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Film

Festival di Cinema e Donne, a Firenze la 47ª edizione: da Jane Campion a Céline Sciamma, cinque giorni dedicati al cinema al femminile

Dal 21 al 25 ottobre al Cinema La Compagnia, nell'ambito della 50 Giorni di Cinema a Firenze, il festival riunisce grandi protagoniste del cinema internazionale e nuove autrici. In programma film in concorso da tutto il mondo, anteprime, incontri, retrospettive e iniziative sulla parità di genere. Attese Jane Campion, Céline Sciamma, Francesca Archibugi, Kasia Smutniak e Paloma Schneideman.

Nicole Coscia
11 Ottobre 2026
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15 Min
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Firenze si prepara ad accogliere la 47ª edizione del Festival di Cinema e Donne, in programma dal 21 al 25 ottobre 2026 al Cinema La Compagnia. Inserita nel cartellone della 50 Giorni di Cinema a Firenze, la manifestazione conferma la propria vocazione internazionale, mettendo in dialogo registe affermate e nuove autrici, generazioni differenti e cinematografie provenienti da tutto il mondo. La direzione artistica è affidata a Camilla Toschi, mentre l’organizzazione è curata dall’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana.

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Nato nel 1979, il festival racconta da quasi cinquant’anni il mondo attraverso lo sguardo delle registe, valorizzando linguaggi e prospettive che contribuiscono a rinnovare il panorama cinematografico. Nel corso della sua storia ha ospitato il lavoro di cineaste come Chantal Akerman, Jane Campion, Francesca Archibugi, Francesca e Cristina Comencini, Antonietta De Lillo, Maya Deren, Germaine Dulac, Marguerite Duras, Deepa Mehta, Ulrike Ottinger, Costanza Quatriglio, Céline Sciamma, Jasmine Trinca, Agnès Varda, Margarethe von Trotta e Lina Wertmüller.

Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 figurano l’apertura con Jane Campion, una serie di incontri con Céline Sciamma, la presentazione del nuovo documentario di Kasia Smutniak, Mustang, e il film di Francesca Archibugi dedicato alla femminista Carla Lonzi. Accanto alle proiezioni, spazio anche alla formazione delle nuove generazioni, alla riflessione sulle disuguaglianze nell’industria cinematografica e al confronto tra professioniste.

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Jane Campion inaugura il festival con Orlando

La serata inaugurale di mercoledì 21 ottobre avrà come protagonista Jane Campion, prima regista a conquistare la Palma d’Oro al Festival di Cannes con Lezioni di piano nel 1993 e vincitrice dell’Oscar per la miglior regia nel 2022 con Il potere del cane.

Invitata a scegliere un film da presentare al pubblico, la cineasta neozelandese ha optato per una speciale Carte Blanche: sarà proiettato Orlando (1992) di Sally Potter, visionario adattamento del romanzo di Virginia Woolf interpretato da Tilda Swinton. Campion dialogherà con Francesca Manieri e presenterà inoltre Socks, cortometraggio di Todd Karehana nato nell’ambito di A Wave in the Ocean, il progetto di formazione e mentorship da lei ideato e diretto insieme alla produttrice Philippa Campbell.

Avviato nel 2022 con il supporto di Netflix, il programma accompagna sceneggiatori e registi emergenti nello sviluppo della propria voce creativa attraverso la realizzazione di cortometraggi. L’incasso della serata inaugurale sarà devoluto all’associazione CORRI LA VITA Onlus, impegnata nella lotta contro il tumore al seno.

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Jane Campion tornerà protagonista anche della chiusura del festival, in occasione del trentesimo anniversario di Ritratto di signora. La proiezione sarà accompagnata da un incontro con Piera Detassis, Editor at Large Cinema & Entertainment di Hearst Italia, e segnerà l’avvio di una retrospettiva completa dedicata alla regista. Il percorso proseguirà al Cinema La Compagnia tra novembre 2026 e gennaio 2027.

I sei film in concorso: dalle nuove generazioni alla memoria storica

Il concorso propone sei opere firmate da registe provenienti da diversi Paesi, con particolare attenzione agli esordi e ai secondi film. A giudicarle sarà una giuria composta da Daniela Brogi, critica letteraria e cinematografica, membro del Sindacato Critici e rappresentante della SIC, partner del festival; dalla regista, sceneggiatrice e attrice francese Caroline Deruas Peano; e da Giuliana Fantoni, presidente nazionale della FICE, Federazione Italiana Cinema d’Essai.

Ad aprire la competizione sarà Sad Girlz, esordio nel lungometraggio della messicana Fernanda Tovar. Il film racconta il percorso di crescita e l’amicizia tra due adolescenti appassionate di nuoto ed è già stato premiato alla Berlinale 2026 con l’Orso di Cristallo e il Grand Prix della Giuria Internazionale nella sezione Generation 14plus.

