La seconda stagione di Peacemaker ha appena introdotto una rivelazione clamorosa sul multiverso DC, ampliando enormemente le possibilità narrative e modificando un punto chiave della tradizione fumettistica. La serie, terzo tassello ufficiale del nuovo DCU, sta progressivamente adattandosi al nuovo corso, dopo essere nata all’interno del DCEU. Il cambiamento più evidente è stato sostituire il cameo della Justice League visto nella prima stagione con quello della Justice Gang proveniente dal Superman di Gunn. Ma questo dettaglio potrebbe non essere soltanto un aggiustamento: la storia in corso sembra infatti suggerire la coesistenza di linee temporali e realtà alternative.
Già nel primo episodio, “Another Rick Up My Sleeve”, Christopher Smith (John Cena) si trova faccia a faccia con un suo doppione proveniente da un’altra dimensione, che sarà costretto a combattere e infine uccidere. Le origini di questa controparte si ricollegano direttamente alla trama multiversale della stagione e alla scoperta dell’esistenza di molteplici universi paralleli al DCU. Nel secondo episodio, “A Man Is Only as Good as His Bird”, viene introdotto un elemento ancora più grande: il Quantum Unfolding Chamber, un portale dimensionale che spalanca l’accesso a ben 99 realtà alternative, portando così il totale delle Terre conosciute a 100.
Questa scelta non solo ridefinisce le regole del multiverso DC, storicamente legato al numero 52, ma apre uno scenario molto più vasto per film, serie e progetti Elseworlds. Se infatti i fumetti hanno sempre limitato la struttura a 52 universi numerati (con Terra-1, Terra-2, Terra-3 e così via), Gunn ha deciso di infrangere questa consuetudine, spalancando un ventaglio di possibilità che potrebbe trasformarsi nella base per il futuro dell’intero DCU.
Mentre l’attenzione di DC Studios è concentrata sui primi progetti ufficiali — Creature Commandos, Superman e Peacemaker 2 — la creazione di almeno 100 Terre parallele lascia intendere che il piano sia molto più ambizioso. Non si tratta solo di moltiplicare versioni alternative di eroi e villain, ma anche di gettare le fondamenta per crossover multiversali e incontri tra universi diversi, un terreno già esplorato in TV con Crisis on Infinite Earths e al cinema con The Flash.
Con Gunn che ha addirittura deciso di non mostrare in anteprima gli ultimi tre episodi di Peacemaker 2 (per evitare spoiler “enormi” sul futuro del DCU), sembra evidente che il Quantum Unfolding Chamber diventerà un elemento centrale del progetto. Rompere la tradizione del “multiverso a 52 Terre” potrebbe sembrare una mossa azzardata, ma le possibilità creative che ne derivano fanno pensare che la scommessa valga ampiamente il rischio.



