Ci sono sere in cui la narrativa esce dalle pagine per farsi voce, atmosfera e persino sapore. È quanto accaduto allo Studio 33 di Trastevere, teatro della registrazione dal vivo del podcast PDR per l’anteprima del nuovo romanzo di Daniele Rielli, Lo Stregone (in uscita per Mondadori il 22 settembre). Un evento intimo e vibrante, impreziosito dal dialogo con Guido Vitiello e dai reading firmati da Edoardo Pesce.
La cucina come metafora del mondo interiore
La discussione scaturita durante la registrazione ha toccato corde rare e profonde nel panorama contemporaneo. In una narrazione odierna spesso satura di thriller, fantasy o storie d’amore convenzionali, Lo Stregone si distingue mettendo al centro la ricerca interiore, l’ossessione per un sogno e l’essenza stessa dell’individuo.
Al centro del dibattito, il ruolo della cucina: non semplice sfondo gastronomico, ma potente lente culturale e narrativa per esplorare la società contemporanea e le sue radici storiche. Un universo popolato da figure vivide come il “cinghiale” (potente metafora dai molteplici significati), il protagonista Francesco e suo padre. La storia scava in ciò che spinge un uomo a creare, a lottare e a definire la propria identità.
Il legame padri-figli: un’intervista esclusiva
A margine della registrazione, a riflettori spenti, abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere una domanda diretta all’autore:
Qual è l’elemento che lega il padre e il figlio nella tua storia?
Daniele Rielli: «È sicuramente un rapporto complicato, ma come in ogni cosa c’è un sottofondo di amore. >>
È proprio questa complessità affettiva mai banale, mai edulcorata a costituire la spina dorsale emotiva dell’opera, restituendo la verità di un affetto filiale fatto di ombre, incomprensioni e profonda connessione.
Una celebrazione dei sensi
Finita la registrazione, la serata si è trasformata in una vera celebrazione conviviale. A fare da cornice all’uscita del libro, un buffet d’eccezione curato dagli chef 3 stelle Michelin del ristorante Marti: tartellette con alici, un raffinato vitello tonnato, selezione di formaggi semistagionati e secchi, pane fragrante e una straordinaria salsa al burro salato. Il tutto accompagnato dalle immancabili bollicine di Champagne, per brindare a un romanzo che promette di lasciare il segno nel panorama letterario italiano.