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Dal Cile arriva El Deshielo (The Meltdown), scritto e diretto da Manuela Martelli, che torna dietro la macchina da presa dopo 1976. Ambientato nel 1992, il film affronta i temi dell’infanzia, delle sparizioni e della memoria ed è stato presentato al 79° Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.

L’Italia sarà rappresentata da Mustang, nuovo documentario di Kasia Smutniak, scritto insieme a Marella Bombini. Il progetto prende forma dalle immagini del viaggio compiuto nel 2003 dall’attrice e regista insieme a Pietro Taricone nella remota regione himalayana del Mustang. Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Smutniak sarà a Firenze con la sceneggiatrice e la montatrice Ilaria Fraioli.

La selezione prosegue con La Furia, della spagnola Gemma Blasco, che segue una giovane attrice impegnata a elaborare la violenza subita attraverso il teatro e il personaggio di Medea. Il film ha ottenuto due candidature ai Goya 2026, nelle categorie miglior regista esordiente e interpretazione della protagonista.

Dalla Corea del Sud arriva En Route To, opera prima di Yoo Jaein presentata alla Berlinale 2026 nella sezione Generation 14plus. Al centro del racconto ci sono due adolescenti alle prese con gravidanze indesiderate, autodeterminazione e responsabilità.

Chiude il concorso Big Girls Don’t Cry, esordio della neozelandese Paloma Schneideman, attesa al festival. Primo lungometraggio nato dal programma A Wave in the Ocean promosso da Jane Campion, il film è ambientato nell’estate del 2006 e segue la quattordicenne Sid nel suo percorso di scoperta del desiderio, dell’identità e della sessualità.

Céline Sciamma tra incontri, lezioni e proiezioni

Un altro nome di primo piano dell’edizione sarà Céline Sciamma, regista e sceneggiatrice francese, protagonista di una Lezione Transfemminista e di una serie di incontri dedicati al suo cinema.

Sciamma presenterà il mediometraggio Tutti Frutti, diario visivo che esplora il presente attraverso la memoria, l’attivismo e la cultura digitale. In programma anche una nuova versione di montaggio di Tomboy, uno dei titoli più rappresentativi della sua filmografia. In conversazione con Adele Tulli, la regista ripercorrerà la genesi del film, che affronta con delicatezza i temi della fluidità di genere e della preadolescenza.

La mattinata di sabato 24 ottobre sarà inoltre dedicata alle scuole, con una proiezione speciale organizzata in collaborazione con Lanterne Magiche, il programma di educazione al linguaggio dell’immagine di Fondazione Sistema Toscana. Per l’occasione, Sciamma introdurrà il suo film del 2007 La nascita delle Piovre, racconto di formazione ambientato nella periferia parigina che affronta i primi amori e la confusione legata alla scoperta della sessualità.

Francesca Archibugi racconta Carla Lonzi

Tra gli eventi speciali figura anche Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo, il film che Francesca Archibugi dedica alla figura, al pensiero e all’eredità di una delle protagoniste fondamentali del femminismo italiano.

Attraverso materiali d’archivio preziosi e inediti, la regista ricostruisce per la prima volta sullo schermo la dimensione pubblica e privata di Lonzi, restituendo la complessità del suo pensiero e il suo contributo alla cultura femminista.

Il programma comprende inoltre Aspettando il mostruoso femminile, appuntamento dedicato al body horror soprannaturale con la proiezione di Saccharine di Natalie Erika James, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2026.

Spazio anche alla letteratura con la presentazione del volume Sibilla, Strega, Sirena, organizzata in collaborazione con la Casa delle Donne di Firenze. L’autrice Marialaura Simeone riporta al centro dell’attenzione Lina Mangiacapre, artista, intellettuale e fondatrice, nel 1970, del Collettivo Femminista Le Nemesiache, che ha attraversato con la propria attività i campi dell’arte, del cinema, del teatro e dell’azione politica.

L’Assemblea e la battaglia per la parità nel cinema

Per il terzo anno consecutivo Firenze ospiterà anche L’Assemblea, progetto nato da un’idea di Jasmine Trinca in collaborazione con il Festival di Cinema e Donne. L’iniziativa coinvolge oltre 300 professioniste e professionisti del settore e offre uno spazio sicuro e riservato per confrontarsi sulle difficoltà professionali, sulle disparità di genere e sulle possibili strategie comuni, rafforzando le reti di sostegno tra le lavoratrici del cinema.

Il tema della rappresentanza femminile è stato rilanciato anche durante l’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove il festival ha distribuito centinaia di ventagli con lo slogan “SOLO UNA. You call it quality. We call it inequality. #oneisnotenough”. Nel 2026, infatti, una sola regista, May El-Toukhy con Woman Unknown, era in concorso per il Leone d’Oro. Un dato che la manifestazione ha trasformato in un messaggio pubblico per richiamare l’attenzione sulle disuguaglianze ancora presenti nell’industria cinematografica.

