La Marsilio Editori pubblica E i figli dopo di loro, opera seconda di Nicolas Mathieu che lo ha portato a vincere il Premio Goncourt nel 2018. Il romanzo è stato tradotto per l’Italia da Margherita Botto per l’edizione dell’anno successivo.
Ed è stato adattato per il grande schermo dai fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma nel 2024, arrivando a concorrere all’ottantunesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

TRAMA
Estate 1992. Anthony e Hacine sono due amici che vivono tra noia, desideri inespressi e la ricerca di un senso in un contesto che offre ben poche prospettive (la valle mineraria dell’est della Francia in cui vivono, infatti, è un luogo dimenticato dal tempo e dalla prosperità).
Anthony è il cuore pulsante del romanzo, un ragazzo sensibile e idealista, insicuro e fortemente influenzabile. Corre alla ricerca di un’identità e di un posto nel mondo, il che lo rende un personaggio profondamente umano e con cui il lettore può entrare in empatia. Il suo percorso è segnato da disillusioni e tentativi di riscatto, riflettendo la difficoltà di emanciparsi da un contesto sociale che, invece di supportarlo, finisce con l’intrappolarlo entro se stesso.
Hacine è il suo inseparabile amico, incarna la rabbia e la frustrazione per le ingiustizie sociali, anche perché proviene da un contesto più disagiato e spesso è in conflitto con le autorità e con le regole imposte dalla società. Anch’egli cerca un riscatto inciampando, spesso, in scelte discutibili.
Elemento centrale della storia è la relazione tra Anthony e Steph, cugina di Hacine, bella, affascinante e ribelle; incarna il desiderio di libertà e la volontà di sfuggire alla mediocrità del proprio ambiente, un po’ per curiosità verso il mondo esterno, un po’ per quella incoscienza tipica dell’adolescenza. Il suo ruolo nella vita di Anthony sarà cruciale e le sue scelte avranno ripercussioni su tutti i personaggi.
La storia d’amore tra i due è destinata a lasciarsi dietro una scia di delusione e un segreto che li legherà per sempre.
Nel frattempo, veniamo introdotti ad altri personaggi che ruotano attorno a questo nucleo centrale, tra cui Patrick, l’amico più anziano del gruppo che rappresenta una sorta di premonizione del futuro altrui. Il suo cinismo è il risultato di un’esistenza già segnata da delusioni e compromessi. Nonostante la sua apparente freddezza, è uno dei più interessanti, perché mostra una profonda comprensione delle dinamiche umane, pur restandone vittima.
Il romanzo segue le vite dei personaggi attraverso gli anni, mostrando come le scelte fatte in quell’estate del ’92 continuino a influenzare il loro percorso. Il ritorno al paese d’origine, la paternità, l’amicizia, il tradimento, la memoria, le riunioni familiari, i tentativi di riscatto e le inevitabili ricadute nel passato si intrecciano in un affresco che va oltre la semplice narrazione dell’adolescenza perduta.
RECENSIONE
E i figli dopo di loro è un grande romanzo, senza troppi giri di parole. Nonostante conti circa quattrocento pagine, la narrazione è fitta di eventi ben strutturati per permettere la facile fruizione del lettore.
La storia si dipana, infatti, lungo le vie battute da alcuni adolescenti estremamente diversi tra loro, ma accomunati da un disagevole senso di ribellione che li porta a porsi ai margini di una società che suffraga tale allontanamento.
Attraverso le loro vicende personali, l’autore dipinge un quadro vivido di un’adolescenza segnata da un futuro incerto e dalla sensazione di essere intrappolati in un destino già scritto.
Il punto di forza sta nel delineare personaggi complessi e credibili, con tutte le loro luci e ombre. E Mathieu esplora le loro motivazioni, le loro paure e i loro desideri con estrema sensibilità, rendendoli veri e propri specchi delle dinamiche umane.
Il romanzo offre uno spaccato crudo e onesto della Francia provinciale e della classe operaia degli anni ’90, senza che l’autore edulcori la realtà, ma mostrando le difficoltà economiche, la mancanza di opportunità e il senso di abbandono che pervade questi luoghi.
Il linguaggio utilizzato è colloquiale e alterna momenti di introspezione a scene di forte impatto emotivo. I temi affrontati nel romanzo sono universali: la perdita dell’innocenza, il peso del passato, la ricerca di un’identità, le dinamiche familiari e sociali, la difficoltà di emanciparsi da un destino predeterminato. La narrazione alterna flashback a momenti attuali e contribuisce a creare un’atmosfera di attesa e di scoperta.
Alcuni lettori potrebbero trovare il tono generale del romanzo cupo per via del destino ineluttabile che incombe sui protagonisti e, soprattutto, prolisso nelle descrizioni degli ambienti e delle dinamiche sociali; va precisato che tutto ciò permette una maggiore immersione nella storia.
Il libro potete trovarlo QUI
ADOLESCENTI COME UN FIUME IN PIENA
La tematica adolescenziale nei prodotti televisivi e cinematografici è sempre stata di cruciale importanza per molteplici ragioni e, soprattutto quest’anno, abbiamo assistito a un vero e proprio fenomeno multimediale.
Almeno due sono le serie uscite, a distanza di poco l’una dall’altra, che hanno trattato tale argomento: Adolescence (Graham, Thorne 2025) e Bad Boy (Chen, Leshem 2025).
Cos’hanno di speciale queste serie tv? In primo luogo, offrono uno specchio in cui gli adolescenti stessi possono riconoscersi, affrontando esperienze e dilemmi comuni che spesso vengono vissuti in solitudine. Riconoscersi funge da catarsi e può aiutare i più giovani a sentirsi meno isolati e più compresi.
In secondo luogo, fungono da ponte generazionale, permettendo a genitori e insegnanti di accedere a una finestra sul mondo interiore dei giovani, spesso complesso e mutevole. Ciò può favorire una maggiore empatia e comprensione, facilitando il dialogo su temi delicati come l’identità, la salute mentale, le relazioni e le pressioni sociali.
Infine, affrontare l’adolescenza in queste narrazioni offre l’opportunità di esplorare e demistificare le sfide tipiche di questa età, dalle prime cotte ai problemi di bullismo, dalle crisi identitarie alla ricerca di autonomia, contribuendo a un’educazione informale, ma significativa, su come affrontare uno dei periodi più formativi e turbolenti della vita.
Anche se, una ricetta universale non esiste e occorre mettersi alla prova ogni giorno.

CHI È L’AUTORE
Originario di Épinal, Nicolas Mathieu consegue la laurea in Arti dello Spettacolo presso l’Università di Metz e comincia la carriera di giornalista e redattore di agenzia.
Il suo esordio letterario avviene nel 2014 con Come una guerra, romanzo da cui sarà sviluppata la sceneggiatura per l’omonima serie TV del 2018.




