Non sono una grande amante dei romanzi gialli, ma ci sono due autori che, negli anni, sono riusciti con ogni loro libro a farmi ricredere ed appassionare incredibilmente al genere: sto ovviamente parlando dei giganti Sir Arthur Conan Doyle e Agatha Christie.
In onore del cinquantesimo anno dalla sua scomparsa, che ricorre proprio questo gennaio, soffermiamoci su Christie e, nello specifico, un suo romanzo che, a mio avviso, supera per grandezza a mani basse tutti gli altri. Vorrei poter dire il titolo del romanzo, ma la situazione è controversa e complicata. Potremmo scegliere di chiamarlo con il suo originale titolo inglese, Ten Little Niggers, o con il nuovo titolo italiano scelto dalla casa editrice Mondadori per ripubblicare l’opera nel 2025, E poi non rimase nessuno. O forse è meglio chiamare questo romanzo nel modo in cui è più noto in Italia, Dieci piccoli indiani, titolo anche del film tratto dall’opera?

Ma perché questo titolo genera tanti problemi? Partiamo da un estratto di una filastrocca, fulcro del celebre romanzo di Christie.
Dieci piccoli soldati
vanno a cena chissà dove.
Ecco, uno si è strozzato,
così son rimasti in nove.
Nove piccoli soldati
si alzan tardi e van di sotto.
Uno non si sveglia più,
non ne restano che otto.
[…]
Quei piccoli soldati
sotto il sole preso al molo
si son tanto bruciacchiati
che ne resta ormai uno solo.
E quel piccolo soldato
offuscato dal digiuno
a una corda s’è impiccato.
Non ne resta più nessuno.
Nella traduzione italiana del romanzo la filastrocca parla di “dieci piccoli soldati” che cadono uno ad uno. In realtà, Christie utilizzava la parola “nigger” («neri», «negretti»), facendo riferimento ad una canzone statunitense del 1868 di Septimus Winner dal titolo Ten Little Indians, poi cambiata e diventata famosa negli Stati Uniti in Ten Little Niggers. Il romanzo, pubblicato in Inghilterra nel 1939 con appunto il titolo Ten Little Niggers, negli Stati Uniti venne fin dal subito intitolato diversamente, in modo tale che non offendesse la sensibilità dei cittadini afroamericani, poiché con il tempo la parola “nigger” era passata ad avere un connotato dispregiativo: l’opera, uscita in America nel 1940, fu intitolata And Then There Were None, dall’ultimo verso della filastrocca.
Mentre nel Regno Unito il romanzo è stato sempre pubblicato con il titolo originale fino al 1985, quando si è adottato And Then There Were None, in Italia la questione è stata forse ancora più spinosa. Quando è stato tradotto il romanzo nel 1946, la casa editrice Arnoldo Mondadori preferì usare la versione statunitense, titolando il libro …E poi non rimase nessuno. Successivamente, nel 1977, si ripubblicò l’opera con il titolo che le è più celebre: Dieci piccoli indiani. In questo modo si voleva omaggiare la canzone statunitense di Winner, ma si rispettavano le decisioni dell’autrice? Forse no, perché Agatha Christie si era servita nel libro di questa canzone nella sua variante con la parola “nigger”, per cui in Italia si sarebbe dovuto tradurre “Dieci piccoli neri”, non “Dieci piccoli indiani”. Ma usare la parola “neri” o “negretti” sarebbe risultato comunque spregiativo, perciò si è optato per “indiani”, come se anche questo termine non riflettesse ugualmente uno stereotipo coloniale… Inoltre c’è da dire che nella filastrocca italiana entrambi questi termini sono accuratamente evitati e sostituiti con il termine “soldati”. Insomma, c’è parecchia confusione in questa traduzione: gli “indiani” del titolo – che per fedeltà all’originale inglese avrebbero dovuto essere “neri” – all’interno del romanzo non sono più “indiani” ma “soldati”! Solo lo scorso anno, nel 2025, Mondadori ha riproposto la versione originale italiana, riportando il titolo ad un più pacifico e meno controverso E poi non rimase nessuno.
Ma alla fine dei conti, il libro racconta di dieci uomini che sono “neri”, “indiani” o “soldati”? Ebbene, non sono né indiani, né neri, né soldati. I protagonisti sono dieci adulti, uomini e donne inglesi inviati su un’isola e accumunati da un segreto: ciascuno è responsabile della morte di qualcuno, ma non è mai stato punito dalla legge. Quindi il romanzo è sì costruito intorno a questa filastrocca che nomina, a seconda della versione scelta, dieci piccoli “neri”, o “indiani”, o “soldati”, ma nessuno di questi termini ha nulla a che vedere con il racconto!
La scelta di Christie di servirsi di questa filastrocca e di pubblicare originariamente con il titolo Ten Little Niggers sicuramente rispecchia due diversi elementi: l’esigenza di servirsi di una canzone che era ben nota al pubblico dell’epoca, ma anche l’evidente presenza di un linguaggio che riflette dei pregiudizi storici molto forti. Agatha Christie, vissuta tra il 1890 e il 1976, ha conosciuto l’imperialismo, fenomeno storico di cui l’Inghilterra è stata una forte protagonista: non le possiamo quindi di certo imputare alcuna colpa nell’uso di termini che in seguito sono risultati quanto meno offensivi. Non biasimiamo però neppure le versioni dell’opera più “edulcorate” che si sono succedute negli anni e che sono uno dei tanti segni del cambiamento delle epoche e dei pensieri.
Forse alla fin fine il neutro E non rimase nessuno (And Then There Were None) è proprio la scelta migliore: più fedele al senso e alla trama del romanzo e scarico di qualsivoglia carico razzista o passato coloniale.