La riflessione proseguirà con l’incontro Cercando la parità: l’esperienza di Dones Visuals in Spagna, dedicato all’associazione fondata nel 2017 in Catalogna per contrastare le disuguaglianze strutturali nel settore audiovisivo. La rete riunisce donne e persone con identità dissidenti che lavorano nei diversi mestieri del cinema e promuove formazione, sostegno alla creazione e alla produzione, ricerca e sviluppo di relazioni professionali attraverso una prospettiva femminista e intersezionale.

Interverranno Yolanda Olmos, direttrice di Dones Visuals, e Carlotta Schiavon, componente del consiglio direttivo dell’associazione e produttrice cinematografica. L’incontro sarà moderato da Adele Tulli.

Le istituzioni: “Valorizzare il talento e costruire pari opportunità”

L’importanza del festival per il panorama culturale toscano e per il dibattito sulla parità di genere è stata sottolineata anche dai rappresentanti delle istituzioni.

“Il Festival di Cinema e Donne è una presenza preziosa nel panorama culturale toscano e da quasi cinquant’anni porta a Firenze lo sguardo, le storie e il talento delle donne nel cinema”, ha dichiarato Cristina Manetti, assessora regionale alla Cultura e alle Pari Opportunità. Secondo Manetti, la presenza di figure come Jane Campion e Céline Sciamma, accanto alle nuove generazioni di registe, conferma la capacità della manifestazione di coniugare qualità artistica e impegno sui temi della parità. «Dare spazio alle autrici significa non soltanto valorizzare talenti e linguaggi diversi, ma contribuire a cambiare una realtà nella quale le disuguaglianze sono ancora presenti», ha aggiunto, evidenziando il ruolo della cultura nel creare opportunità e rendere visibili esperienze e punti di vista spesso trascurati.

Per Iacopo Di Passio, presidente di Fondazione Sistema Toscana, il festival rappresenta un appuntamento storico che continua a portare all’attenzione del pubblico opere di valore culturale e temi di attualità. Di Passio ha ricordato la necessità di valorizzare il lavoro delle registe internazionali per contribuire a una reale parità di opportunità nel settore e favorire nuove rappresentazioni del ruolo delle donne nella società.

Anche Giovanni Bettarini, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, ha sottolineato la capacità della manifestazione di mettere in relazione grandi protagoniste del cinema internazionale e nuove autrici, unendo memoria, presente e futuro. “Firenze vuole essere una città in cui la cultura non si limita a rappresentare i cambiamenti della società, ma contribuisce a produrli”, ha affermato, indicando nel festival un’occasione per parlare di libertà, autodeterminazione, diritti e pari opportunità attraverso il cinema.

La direttrice artistica Camilla Toschi ha infine individuato nella sorellanza il filo conduttore di questa edizione: “Un festival prende forma attraverso i film che sceglie, ma anche attraverso le relazioni che costruisce”. L’attenzione alle opere prime e seconde, ha spiegato, è parte di una ricerca volta a sostenere le nuove autrici nel momento in cui costruiscono il proprio percorso, creando occasioni di incontro con il pubblico e favorendo la circolazione delle loro opere.

La 50 Giorni di Cinema a Firenze e i partner

Il Festival di Cinema e Donne è parte della ventesima edizione della 50 Giorni di Cinema a Firenze, in programma dal 6 ottobre al 10 dicembre 2026 al Cinema La Compagnia e in numerosi altri luoghi della città. Il cartellone riunisce festival internazionali, anteprime, incontri con registi e attori, eventi e appuntamenti dedicati alla cultura cinematografica.

La manifestazione rientra nel Progetto Triennale Cinema, realizzato nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra Comune di Firenze, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Fondazione CR Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

Tra i sostenitori del Festival di Cinema e Donne figurano Sammontana, Calliope Arts Foundation e Unicoop Firenze. Quest’ultima promuove la partecipazione culturale delle nuove generazioni attraverso iniziative dedicate agli under 30, mentre Calliope Arts Foundation affianca da quest’anno anche il progetto L’Assemblea, in linea con la propria missione di valorizzazione del contributo delle donne alla cultura. Collaborano inoltre la libreria Malaparte, con uno spazio pop-up allestito al Cinema La Compagnia, e Studenti di Sinistra, coordinamento dei collettivi universitari dell’Università di Firenze.

Con cinque giorni di proiezioni, incontri e iniziative, la 47ª edizione del Festival di Cinema e Donne conferma così il proprio ruolo di spazio di confronto tra generazioni, linguaggi e culture cinematografiche, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro delle registe e contribuire a una maggiore equità nel settore audiovisivo.

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