Durante il press tour per Captain America: Brave New World, Anthony Mackie ha scatenato una polemica suggerendo che “essere americano” non dovrebbe essere considerato il tratto distintivo dell’eroe da lui interpretato. L’attore ha invece sottolineato valori universali come l’onore, la dignità e l’integrità come attributi fondamentali del personaggio. Sebbene alcuni fan abbiano criticato questa interpretazione come antipatriottica, si sono persi qualcosa di fondamentale: Chris Evans ha espresso sentimenti quasi identici quando ha assunto per la prima volta il ruolo di Steve Rogers. Questa comprensione condivisa tra entrambe le iterazioni di Capitan America del MCU riflette una verità più profonda sul personaggio che si è intrecciata in otto decenni di storia, dalla sua creazione come simbolo antifascista alla sua evoluzione in un eroe la cui bussola morale lo mette spesso in contrasto con la stessa nazione di cui porta la bandiera.
Quando gli è stato chiesto del rapporto di Capitan America con gli Stati Uniti, Mackie ha offerto la sua prospettiva sui valori fondamentali del personaggio.
“Per me Capitan America rappresenta molte cose diverse e non credo che il termine ‘America’ debba essere una di queste rappresentazioni”, ha spiegato Mackie. “Si tratta di un uomo che mantiene la parola data, che ha onore, dignità e integrità, qualcuno che è affidabile e degno di fiducia”. Sebbene alcuni abbiano interpretato queste parole come un rifiuto degli elementi patriottici del personaggio, in realtà riecheggiano i sentimenti espressi da Chris Evans più di dieci anni fa.

In un’intervista del 2011 a CBR, quando gli è stato chiesto di “essere avvolto nella bandiera americana” per Captain America: Il primo vendicatore, Evans ha dimostrato una notevole capacità di comprensione del significato più ampio del personaggio.
“Non sto cercando di perdermi troppo nell’aspetto americano”, ha dichiarato Evans. “Non è un film che sventola la bandiera. È rosso, bianco e blu, ma si dà il caso che il personaggio sia stato creato in America durante la guerra, quando c’era un nemico comune”.
Evans si è spinto oltre, suggerendo che “sembra più che altro che dovrebbe essere chiamato Captain Good”, spiegando che mentre Cap si veste con la bandiera americana, la creazione del personaggio era radicata nell’opporsi a “un male innegabile” piuttosto che promuovere il nazionalismo.
Questo parallelo tra le interpretazioni di Evans e Mackie non è casuale, poiché dimostra che entrambe le star hanno fatto i compiti a casa per capire il personaggio dei fumetti. Dopo tutto, quando Joe Simon e Jack Kirby crearono il personaggio nel 1940, non stavano semplicemente disegnando una mascotte patriottica. Stavano rispondendo all’ascesa del fascismo in Europa, e Simon scelse specificamente Adolf Hitler come nemesi del personaggio prima ancora che l’America entrasse nella Seconda Guerra Mondiale. Il successo immediato del personaggio, che vendette oltre un milione di copie al mese, dimostrò che il pubblico era in sintonia con la missione di opporsi alla tirannia piuttosto che di celebrare semplicemente la superiorità americana.
Capitan America non difende il patriottismo cieco

Nel corso della sua storia a fumetti, le storie più potenti di Capitan America sono emerse quando i principi morali del personaggio sono entrati in conflitto con l’autorità governativa. Ad esempio, negli anni Settanta, i fumetti si sono confrontati direttamente con lo scandalo Watergate attraverso una storia in cui Steve Rogers ha scoperto che il leader di un’organizzazione fascista chiamata Impero Segreto era il Presidente degli Stati Uniti. Questa crisi di fede portò Rogers ad abbandonare temporaneamente la sua identità di Capitan America, diventando “Nomad, l’uomo senza patria”. Questa storia ha segnato un’evoluzione cruciale nella rappresentazione dell’eroe, dimostrando la sua ferma fedeltà all’integrità morale piuttosto che a qualsiasi istituzione ufficiale.
Questo tema si è mantenuto per tutta la storia delle pubblicazioni di Capitan America, dall’opposizione alla legge sulla registrazione dei superumani durante l’arco della “Guerra Civile” ai numerosi scontri con funzionari corrotti. Queste storie mostrano costantemente che la bussola morale di Capitan America punta alla giustizia piuttosto che al patriottismo cieco, mettendolo spesso in diretta opposizione al governo di cui porta la bandiera. Negli anni Ottanta, Rogers aveva persino rifiutato l’offerta di candidarsi alla presidenza, riconoscendo che il suo ruolo a volte richiedeva di prendere le distanze dal governo.

Il Marvel Cinematic Universe ha catturato magistralmente questo aspetto del personaggio. Lo Steve Rogers di Evans ha sfidato il governo in Captain America: The Winter Soldier quando lo S.H.I.E.L.D. è stato compromesso dall’HYDRA, e di nuovo in Captain America: Civil War quando gli Accordi di Sokovia minacciavano le libertà individuali. Allo stesso modo, il Sam Wilson di Mackie ha lottato con il significato di portare lo scudo in The Falcon e Winter Soldier, scegliendo alla fine di combattere per la giustizia universale, pur riconoscendo la complicata storia dell’America. La loro interpretazione condivisa, che privilegia l’integrità morale rispetto alla patria, dimostra perché il passaggio dello scudo da Rogers a Wilson funzioni così perfettamente all’interno della narrazione.
Se guardiamo le dichiarazioni di Evans e Mackie fianco a fianco, vediamo due attori che hanno riflettuto a fondo su ciò che rende Capitan America veramente eroico. La loro comprensione riflette decenni di narrazione dei fumetti che hanno dimostrato che la forza più grande di Capitan America non è la sua lealtà verso qualsiasi nazione, ma il suo impegno incrollabile nel fare ciò che è giusto, indipendentemente dalle pressioni politiche o dall’opinione popolare. Questa interpretazione non sminuisce l’identità americana del personaggio, ma piuttosto la eleva a rappresentante dei più alti ideali che ogni paese possa aspirare a raggiungere, un punto che sia Evans che Mackie comprendono e articolano chiaramente nelle loro rispettive interpretazioni del ruolo.
Captain America: Brave New World arriverà nelle sale il 12 febbraio.

