Esordio di Dario Levantino pubblicato da Fazi Editore nel 2018, Di niente e di nessuno racconta con crudezza la realtà di Brancaccio, filtrata attraverso gli occhi dell’adolescente Rosario che deve rialzarsi, dopo ogni colpo, per resistere alla violenza come un antico eroe omerico.

Trama
Rosario è un adolescente solitario di Brancaccio, un aborto urbano, un non luogo alla periferia di Palermo in cui la violenza e la miseria plasmano le vite delle persone. Rosario è caratterialmente a un bivio perché, se da un lato è immerso in questa difficile realtà, dall’altro nutre una profonda passione per la mitologia classica e il mare, via di fuga e ideale di eroismo e forza.
La sua famiglia è profondamente disfunzionale: il padre, cinico, violento e assente, gestisce un negozio di integratori sportivi che è, in realtà, copertura per lo spaccio illecito di sostanze dopanti; la madre, fragile e sottomessa, vive calata nella dimensione familiare, cieca a ciò che le accade intorno.
Rosario ha un talento naturale per il calcio, ereditato dal nonno materno di cui porta il nome e che, attraverso i racconti della madre, vive della sua ingombrante ombra, tanto che per il giovane, lo sport diventa un modo per riscattarsi e realizzare il sogno di rendere felice la donna, giocando nella squadra locale. Lo sport lo costringe a confrontarsi con il branco e con la necessità di affermarsi in un ambiente dove la forza e la meschinità sono le uniche monete di scambio.
Scoperti i segreti del padre e del suo giro, Rosario cresce improvvisamente, trasformandosi nell’eroe che tanto ammira per difendere la madre e per non scivolare nella stessa violenza e miseria morale che lo circonda. Deve imparare a non avere paura di niente e di nessuno, come gli antichi eroi dei miti che tanto ama.
Il romanzo culmina con la partita più importante da giocare, quella in cui Rosario deve scegliere da che parte stare, affrontando la dura realtà e i legami di sangue che lo vorrebbero incatenato al destino del quartiere e della famiglia. Con un coraggio tale da superare la paura, rompe definitivamente con il suo passato, diventa uomo e traccia la sua strada.
“IU UN MI SCANTU DI NENTI E DI NUDDU”
Recensione
Con Di niente e di nessuno, Dario Levantino riesce a dipingere con estrema efficacia e senza sconti una Palermo cruda, dove la lotta per la sopravvivenza è all’ordine del giorno.
La forza del romanzo sta nella voce dolce e spietata di Rosario, un adolescente complesso che combatte con rabbia e fragilità per l’amore incondizionato per la madre e l’inquietudine del primo amore.
Come il protagonista, anche il romanzo vive di contrasti: la poesia e i miti classici si scontrano con il degrado dei quartieri di Brancaccio. Il dualismo tra idealismo e brutalità è ciò che rende il percorso di formazione del protagonista toccante e concreto e la sua lotta intima e moderna.
Lo spaccato di Rosario gravita intorno alla scelta e alla responsabilità, ponendolo davanti al crocevia tra la violenza ereditata dal padre e la possibilità di un riscatto personale e morale per se stesso e per salvare la madre.
La crudezza delle ambientazioni (con i combattimenti fra cani e lo spaccio), dei rapporti interpersonali (con il tradimento e la violenza) può risultare di forte impatto per i lettori più sensibili, ma è funzionale a descrivere la realtà di un luogo che esiste per davvero.
Allo stesso modo, il linguaggio, intriso di espressioni siciliane e di un italiano estremamente regionale, può confondere, ma aggiunge sicuramente autenticità e potenza espressiva alla narrazione.
Di niente e di nessuno è un libro che si insinua, pagina dopo pagina, fino a restarti dentro, manifestando il coraggio di diventare se stessi e ribellarsi al proprio destino; dimostra che l’eroismo non si trova solo nei libri antichi, ma anche nella periferia di una città difficile.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
Dario Levantino è nato a Palermo nel 1986 e, dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e filosofia, insegna Italiano in un liceo di Monza. Di niente e di nessuno ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2018, il Premio Letterario Subiaco Città del Libro 2018, il Premio Leggo QuINDI Sono 2019 ed è stato tradotto in Francia con il plauso della critica.
Con il suo secondo romanzo, Cuorebomba del 2019, e con La violenza del mio amore (2021) ha continuato a raccontare la difficile vita di Rosario.
Degni di nota poi, Il cane di Falcone (2022) e Il giudice e il bambino (2024), successi di critica e di pubblico con cui ha saputo conquistare il cuore dei ragazzi e sensibilizzare al tema della mafia.



