Torna in libreria Francesca Giannone (autrice di La portalettere e di Domani, domani) con un nuovo imperdibile romanzo che parla di donne, di sorellanza, di patriarcato e di sogni: Gli anni in bianco e nero, pubblicato da Editrice Nord.

Trama
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni ’60, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere e raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
Penso che, dopotutto, i treni che perdiamo sono quelli su cui non volevamo salire fin dal principio.
“Gli anni in bianco e nero” di Francesca Giannone
Recensione
Francesca Giannone, come una moderna Louisa May Alcott, ci regala un romanzo dedicato a quattro sorelle inseparabili: Maria, Giovanna, Ada e la piccola Mimì, il cui punto di vista sognatore e a tratti ingenuo ci accompagna lungo tutto il racconto.
Siamo negli anni ’60: il decennio per eccellenza della contestazione, delle lotte per i diritti civili, della cultura giovanile e della rivoluzione nei costumi. Ma non solo. Questo decennio ha avuto come grandi protagonisti anche la musica, con l’ascesa dei Beatles e dei Rolling Stones, e il cinema, in particolare la commedia all’italiana e il cinema d’autore di grandissimi registi come Fellini, Antonioni e Visconti.
Proprio in quest’epoca di grandi rivoluzioni si muovono le sorelle Elia, ciascuna alle prese con una diversa lotta per l’autoaffermazione: sono donne che rivendicano il diritto alla libertà di vivere la propria vita, di amare chi desiderano, di provare piacere e di poter perseguire i propri sogni. Quattro donne diverse, con caratteri e aspirazioni differenti, ma accomunate dalla necessità di trovare il proprio posto nel mondo e di sottrarsi, ciascuna a modo suo, a un destino già scritto.
La cinepresa di Mimì, aspirante regista, è l’occhio che scruta le vite di queste sorelle e di tutte le donne che incrociano il loro cammino. Il cinema diventa così molto più di una semplice passione: è il modo attraverso cui Mimì osserva la realtà, cerca di comprenderla e, soprattutto, immagina di poterla raccontare. Il suo sguardo ingenuo e sognatore riesce a cogliere ciò che gli adulti spesso non vedono e trasforma la storia familiare in una sorta di film fatto di immagini, emozioni e ricordi.
Sono donne schiacciate dal patriarcato e da mariti-padroni che dispongono come vogliono delle loro esistenze. Dovranno infatti trascorrere ancora molti anni prima che il divorzio diventi un diritto e che finalmente il matrimonio riparatore e il delitto d’onore siano aboliti. Gli anni ’60 rappresentano però l’inizio di un cambiamento profondo: le nuove generazioni cominciano a mettere in discussione regole e convenzioni che sembravano immutabili, ponendo le basi per le trasformazioni sociali e culturali che caratterizzeranno gli anni ’70 e ’80.
Questo romanzo è un vero e proprio tuffo nel passato, un’immersione che ha il sapore del cinema d’autore e il suono delle canzoni di Sanremo. Giannone riesce a restituire l’atmosfera di un’epoca in trasformazione, intrecciando la grande Storia con le piccole e grandi vicende della famiglia Elia.
Ma il vero punto di forza del romanzo è senza dubbio il meraviglioso rapporto tra le quattro sorelle. Nonostante le difficoltà, le incomprensioni e le strade diverse che la vita sembra imporre loro, nulla può davvero spezzare il legame che le unisce. Neanche i soprusi di un padre violento e prevaricatore. La loro complicità, fatta anche di litigi, gelosie, silenzi e riconciliazioni, è forse l’aspetto più autentico e coinvolgente della storia.
Crescono, le Piccole donne di Francesca Giannone. E, proprio come le sorelle March di Louisa May Alcott, anche le sorelle Elia si ritrovano, pagina dopo pagina, a fare i conti con la crescita, con l’amore, con le aspettative della famiglia e con il desiderio di scegliere autonomamente il proprio futuro. Ciascuna si ritrova così, alla fine del romanzo, trasformata, nel bene o nel male, da ciò che la vita le ha posto dinnanzi.
E forse è proprio questo il significato più profondo del titolo: quegli anni “in bianco e nero” sono gli anni di una società ancora piena di contrasti e di regole rigide, ma anche gli anni in cui cominciano ad apparire nuovi colori, nuove possibilità e nuovi modi di essere donna.
Una storia di sorellanza, libertà e cambiamento, raccontata attraverso lo sguardo di una ragazza che sogna di fare cinema e di quattro donne che, ognuna a modo proprio, cercano di diventare protagoniste della propria vita.
Vi conquisterà.
Il libro lo trovate QUI.
L’Autrice
Francesca Giannone, salentina, si è laureata in Scienze della Comunicazione e ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A Bologna, ha curato la catalogazione dei trentamila volumi dell’Associazione Luigi Bernardi e ha frequentato il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione «Finzioni». Il suo romanzo d’esordio, La portalettere, ha avuto un incredibile successo: tradotto in 44 Paesi, è stato il romanzo più venduto del 2023, ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro. Il suo secondo romanzo, Domani, domani, è stato tra i più letti in Italia nel 2024.



