Febbraio, mese dell’amore e della passione, ci porta a riscoprire una voce unica della letteratura inglese: Emily Jane Brontë (30 luglio 1818 – 19 dicembre 1948). Conosciuta principalmente per il suo romanzo Cime tempestose, Emily è stata una scrittrice che ha trasformato la sua intensa interiorità e la solitudine in un’opera che continua a emozionare i lettori di tutto il mondo.

La sua vita
Nata nel 1818 nello Yorkshire, Emily Brontë visse una vita segnata dalla quiete della campagna e dalla vicinanza delle sorelle Charlotte e Anne e del fratello Brawell. La famiglia Brontë incoraggiava particolarmente la creatività: il padre Patrick, parroco, e la madre Maria avevano trasmesso ai figli l’amore per la lettura e la scrittura, mentre la tragica scomparsa della madre e di due sorelle quando Emily era bambina contribuì a rendere l’ambiente domestico più intimo e raccolto.
Emily, timida e riservata, ma dotata di una straordinaria intensità emotiva, trovò nella scrittura e nella poesia la sua voce più autentica. Fin da giovane mostrò una passione per la lettura e per la creazione di mondi immaginari, spesso popolati da personaggi e storie complesse che sviluppava insieme alle sorelle. La vita quotidiana nella casa di Haworth era scandita da letture, passeggiate nelle brughiere e momenti di silenzio e riflessione, che alimentavano la sua ispirazione.
La sua esistenza breve, conclusa tragicamente a soli 30 anni, è testimonianza di un talento che non ha bisogno di lunghe biografie per lasciare un’impronta duratura.
Cime tempestose

Il suo unico romanzo, pubblicato nel 1847, racconta la storia turbolenta di Heathcliff e Catherine Earshaw, il cui amore è così intenso da travolgere le vite di chi li circonda. Tra passioni sfrenate, vendette e paesaggi selvaggi della brughiera inglese, Cime tempestose esplora l’oscuro lato dell’animo umano, l’ossessione e la forza dell’amore che non si piega alle regole sociali. La natura, specchio dei sentimenti dei personaggi, diventa protagonista insieme agli stessi protagonisti, conferendo al romanzo un’intensità quasi poetica.
Se tutto il resto perisse, tranne lui, continuerei a esistere; e se tutto il resto rimanesse, e lui fosse annientato, l’universo mi sarebbe estraneo.
Perché leggerla oggi
Emily Brontë ci ricorda che la letteratura può essere uno specchio dell’anima: profonda, intensa e senza compromessi. La sua capacità di trasformare la solitudine e le emozioni più oscure in arte pura, rende Cime tempestose un classico senza tempo, capace di parlare ai lettori contemporanei con la stessa forza di più di un secolo fa.
Curiosità
- Pubblicò sotto pseudonimo maschile “Ellis Bell” per proteggere la propria identità.
- La passione di Emily per la natura selvaggia dello Yorkshire influenzò profondamente le atmosfere del romanzo.
- Oltre l’illustre opera “Cime tempestose”, Emily scrisse anche numerose poesie che riflettono la sua introspezione e sensibilità.



