La Terra di Mezzo non è solo una location letteraria; per noi nerd è una seconda casa. Tuttavia, non tutti i soggiorni nella creazione di J.R.R. Tolkien sono stati indimenticabili allo stesso modo. Con ben 10 pellicole all’attivo tra animazione, live-action e spin-off, il viaggio dalla Contea al Monte Fato ha regalato vette cinematografiche assolute e qualche scivolone che farebbe inorridire persino un Orco. Se la trilogia originale di Peter Jackson resta l’oro di Erebor, gli altri tasselli del puzzle richiedono un’analisi più spietata.
In breve
- Il podio: La trilogia originale di Peter Jackson domina incontrastata, con Le Due Torri in cima.
- La sorpresa: I film d’animazione degli anni ’70/’80 occupano le posizioni più basse, penalizzati da una tecnica datata.
- Lo Hobbit: La trilogia prequel soffre di un’eccessiva dilatazione dei tempi, ma Un Viaggio Inaspettato ne salva l’onore.
- Novità: Il recente La Guerra dei Rohirrim (2024) si piazza a metà classifica, lodato per lo stile ma criticato per la scrittura.
La Classifica: dagli abissi di Moria alle vette di Minas Tirith
10. The Return of the King (1980)

Prodotto da Rankin/Bass, questo film d’animazione arrivò nelle TV americane vent’anni prima di Jackson. Il problema? Non è solo invecchiato male: è proprio faticoso da guardare. Tra un ritmo spezzettato e la bizzarra scelta di inserire canzoni ogni cinque minuti, l’epicità del finale di Tolkien viene completamente polverizzata.
9. Il Signore degli Anelli (1978)

Il film di Ralph Bakshi ha un fascino distorto e nostalgico. Fu un esperimento ambizioso che mescolava animazione e rotoscopio, coprendo La Compagnia dell’Anello e parte de Le Due Torri. Sebbene catturi meglio l’atmosfera rispetto al film dell’80, resta un’opera monca e visivamente caotica.
8. The Hobbit (1977)

Sempre di Rankin/Bass, ma decisamente più riuscito. Lo stile “camp” e fiabesco si adatta perfettamente al tono del libro originale del 1937, molto più leggero rispetto alla saga dell’Anello. È una visione divertente, pur restando lontana anni luce dai budget milionari moderni.
7. Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim (2024)

L’ultima fatica di Warner Bros. Animation ci riporta al cinema con uno stile anime visivamente splendido. Racconta la storia di Helm Mandimartello, ma soffre di una scrittura meno densa rispetto ai classici. Hera è una protagonista interessante, ma il resto del cast fatica a lasciare il segno, facendo mancare quel pizzico di “magia” tolkieniana.
6. Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate (2014)

Il capitolo che conferma il peccato originale: trasformare un libretto di 300 pagine in una trilogia da 9 ore. Troppa CGI, troppa azione ridondante e poco cuore. Nonostante un inizio folgorante con Smaug, il film si perde in un finale che sembra più un videogioco che un racconto epico.
5. Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug (2013)

Qui le cose migliorano. L’incontro tra Bilbo e il drago Smaug (doppiato magistralmente da Benedict Cumberbatch) è uno dei momenti più alti dell’intera esalogia di Jackson. Certo, la sottotrama d’amore tra l’elfa Tauriel e il nano Kili fa storcere il naso ai puristi, ma il ritmo tiene.
4. Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato (2012)

Il migliore della trilogia prequel. Riesce a trasmettere quel senso di avventura e scoperta tipico della partenza da Casa Baggins. La sequenza degli indovinelli nell’oscurità tra Bilbo e Gollum vale da sola il prezzo del biglietto.
Prosegue a pagina 2


