Torino torna a essere per sei giorni un punto di osservazione sul mondo del lavoro attraverso il cinema. Dal 6 all’11 ottobre si svolgerà la settima edizione di Job Film Days, festival internazionale dedicato al lavoro e ai diritti, diretto da Annalisa Lantermo e organizzato dall’Associazione Job Film Days ETS.

Le proiezioni e gli incontri si concentreranno principalmente al Cinema Massimo, ma il programma coinvolgerà diverse sedi della città. Al centro della manifestazione ci saranno le trasformazioni del lavoro contemporaneo: diritti, salute e sicurezza, nuove tecnologie, precarietà, nuove professioni, lavoro femminile, inclusione e rapporto con i territori.
La settima edizione propone 57 film provenienti da 30 Paesi, tra cui due anteprime mondiali e 20 anteprime italiane. Il festival coinvolgerà complessivamente 15 sedi e una rete di 73 partner.
I due concorsi
Sono due i principali concorsi della manifestazione. Il Premio “Lavoro 2026” JFD, realizzato con INAIL Piemonte, presenta sette lungometraggi e documentari che affrontano il rapporto tra lavoro, società, ambiente e trasformazioni economiche.
Tra i titoli in gara figurano Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2025, The Employed di Tommaso Cotronei, in anteprima mondiale, Sea Sisters di Brunella Filì, Fordlandia Panacea di Susana de Sousa Dias, Bulakna di Leonor Noivo, The Case Against Space di Graeme Arnfield e 2m² di Volkan Üce.
Il secondo concorso, “Job for the Future 2026” JFD, realizzato con la Camera di commercio di Torino, è dedicato a 12 cortometraggi europei firmati da registi under 40. I film affrontano, tra gli altri temi, l’impatto della tecnologia sul lavoro, il rapporto tra occupazione e ambiente e la dimensione personale della vita professionale.
Una selezione dei film dei due concorsi sarà inoltre disponibile online su MYmovies ONE per cinque giorni dopo la proiezione in sala.
Fabrizio Gifuni e il lavoro dell’attore
Tra gli appuntamenti centrali del festival c’è la masterclass di Fabrizio Gifuni, in programma sabato 10 ottobre alle 17 al Cinema Massimo. L’incontro, intitolato Il lavoro dell’attore, sarà condotto da Grazia Paganelli e realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e Fondazione TPE.
A seguire, alle 19, sarà proiettato Prima che la notte di Daniele Vicari, film per la televisione che sarà presentato per la prima volta in sala.
Il cinema della Corea del Sud
Un focus sarà dedicato quest’anno alla Corea del Sud, con una selezione di film che mette al centro disuguaglianze, competizione sociale e trasformazioni del capitalismo contemporaneo.
Il percorso prenderà il via già il 29 settembre con No Other Choice di Park Chan-wook, interpretato da Lee Byung-hun e presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2025. Durante il festival saranno poi proposti Because I Hate Korea di Jang Kun-jae, Halo di Roh Young-wan e Citizen of a Kind di Park Young-ju, premiato per la sceneggiatura all’Udine Far East Film Festival 2024.
Il nuovo film di Radu Jude
Tra le anteprime più attese c’è Le journal d’une femme de chambre di Radu Jude, presentato alla Quinzaine des cinéastes del Festival di Cannes 2026.
Il film segue Gianina, giovane lavoratrice domestica rumena impiegata presso una famiglia borghese a Bordeaux, e affronta attraverso la satira il lavoro domestico, le disuguaglianze sociali, l’immigrazione e i rapporti tra classi.
Jude, nato a Bucarest nel 1977, è tra i principali registi del cinema romeno contemporaneo. Nel 2021 ha vinto l’Orso d’oro alla Berlinale con Sesso fortunato o follie porno.
L’apertura con La guerre des prix, la chiusura con Ulysse
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà, martedì 6 ottobre alle 20.30 al Cinema Massimo, La guerre des prix di Anthony Déchaux, in anteprima italiana. Il film racconta la storia di un buyer impegnato nella difesa di una filiera di prodotti biologici e locali, con Olivier Gourmet protagonista.
