Esordio letterario per il giornalista d’inchiesta Luca Zorloni che, con Bookabook, pubblica il suo primo romanzo Il Paese più bello del mondo, un racconto distopico ambientato in Italia in un futuro molto vicino.

Trama
Italia, 2032: le città d’arte sono diventate parchi a tema in cui si rievoca la Storia, regalando ai turisti stranieri l’opportunità di fare un viaggio indietro nel tempo, nella Venezia di Goldoni o nella Firenze di Dante. A prima vista, sembra che il governo voglia dare importanza ai monumenti storici, considerati il “petrolio” nazionale, ma dietro la facciata si nasconde un sistema di oppressione, che costringe i cittadini a prestare servizio nei parchi e a obbedire ciecamente al regime. La Rete però non ci sta, vuole rovesciare la situazione. Per farlo, deve mettere le mani su un tesoro segreto e la chiave per farlo è Annibale Manin, un’anonima e onesta guida turistica veneziana. Ligio al dovere, si tiene lontano dai guai sperando in una promozione, che pare arrivare quando riceve dal governo l’incarico di accompagnare per la città lagunare due danarosi turisti. Ben presto, invece, si troverà coinvolto, suo malgrado, nell’intrigo della Rete, più vicina alla sua famiglia di quanto potesse pensare.
“Era poi così male, quel mondo? Era così sbagliato insistere a guardarsi indietro? C’era un motivo se l’Italia si aggrappava al passato in maniera tanto ostinata: perché è già scritto, immutabile, sicuro persino quando ingeneroso. Al contrario della foschia del futuro, impossibile da diradare, il passato si poteva contrattare e, all’occorrenza, riscrivere, se necessario”.
Recensione
Quante volte lo abbiamo sentito dire: l’Italia è proprio il Paese più bello del mondo! Con la sua storia, la sua arte e il suo passato, è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo che affollano le nostre città, riempiono i nostri musei, acquistano souvenir di dubbio gusto e che riprendono, armati di smartphone, ogni scorcio e dettaglio, tutto nel tentativo di portarsi a casa un pezzetto del nostro Bel Paese. E poi si sa, il turismo è una delle nostre principali fonti di guadagno, crea ricchezza e porta occupazione. Ci verrebbe quasi da pensare che potremmo vivere anche solo di turismo… L’overtourism in alcuni casi però è talmente invasivo da costringere i sindaci ad attuare contromisure nel tentativo di limitarlo, come per la città di Venezia, che è quella che forse più di tutte soffre di questo problema, aggravato dalla sua peculiare fragilità di città lagunare, e che in determinate date è accessibile tramite il pagamento di un ticket giornaliero.
E proprio Venezia è una delle protagoniste del romanzo di Luca Zorloni, ma è una città molto diversa da quella che conosciamo oggi: invece di limitare il turismo, nell’Italia del 2032 il governo ha deciso di sfruttarlo il più possibile, trasformando le città d’arte in veri e propri parchi a tema su misura per il turista, dove è possibile assistere dal vivo a rievocazioni storiche (come Casanova che evade dalle prigioni con uno spettacolare tuffo dal Ponte dei Sospiri) e a spettacoli mirabolanti (nella Pompei ricostruita, il Vesuvio erutta tutti i giorni alla stessa ora). In questa società del futuro grazie alla FIAMMA di Cesare Datini, società che possiede e controlla i parchi, la disoccupazione non esiste più perché a tutti viene dato un lavoro (infimo e umiliante, ma d’altronde la vita è anche fatta di sacrifici…) e un salario sicuro (in cambio solo della propria libertà). L’obiettivo? Risanare l’economia e risollevare l’Italia, a qualunque costo.
Il lettore comprende ben presto che dietro alla facciata brillante, colorata e apparentemente lussuosa promossa dal governo, si nascondono muri di cartapesta, trucco che si scioglie sotto il sole, bambini che lavorano anziché andare a scuola e un popolo sfruttato, umiliato e oppresso, rappresentato perfettamente da un protagonista frustrato e privo di iniziative: Annibale Manin, professore mancato, è infatti costretto a lavorare come guida-figurante a Venezia e spera, rassegnato a rispettare le regole ferree del regime che sa essere ingiuste, di ricevere presto una promozione che migliori un po’ la sua vita. Si tratta di un protagonista disilluso e amareggiato: un tempo anche lui aveva creduto agli slogan della FIAMMA, aveva pensato sul serio che puntare tutto sulla cultura e il passato dell’Italia sarebbe stata la chiave per il successo del Paese. Tuttavia è un uomo onesto e fermo nei propri propositi, sebbene talvolta fin troppo testardo, che si ritrova, suo malgrado, invischiato in un intrigo ben più grande di lui e che coinvolge un gruppo di ribelli determinati a rovesciare la FIAMMA. Ma proprio grazie a loro avrà finalmente l’occasione per agire ed anzi essere protagonista chiave del cambiamento. Se ne avrà il coraggio…
Cesare Datini è l’antagonista-burocrate della vicenda, colui che è interessato solo ad accrescere il suo potere e il suo guadagno, tramite appunto una burocrazia complessa che uccide qualsiasi entusiasmo e desiderio di cambiamento. Lo strumento che utilizza per piegare la società al suo volere sono proprio i suoi parchi, che diventano la rappresentazione della chiusura (fisica e mentale) dell’Italia e della sua popolazione, isolata dal mondo esterno e rivolta solo al rassicurante (perché prevedibile) passato. Contro di lui e contro il sistema che ha creato si scaglia la Rete: un gruppo non ben identificato di ribelli che ordisce un piano per rovesciare il governo e che sceglie di agire tramite la tecnologia che lo Stato ha fortemente limitato, in nome del ritorno glorioso ai fausti del passato.
Il primo romanzo di Luca Zorloni ci porta quindi in un’Italia non troppo distante da noi, sia perché ambientato nel 2032, sia perché fin dalle primissime pagine la sensazione è che il nostro presente non si discosti poi molto dalla distopia che qui troviamo raccontata. Gli slogan pubblicitari che aprono ogni capitolo sono quel tocco in più, quel plus che inizialmente incuriosisce e diverte perché molto familiare, ma che proseguendo nella lettura porta il lettore a riflettere sullo stato presente delle cose. Il tutto narrato con un linguaggio ricercato e il sapore della spy-story, che non delude con elementi di azione e suspense, arricchiti da personaggi ambigui e ben caratterizzati.
Il libro potete trovarlo QUI.
L’Autore
Luca Zorloni coordina l’area digitale di Wired Italia, la più influente testata dedicata alla tecnologia. Giornalista di inchiesta, si occupa dell’intreccio tra economia, innovazione digitale e politica, denunciando sprechi di denaro pubblico, abusi di dati e tendenze di business. Ha coperto grandi eventi internazionali e interviste con leader globali e menti visionarie del mondo tech. Il Paese più bello del mondo è il suo romanzo d’esordio.



