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NerdPool > Blog > Serie TV > Curon: la recensione della nuova serie italiana Netflix (no spoiler)
Serie TV

Curon: la recensione della nuova serie italiana Netflix (no spoiler)

Giacomo Beretta
10 Giugno 2020
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6 Min
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Oggi faremo una recensione senza spoiler della nuova serie italiana Curon, sbarcata su Netflix il 10 giugno e che sembra essere molto promettente.

La serie di genere fantastico misto a thriller è composta da 7 episodi di una durata che varia dai 45 ai 50 minuti; è stata creata da Enzo Abbate, Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano ed è ambientata a Curon Venosta, una località in Alto-Adige.

LA TRAMA DI CURON:

Curon racconta la storia di Anna, una madre che torna al suo paese natale dopo 17 anni coi figli Daria e Mauro a causa di un litigio con il marito. A Curon la famiglia si stabilisce presso l’hotel del padre di Anna ma fin da subito iniziano a succedere cose strane legate a una antica leggenda del lago basata sul concetto del Doppelgänger, la parte cattiva racchiusa in ognuno di noi.

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Dopo la scomparsa della madre, Daria e Mauro iniziano una ricerca disperata ma per poterla trovare dovranno anche indagare sugli eventi soprannaturali di Curon e sul passato della loro famiglia. Riusciranno a trovarla? Lo scoprirete guardando la serie!

Potete vedere il trailer di seguito:

IL CAST:

Il cast di Curon è composto da attori italiani, di cui i principali sono Valeria Bilello (Anna), famosa per il film Pazze di Me e per essere stata l’unica attrice italiana nel film One Chance; Luca Lionello (Thomas), attore e doppiatore che troviamo nei film Ultima Fermata e Le Ultime 56 Ore; Federico Russo (Mauro), conosciuto soprattutto per il ruolo di Mimmo ne I Cesaroni e Margherita Morchio (Daria).

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Gli altri componenti del cast sono Anna Ferzetti (Clara), Alessandro Tedeschi (Albert), Juju Di Domenico (Micki), Giulio Brizzi (Giulio), Luca Castellano (Lukas) e Max Malatesta (Ober).

Possiamo vedere che molti membri del cast, soprattutto quelli più giovani, non hanno molta esperienza cinematografica; nonostante ciò ho trovato che nella serie fossero molto equilibrati e che tutti interpretassero bene il proprio personaggio. L’interpretazione migliore dal mio punto di vista è quella di Valeria Bilello, che ha saputo entrare nel ruolo da tutti i punti di vista (guardando la serie questo aspetto sarà più chiaro).

CURON: PROMOSSA O BOCCIATA?

Ero molto curiosa di vedere Curon, soprattutto perché non ho quasi mai a che fare con prodotti italiani; ho deciso di guardarla proprio perché mi sembrava una trama originale e l’ambientazione molto suggestiva del lago mi ha attratto molto. Devo dire che mi ha stupito sotto tutti i punti di vista, l’intreccio è originale e imprevedibile, la scenografia è interessante e anche il finale non è stato scontato; questo allude a una seconda stagione in cui seguiranno le vicende dei protagonisti, Netflix la rinnoverà?

Per quanto riguarda la scenografia, ho apprezzato molto l’utilizzo di toni blu accesi; donano alla serie un clima particolare e forse vogliono riprendere proprio il colore dell’acqua del lago, elemento centrale di Curon e delle sue leggende. Molti elementi richiamano il luogo in cui è ambientata come l’uso del tedesco per enfatizzare la cultura locale, influenzata dalla vicinanza con l’Austria; diversi luoghi inoltre richiamano alla storia del posto, come i bunker dei militari costruiti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il rapporto genitori-figli è un tema importante nella serie ed è trattato in situazioni familiari molto diverse tra loro. Troviamo infatti la madre single con i figli, il padre single che non capisce il figlio e i figli che si schierano per un solo genitore e isolano l’altro. Non esiste una famiglia perfetta in Curon; tutti hanno dei segreti da nascondere e cercano di proteggere i figli, ricorrendo anche alla religione, importante per l’intera comunità.

È interessante come nel mezzo del clima paranormale e thriller vengano inseriti anche aspetti “normali” dell’adolescenza, come la scoperta della propria identità sessuale, l’utilizzo delle droghe e le prime esperienze amorose. Potrebbe sembrare che questi elementi cozzino con la trama seria e paranormale ma in realtà sono inseriti molto bene; alleggeriscono i toni in certe situazioni e fanno notare che i protagonisti sono degli adolescenti nonostante le esperienze che devono affrontare.

IN CONCLUSIONE:

Riassumendo, reputo che valga la pena vedere Curon, anche se non si è fan del genere fantastico; la serie fa riflettere molto e alla fine ci chiediamo come saremmo noi se fossimo al posto dei personaggi, mettendo in discussione noi stessi e i nostri valori. Se siete indecisi su cosa guardare su Netflix, dategli una possibilità e lasciatevi sorprendere dai misteri del lago.

Se avete già visto Curon diteci cosa ne pensate con un commento e, in attesa di notizie sulla seconda stagione da parte di Netflix, seguiteci su Nerdpool.it!

ARGOMENTI:CuronNetflix ItaliaRecensione
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DiGiacomo Beretta
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Scrivo e parlo di cinema, serie tv e letteratura. Classe 1985, autore del romanzo Risveglio. Cerco costantemente la via della Forza. Fondatore di NerdPool.it. Vivo a Milano e passo le mie giornate tra famiglia, lavoro e letture molto impegnative. Ah! Sono Comics Detonation.
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1 commento 1 commento
  • Max ha detto:
    10 Giugno 2020 alle 15:22

    Ho visto la serie, spinto dalla curiosità sui pareri completamente discordanti.
    Personalmente mi è piaciuta e non L ho trovata affatto “imbarazzante” (esclusa, forse, una buona parte della qualità recitativa). Credo che con un. Uno doppiaggio di alcuni attori, la serie potrebbe acquistare una marcia in più. Bellissima la location e anche la storia.

    Rispondi

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