Con Il bestiario del crepuscolo, Daria Schmitt aveva presentato al pubblico un’opera affascinante che esplorava e omaggiava l’universo di H.P. Lovecraft attraverso gli occhi del custode di un parco. Ora l’autrice è tornata con un nuovo fumetto che colpisce ancora una volta per uno stile grafico unico, incentrata su un’altra figura storica importante, il filosofo e matematico francese Cartesio, prendendo come protagonista il suo cranio. Il teschio venuto dalla Svezia, pubblicato in Italia da Panini Comics, è nato dopo una residenza artistica al Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, dove si trova ora il cranio attribuito al celebre personaggio, pur senza averne ancora oggi la piena certezza.

Riflessioni di un teschio di dubbia provenienza
Nel 1650 a Stoccolma un uomo arranca nella neve e prima di morire ha una visione di un grande cetaceo. Tre secoli dopo, a Parigi, nella Galleria di Anatomia comparata, un teschio si risveglia e inizia a vagare per il museo come un fantasma, parlando con gli altri scheletri che si trovano nell’edificio, compreso quello di un grande animale marino. Dovrebbe essere il teschio di Cartesio, o almeno è così che è stato catalogato, ma lui non lo ricorda con certezza e gli altri lo chiamano “il teschio venuto dalla Svezia”, vista la sua provenienza. Prova quindi a ricostruire i suoi ricordi, raccontando agli altri scheletri la sua storia dal momento in cui il cadavere è stato dissotterrato per la prima volta.

Il lungo racconto del teschio attraversa diversi momenti storici e va a toccare numerosi intellettuali e personaggi famosi, facendo emergere tante tematiche, infatti il lavoro di Daria Schmitt è frutto di un’attenta e approfondita documentazione, a partire dalle teorie e dalla vita di Cartesio. La narrazione del teschio è intervallata da discussioni con gli altri inquilini del museo sulla filosofia, la scienza o la religione. La visione meccanicistica dell’uomo, gli studi sull’anima, tutte teorie che il filosofo aveva toccato in vita e che si ritrova pian piano a mettere in discussione. Cartesio è stato uno dei padri della modernità e i suoi studi sono stati sicuramente uno spartiacque, risultando poi il punto di partenza per le teorie più recente e attualmente diffuse.

Andando avanti con il racconto si vedrà come lo scheletro di Cartesio abbia perso sempre più pezzi, restando solo un teschio, passato di mano in mano da uno studioso all’altro per gli scopi più vari. C’è chi lo vedeva come la reliquia di un grande intellettuale e chi voleva analizzarlo per provare a carpirne i segreti. Il tono adottato dal teschio nel narrare è preciso e ricco di dettagli, ma anche condito di ironia e di commenti beffardi, rivolti a quelle figure che se lo sono passate di mano in mano, senza concedergli mai un attimo di pace e di riposo e finendo per fargli dubitare della sua identità.
Filosofia e scienza con uno stile grafico unico
Il teschio venuto dalla Svezia è quindi un fumetto che riesce a essere filosofico e scientifico, ma senza annoiare o risultare troppo didascalico. Un’opera nella quale Daria Schmitt mette in luce ancora una volta tutta la sua creatività e le sue doti artistiche, attraverso uno stile grafico unico. Le tavole in bianco e nero sono ricche di dettagli e i contesti storici sempre ricreati al meglio, mentre emergono di quando in quando alcuni sprazzi di colore per far risaltare un momento cruciale del racconto o piuttosto le scene più oniriche.
A completare il volume proposto da Panini Comics troviamo in fondo diverse pagine di approfondimento sui personaggi storici menzionati nel fumetto, sulla storia di Cartesio, sul contributo alle scienze e sull’anatomia comparata. Testi che arricchiscono la vicenda e che costituiscono anche un grande aiuto per chi è meno avvezzo agli argomenti trattati o alla vita di Cartesio, raccontato al meglio in quest’opera. Siamo sicuri che “Il teschio venuto dalla Svezia” avrebbe apprezzato il lavoro di Daria Schmitt.