La chiusura, domenica 11 ottobre, sarà affidata a Ulysse di Laetitia Masson, presentato a Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard. Al centro della storia c’è un bambino affetto da una sindrome genetica che ne limita i movimenti. Il film prende spunto dalla vicenda personale della regista e vede nel ruolo del protagonista adulto Alphonse Roberts, figlio della stessa Masson.
Nella serata conclusiva saranno annunciati anche i vincitori dei concorsi.
L’omaggio a Frederick Wiseman
La riflessione sul lavoro si estende anche al cinema del passato con un omaggio a Frederick Wiseman. Martedì 6 ottobre al Cinema Fratelli Marx sarà proiettato Hospital (1970), nella recente versione restaurata, in collaborazione con FilmMaker e con un’introduzione di Luca Mosso.
Il programma dedicato alla memoria del cinema comprende inoltre Sissignore di Ugo Tognazzi e Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, entrambi in versioni restaurate dalla Cineteca Nazionale e proposti rispettivamente il 10 e l’11 ottobre al Cinema Centrale Arthouse, con introduzioni di Steve Della Casa.
Tecnologia, guerra, formazione e sicurezza
Gli eventi speciali allargheranno il programma ad altri aspetti del rapporto tra lavoro e società. L’intelligenza artificiale e il futuro dell’occupazione saranno al centro dell’incontro Umani, macchine e il futuro del lavoro, accompagnato dalla proiezione di tre cortometraggi e da un dibattito con Ires Piemonte.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla formazione e alle nuove professioni, con titoli come Crescendo – Storie in formazione di Matteo Bellizzi e Kevine et Fortune di Sarah Imsand.
Tra gli altri temi affrontati figurano la salute e la sicurezza sul lavoro, con She di Parsifal Reparato, e le conseguenze dei conflitti. American Doctor di Poh Si Teng racconta la storia di tre medici tra Stati Uniti e Gaza, mentre Cuba & Alaska di Yegor Troyanovski segue alcune giovani paramediche al fronte ucraino.
Il programma comprende inoltre opere dedicate alla giustizia, alla crisi sociale e alla memoria dei territori, oltre a un incontro sul futuro delle sale cinematografiche organizzato con Agis Piemonte e Valle d’Aosta.
Una mostra fotografica sul lavoro
Il rapporto tra lavoro e rappresentazione visiva sarà al centro anche della mostra Uno scatto per raccontare il lavoro, allestita allo spazio espositivo del Ramo d’Oro e realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.
L’immagine guida dell’edizione 2026 è firmata da Michele Peroncini e mette in relazione la Mole Antonelliana con un paio di guanti segnati dall’uso, creando un contrasto visivo tra il simbolo della città e la dimensione concreta della fatica.
Gli appuntamenti prima del festival
Il programma di Job Film Days sta cominciando già a fine settembre con una serie di iniziative collaterali. Tra queste la proiezione di Smart Working di Svevo Moltrasio il 25 settembre, No Other Choice di Park Chan-wook il 29 settembre e Mr. Nobody Against Putin, vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior documentario e del Premio “Lavoro 2025” JFD, il 30 settembre.
Il 1° ottobre sono previsti l’inaugurazione della mostra fotografica e la preapertura con Permit di Robert Kwilman. Il 3 ottobre, alla Libreria Binaria, sarà invece presentato il libro I cessi di Mirafiori, dedicato alle fotografie e alle azioni dell’operaio e attivista Pietro Perotti.
La programmazione proseguirà fino al 5 ottobre, quando Rai Teche proporrà due filmati d’archivio dedicati al lavoro femminile e giovanile.
Con un programma distribuito tra cinema contemporaneo, restauri, incontri, formazione e iniziative off, la settima edizione di Job Film Days conferma così il lavoro come punto di partenza per una riflessione più ampia sulle trasformazioni della società contemporanea.



