Nel quarto episodio di Welcome to Derry, gli eventi iniziano a prendere una direzione sempre più inquietante e inevitabile. La città continua a reagire in modo ambiguo agli strani fenomeni che la attraversano: alcuni personaggi cercano di razionalizzare ciò che vedono, altri iniziano a intuire che le cose stanno peggiorando molto più in fretta del previsto. Gli adolescenti al centro della trama avvertono un’eco di pericolo che cresce di scena in scena, mentre i piccoli misteri disseminati nelle puntate precedenti cominciano a intrecciarsi, dando l’impressione che Derry stia rivelando il suo vero volto. È un episodio decisivo, che non rivela tutto ma lascia intendere molto, preparando il terreno per l’escalation di orrore imminente.
Dopo tre puntate costruite su atmosfere, indizi e tensioni sottili, “Il grande, vorticoso sistema di funzionamento del nostro pianeta” rappresenta il momento in cui Welcome to Derry compie un passo decisivo verso la piena manifestazione dell’orrore. Non un horror esplosivo, ma un orrore che nasce da sotto la pelle, dalle connessioni tra i personaggi, dalle crepe sempre più evidenti che attraversano la città.
Il titolo, lungo e volutamente enigmatico, sembra richiamare l’idea che tutto ciò che accade a Derry faccia parte di un macabro equilibrio che si ripete ciclicamente, un “sistema di funzionamento” che si attiva quando le paure iniziano a impregnare l’aria. La puntata gioca molto su questa metafora, suggerendo che ciò che sta accadendo non è casuale, né improvviso: è una reazione naturale, quasi meccanica, di un organismo più grande e più antico della città stessa.
Questo episodio si distingue per un’atmosfera densa e cupa, molto più presente e definita rispetto agli episodi precedenti. Ogni scena è costruita con una cura particolare per i dettagli visivi e sonori, e la regia insiste su micro-espressioni, movimenti impercettibili e piccoli segnali che rendono l’esperienza visiva costantemente tesa. È come se lo spettatore venisse invitato a osservare ogni angolo in attesa che qualcosa si muova, anche quando nulla sembra accadere.
La tensione cresce, e con essa la consapevolezza
Il quarto episodio è caratterizzato da una tensione narrativa più diretta. Ciò che nelle prime tre puntate era solo suggerito, ora diventa tangibile. L’episodio introduce momenti che, pur senza mostrare explicitly l’orrore, lasciano il segno per la loro potenza visiva e simbolica. I personaggi iniziano a reagire in maniera più evidente agli eventi, e alcuni di loro si avvicinano a verità che non sono pronti ad affrontare.
La scrittura continua a lavorare sulle sfumature emotive, mettendo in scena conflitti interiori e dinamiche sottili che rendono la città viva e pulsante. Ogni relazione è attraversata da tensioni nuove, ogni dialogo rivela piccoli tasselli che portano lo spettatore a comprendere meglio la psicologia dei protagonisti e l’ambiente soffocante in cui vivono.
Uno degli elementi più riusciti della puntata è la gestione del ritmo. Welcome to Derry continua a preferire una narrazione calibrata, lenta ma costante, che accompagna gradualmente lo spettatore verso la consapevolezza che “qualcosa” sta finalmente prendendo una forma più definita. È un build-up narrativo molto efficace, che rende ancora più potente ciò che avverrà nelle puntate successive.
Le sottotrame si intrecciano

L’episodio 4 mette ordine in molte delle sottotrame introdotte finora, collegando situazioni, personaggi e indizi disseminati nei capitoli precedenti. Le storie individuali cominciano a incastrarsi come parti di un puzzle, offrendo finalmente una visione d’insieme più chiara. Tra segreti taciuti, eventi inspiegabili e tensioni familiari che esplodono, l’episodio costruisce un quadro complesso ma coerente, che rafforza l’identità stessa della serie.
Le dinamiche tra i personaggi più giovani sono particolarmente riuscite: il loro crescente senso di isolamento e incomprensione contribuisce a rendere l’intero episodio più drammatico e coinvolgente. Non sono più semplici testimoni di eventi strani; stanno diventando parte integrante del meccanismo di paura che Derry alimenta da generazioni.
Ci sono momenti in cui l’episodio riesce a trasmettere un’autentica sensazione di impotenza, come se qualsiasi tentativo di reagire fosse destinato a fallire. La città sembra muoversi come un’entità autonoma, compressa tra tensioni sotterranee e impulsi oscuri. Tutto si muove, tutto scorre, tutto ritorna.
La presenza invisibile dell’orrore
Proprio come negli episodi precedenti, Welcome to Derry sceglie di continuare a trattenersi sul fronte dell’apparizione diretta del mostro. Pennywise non appare ancora, ma la sua assenza ormai è talmente pesante da diventare un elemento narrativo centrale. L’episodio usa ombre, sussurri, piccole distorsioni della realtà per suggerire una presenza che non ha bisogno di manifestarsi per farsi sentire.
Questa scelta conferisce alla serie un tono profondamente inquietante, più vicino al thriller psicologico che all’horror puro, ma con una potenza disturbante che cresce a ogni episodio. Il clown danza nell’assenza, nella percezione dei personaggi, nelle reazioni irrazionali che alcuni di loro iniziano a mostrare. È come se la sua influenza si stesse insinuando lentamente nella città, preparando un ritorno inevitabile.
Questa gestione dell’orrore è uno dei punti di forza principali dell’episodio, perché dimostra fiducia nel pubblico e nella capacità della serie di costruire tensione senza ricorrere a soluzioni facili.
Perché funziona
“Il grande, vorticoso sistema di funzionamento del nostro pianeta” è un episodio maturo, intenso e scritto con grande consapevolezza. Funziona perché:
- Consolida ciò che è stato costruito finora;
- Porta avanti l’evoluzione emotiva dei personaggi;
- Intreccia le sottotrame in modo sempre più convincente;
- Rafforza l’atmosfera inquieta e claustrofobica di Derry;
- Prepara con cura i prossimi passi della storia.
Non è un episodio di rivelazioni clamorose, ma è un punto di svolta narrativo. È qui che la serie smette di trattenersi e inizia davvero a mostrare il sistema che governa la paura, la città e i suoi abitanti.
La recensione in breve
- Nel quarto episodio di IT: Welcome to Derry, la tensione cresce e segnala l’avvicinarsi di un orrore imminente.
- L’episodio costruisce una narrazione più diretta, mettendo in evidenza le reazioni dei personaggi agli eventi.
- Le sottotrame si intrecciano, creando un quadro complesso e coerente del mistero di Derry.
- La presenza invisibile di Pennywise si sente attraverso ombre e sussurri, suggerendo la sua influenza sulla città.
- L’episodio funziona perché consolida le strutture precedenti e prepara il terreno per ulteriori sviluppi narrativi.



