune strade diverse rispetto a quelle del film originale, uscito ben ottantotto anni fa. Ma vediamo insieme tutte le differenze più importanti tra le due pellicole!

Nel corso dell’articolo saranno presenti informazioni che potrebbero essere percepite come SPOILER.

Il nome di Biancaneve

Nel cartone animato del 1937 il nome ‘Biancaneve‘ della protagonista ha un origine molto simile a quella presente nella favola originale dei fratelli Grimm. La protagonista, infatti, viene appellata con un nome così particolare grazie alla sua carnagione particolarmente candida e ‘bianca come la neve’. Nella favola originale, infatti, la madre di Biancaneve sogna di avere una figlia con pelle bianca come la neve, labbra rosse come il sangue e capelli neri come l’ebano. Nel nuovo film live-action, l’origine del nome viene leggermente modificata, attribuendolo alla sopravvivenza della protagonista a una tempesta di neve quando era neonata, simbolo della sua forza e resilienza.

E il principe Florian?

Tutti ci ricordiamo del valoroso e bellissimo principe Florian nella pellicola originale di Walt Disney. Egli viene introdotto in una scena di canto dove, colpito dalla bellezza della principessa, egli si avvicina per cantare con lei lasciandola timidamente affascinata. La trama del film animato non vede una grande presenza del personaggio del principe, lasciandolo a semplice interesse romantico della protagonista, che si evolve poi in amore alla fine della storia (sapete no? E vissero felici e contenti ecc…). Ma se nel cartone animato originale era poco presente, nel film di Webb il personaggio viene completamente eliminato, o per meglio dire riscritto.

Risulta chiaro fin da subito che l’interesse romantico di Biancaneve (Rachel Zegler) sia passato dall’essere un principe, all’essere un ladro. I due, infatti, fanno conoscenza già nella prima parte del film dove Jonathan (Andrew Burnap), questo è il suo nome, è intento a rubare del cibo per sfamare il suo gruppo, vittima di fame e trascuratezza dovute al controllo della Regina Cattiva (Gal Gadot). Jonathan non solo è un personaggio diverso da Florian, ma ha decisamente anche più utilità all’interno della trama. Egli non si limita ad essere solo l’interesse romantico di Biancaneve, ma assieme alla sua banda evolve la trama portando situazioni di collaborazione con la principessa ed elementi di scontro con le guardie reali.

Biancaneve e… i sette nani!

Tra le sequenze più iconiche del film del 1937 che coinvolgono i sette nani c’è sicuramente quella in cui Biancaneve li esorta a lavarsi. Dopo aver pulito e sistemato la casa, la principessa, con dolcezza, spinge i nani a lavarsi prima di mangiare, dando vita a situazioni comiche legate alla loro scarsa igiene, con Brontolo che si rifiuta categoricamente. Nel live-action in uscita, questa scena è stata rimossa. Per approfondire il rapporto tra Biancaneve e i nani, si è scelto di ricreare la scena della pulizia e del riordino della casa, ma questa volta portata avanti in squadra e non più solo dalla protagonista. In questo modo, la sequenza della ‘doccia’ è stata sostituita dalla scena classica delle pulizie, con l’obiettivo di unire i personaggi e allo stesso tempo superare lo stereotipo della casalinga, figlio dell’epoca in cui il cartone animato è nato.

Lui parla!

Cucciolo è senza dubbio disegnato per essere il nano più adorabile di tutti. Non solo per la sua forma fanciullesca, ma anche grazie alla sua goffaggine ed innocenza. Nel cartone animato queste caratteristiche del personaggio sono state messe ancor più in evidenza grazie al suo mutismo. Walt Disney decise di lasciarlo muto, sfruttando la sua espressività e il linguaggio del corpo per renderlo un personaggio comico e adorabile. All’interno del film di Webb questa caratteristica viene mantenuta, restituendo appieno il sapore innocente e dolce del personaggio originale. Ma, se nel film del ’37 il suo mutismo viene superato solamente da un fischio, oggi possiamo vedere Cucciolo parlare alla fine della pellicola, culmine di una delle scene più cariche di pathos del film.

Il tema principale del film

Il film originale del 1937 si concentra principalmente sulla ricerca del “vero amore”, ponendo l’accento sul ruolo del Principe come figura salvifica. Biancaneve, infatti, affronta numerose difficoltà, ma è il bacio del Principe a risvegliarla dal sonno incantato, permettendole di ottenere il suo lieto fine. Questa narrazione riflette una visione tradizionale delle fiabe, in cui l’eroina è spesso in attesa di essere salvata dal suo destino grazie all’intervento di un personaggio maschile.

Nel nuovo adattamento live-action, invece, la storia viene reinterpretata con un approccio più moderno, mettendo al centro il tema dell’empowerment femminile. In questa versione, Biancaneve non è più una giovane donna in attesa di essere salvata, ma una protagonista determinata, che aspira a diventare una leader e a prendere in mano il proprio destino senza dover dipendere da un principe. Il suo viaggio non ruota più attorno alla ricerca dell’amore romantico, ma alla sua crescita personale e alla volontà di guidare il suo regno con forza e indipendenza.

Questi cambiamenti riflettono il chiaro intento di aggiornare la storia per rispecchiare i valori e le sensibilità della società contemporanea. La nuova Biancaneve diventa un simbolo di indipendenza e determinazione, offrendo al pubblico una prospettiva diversa rispetto alla versione classica, più in linea con le aspettative delle nuove generazioni.

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ARGOMENTI:Biancanevedisney
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