Harry Potter: 5 errori della Battaglia di Hogwarts che la serie di HBO deve correggere

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Per quanto l’epopea cinematografica di Harry Potter firmata Warner Bros sia intoccabile nel cuore di molti, non è esente da difetti che, a distanza di anni, continuano a far discutere lo zoccolo duro del fandom. Certo, giudicare una CGI nata un quarto di secolo fa è impietoso, ma i problemi degli adattamenti vanno ben oltre la resa estetica di troll o centauri. Compilare sceneggiature tratte da romanzi così densi ha costretto i registi a fare scelte dolorose: interi archi narrativi polverizzati e personaggi chiave dimenticati. Eppure, nessuna sequenza ha sofferto i tagli della sala di montaggio quanto la devastante Battaglia di Hogwarts ne I Doni della Morte. Con l’imminente arrivo della serie reboot su HBO, abbiamo finalmente l’occasione di vedere sul piccolo schermo la vera visione di quello scontro campale, con il giusto minutaggio e le moderne tecnologie.

In breve

  • Il riscatto di Pix: Il dispettoso poltergeist, grande escluso dei film, merita il suo momento di gloria bellica contro i Mangiamorte.
  • La furia di Grop: Tagliato per limiti di budget ed effetti speciali, il fratellastro di Hagrid è fondamentale per contrastare i giganti oscuri.
  • La rivolta delle Creature Magiche: Centauri, thestral ed elfi domestici guidati da Kreacher sono cruciali per il vero messaggio antielitario dell’opera.
  • La fine “umana” di Voldemort: La disintegrazione in cenere del film ha distrutto il senso profondo della morte di Tom Riddle, che nei libri muore come un banalissimo uomo.
  • Il trauma di Fred Weasley: Aver relegato la sua morte off-screen ha privato i fan e la narrazione di uno dei momenti più strazianti ed emotivamente determinanti della saga.

5. La redenzione mancata di Pix il Poltergeist

L’esclusione di Pix dai film, dopo che Chris Columbus aveva persino scritturato la leggenda della comicità britannica Rik Mayall, resta una delle ingiustizie più cocenti del franchise. All’epoca mancavano budget e tecnologia per renderlo credibile, ma sappiamo già che il nuovo adattamento de La Pietra Filosofale reintegrerà il personaggio, affidandolo a Peter Serafinowicz. Questo non solo ci restituirà gli infiniti dispetti ai danni di Harry Potter e il leggendario tormento inflitto a Dolores Umbridge ne L’Ordine della Fenice, ma aprirà la strada a un finale col botto. Nei libri, Pix difende il castello lanciando letali baccelli di Snargaluffo sulle teste dei Mangiamorte, incitato nientemeno che dalla professoressa Minerva McGranitt. È un arco di redenzione eroico che la serie HBO non può assolutamente farsi scappare.

4. Il taglio totale di Grop dalla battaglia

Diciamoci la verità: la resa visiva di Grop, il fratellastro di Rubeus Hagrid, nel film de L’Ordine della Fenice era imbarazzante. Sembrava un modello scartato dalla PlayStation 2, e il passare del tempo non è stato clemente con quegli effetti visivi. Tagliarlo dalla Battaglia di Hogwarts per ragioni tecniche ed economiche aveva senso all’epoca, ma lo show televisivo non avrà queste catene. Strutturando lo scontro su più episodi, potremo finalmente vedere Grop accorrere in soccorso degli studenti, lottando a mani nude contro i feroci giganti assoldati da Voldemort. Proprio come Harry, Ron Weasley, Hermione Granger e Neville Paciock, Grop rappresenta l’outsider svantaggiato che ribalta le probabilità grazie alla pura forza di volontà.

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3. L’assenza ingiustificata di Centauri ed Elfi Domestici

Rivedendo l’epilogo cinematografico, salta all’occhio un dettaglio straniante: a combattere sono quasi esclusivamente umani, qualche statua animata e pochi lupi mannari. Considerata l’immensa varietà di fauna creata da J.K. Rowling, ignorare gli abitanti magici di Hogwarts ha impoverito l’impatto narrativo. Sulla carta, i centauri guidati da Cassandro irrompono nella mischia, i thestral e Fierobecco difendono i cieli, e soprattutto gli elfi domestici imbracciano i coltelli da cucina. Il momento in cui Kreacher guida la rivolta gridando “Combattete per il mio padrone, difensore degli elfi domestici! Combattete l’Oscuro Signore in nome del coraggioso Regulus!” è uno dei picchi emotivi del romanzo. Cancellarlo ha significato azzoppare il tema centrale di Harry Potter: la lotta contro l’elitismo e la tossica teoria del sangue puro propugnata dai Mangiamorte.

2. Lo stravolgimento del messaggio dietro la morte di Voldemort

I film hanno preso due cantonate madornali sullo scontro finale, e la serie dovrà correggerle entrambe. Primo: spostare il duello dalla Sala Grande piena di testimoni a un cortile deserto ha reso la scena algida, privandola dell’ansia collettiva e del supporto degli studenti. Secondo, ed è il peggiore: la morte stessa del villain. Veder esplodere Voldemort in coriandoli di cenere al rallentatore è stato un bel virtuosismo visivo, ma lo ha elevato a un rango sovrumano. Nel libro, l’Oscuro Signore muore nel modo più patetico possibile: il corpo di Tom Riddle cade a terra esanime, rotolando come un sacco vuoto. È la nemesi perfetta per un tiranno che ha passato la vita a fuggire dalla mortalità, ricordando al lettore che, alla fine, era solo un uomo.

1. Il taglio della scena della morte di Fred Weasley

Parliamo del colpo al cuore per eccellenza. La morte di Fred Weasley è devastante su pagina, ma l’adattamento ha preso la discutibile (e imperdonabile) decisione di farla avvenire off-screen. Invece di alleggerire il trauma, lo ha reso sbrigativo. Nel romanzo, Fred muore per un’esplosione scatenata da una maledizione vagante, interrompendosi a metà di una battuta scambiata con il fratello ritrovato Percy Weasley. Muore ridendo, esattamente come ha vissuto.

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Il momento in cui Harry e Percy nascondono il suo cadavere dietro un’armatura per proteggerlo dai crolli è di un’intensità brutale. Mostra l’assoluta futilità della guerra e spinge definitivamente Harry verso la Foresta Proibita. Speriamo vivamente che la nuova direzione artistica decida di non censurare questo lutto, fondamentale per far crollare le difese emotive del pubblico e ricordarci che il male non fa sconti a nessuno.

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FONTE:comicbook
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