Secondo capitolo della trilogia di Brancaccio [nda], Cuorebomba è un romanzo struggente sulla sopravvivenza e l’accettazione del nefasto destino che pende sulla vita di Rosario, il giovane palermitano nato dalla penna di Dario Levantino per Fazi Editore nel 2019.

Trama
Dopo aver denunciato suo padre per spaccio di sostanze dopanti, Rosario si trova a badare a sua madre in stato catatonico e anoressica e farsi largo a spintoni in una squadra e una scuola che non lo accettano, perché lo avvertono come minaccioso e di un diverso status sociale.
In piena adolescenza, il giovane protagonista si trova a crescere troppo in fretta, maturando un fortissimo legame con le uniche due persone che gli sono state sempre vicine ma che il tempo, in un modo o nell’altro, gli porterà via.
Le difficoltà economiche, la violenza e la cattiva condotta porranno la famiglia Altieri sotto i riflettori dell’assistenza sociale e Rosario si troverà a vivere la drammatica realtà delle case-famiglia, delle cliniche riabilitative e del carcere.
Troppo per un ragazzo sensibile che ha la passione per la letteratura, trova una valvola di sfogo nel parare tiri in porta e ama di un amore sincero sua madre Maria e la sua ragazza Anna.
A Brancaccio il tempo sembra fermarsi, sospeso tra abbandono, indifferenza e morte e a Rosario non resta che adeguarsi (ancora) con la consapevolezza che non sia la periferia palermitana la sola responsabile di una vita che degrada, ma il mondo intero, dominato da ingiustizia e cieca ottusità.
[…] LA DIFFERENZA FRA UN RAGAZZO E UN UOMO È PROPRIO QUESTA: IL SECONDO NON SA PIÙ SOGNARE
Recensione
Dario Levantino fa un passo in avanti rispetto ai fatti del precedente Di niente e di nessuno, regalandoci una storia più adulta, in linea con la crescita del protagonista Rosario.
Come presagisce il titolo Cuorebomba, il romanzo esplode nei toni e nell’atteggiamento di chi si aggrappa a quel poco che gli resta con le unghie, i denti e l’occhio sceso.
Affondando nella letteratura, l’autore sfrutta i grandi autori come Charles Dickens, Torquato Tasso e Ugo Foscolo per concretare la figura di Rosario nei suoi tratti essenziali che qui si fanno esasperati, ma ancora più eroistici, perché in questo capitolo c’è molto di più in ballo che l’affetto di un padre e l’accettazione nel gruppo.
Il vero punto di forza della storia di Dario Levantino non è la brutale sincerità con cui racconta la vita degradata della periferia siciliana, ma l’assoluta mancanza di pietismo: è impossibile non empatizzare con il protagonista ma, non appena qualcosa si scalda nel lettore, l’autore ci riporta alla durezza di una vita che non fa sconti, lucra sul prossimo e si muove sul troppo spesso filo dell’ingiustizia sociale.
In un mondo dominato dal denaro e dall’individualismo, Rosario ci insegna che è possibile far germogliare i semi delle cirase che cadono per terra, facendo leva sull’amore materno, la lotta di classe e uno sport giocato in solitaria contro un muro, lontano da occhi indiscreti.
Ancora una volta, Levantino scrive un’opera che, con il gergo della periferia, coinvolge con la sua autenticità e si spinge sulla soglia dell’età adulta, faccia a faccia con la morte, ma con le mani su un grembo che pulsa di vita.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
Dario Levantino è nato a Palermo nel 1986 e, dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e filosofia, insegna Italiano in un liceo di Monza. Di niente e di nessuno ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2018, il Premio Letterario Subiaco Città del Libro 2018, il Premio Leggo QuINDI Sono 2019 ed è stato tradotto in Francia con il plauso della critica.
Con il suo secondo romanzo, Cuorebomba del 2019, e con La violenza del mio amore (2021) ha continuato a raccontare la difficile vita di Rosario.
Degni di nota poi, Il cane di Falcone (2022) e Il giudice e il bambino (2024), successi di critica e di pubblico con cui ha saputo conquistare il cuore dei ragazzi e sensibilizzare al tema della mafia.



