Jurassic World – La Rinascita ha cercato di prendere il meglio di Jurassic Park 2, attingere a qualche idea del terzo ma dentro un contesto che va oltre Jurassic Wolrd:Dominion
Finalmente, ci siamo.
Mentre salivo a Milano per vedere in anteprima, grazie a NerdPool, Jurassic World:Rebirt mi chiedevo cosa avrei visto. I primi commenti a caldo di chi l’aveva visto in giro per il mondo erano contrastanti e l’impresa era oggettivamente titanica.
Due trilogie cinematografiche più due serie animate su Netflix potevano rischiare di aver prosciugato ogni idea narrativa. Nel mentre che mi interrogavo e mi avvicinavo al momento della proiezione una domanda mi è balenata: forse si è osato troppo?
Scopriamolo insieme!

Benvenuti…. al Jurassic Park Park

Questa sarà, come da mia abitudine, una recensione senza spoiler perché ciascuno possa gustarsi il film senza la tentazione di scoprire prima cosa accadrà.
Partiamo dal primo pezzo del puzzle. Jurassic World – La Rinascita non è un film che porta con sé trame con complotti complessi, sviluppi da un continente all’altro (salvo gli spostamenti minimi ai fini narrativi), come ci avevano abituati negli ultimi film.
L’ambientazione torna ad essere un’isola, dove due gruppi di persone (ci torneremo) si ritrovano e dove affronteranno varie peripezie per sopravvivere. Se avrete l’impressione di avere un deja vous, non vi state sbagliando.
L’obiettivo è esattamente quello, con un tentativo di ritorno alle origini mai celato o nascosto ma anzi esaltato con l’orgoglio di chi è convinto di ciò che fa. Da questo punto di vista il risultato c’è tutto e per questo possiamo dire di essere tornati al Jurassic Park originale.
Niente tacchi ma solidi anfibi

Questo orgoglio di voler ritornare ai fasti del passato lo si può percepire anche in tante altre scelte.
La comicità è ovviamente presente ma lo fa sempre con rispetto, senza mai strafare o diventando pretenziosa (nessun effetto Thor per capirci) e questo mantiene anche un tono serio dall’inizio alla fine.
Interessante ed apprezzabile il tentativo, durante tutto il film, di dare un filone di veridicità agli eventi (ovviamente senza dimenticare in che saga siamo) tranne un po’ l’inizio che regala qualche scena dubbiosa, ma di corse sui tacchi con un T-Rex alle spalle non c’è traccia, se non altro.
La ritrovata serietà riesce a ricreare anche il contesto adatto per qualche riflessione sul ruolo dell’umanità al giorno d’oggi, portando quel pizzico di solennità che male non fa mai.
Il dopo Jurassic World: Dominion

Che si sarebbe tentato un ritorno alle origini era chiaro già dai vari trailer e le varie anticipazioni uscite nei mesi precedenti, ma una domanda che sembrava senza risposta era sul come si sarebbe incasellato questo film rispetto ai precedenti, senza parlare dei prodotti animati su Netflix.
La risposta è abbastanza immediata, e già dai primi minutaggi del film possiamo capire abbastanza agevolmente che gli eventi narrati in Jurassic World – La Rinascita sono totalmente “slegati” rispetto ai film precedenti ma ben ancorati nel mondo che si è creato, con anche qualche citazione dei personaggi precedenti (una in particolare ma sono certo la noterete immediatamente non appena verrà detta).
Tra tanti ibridi ne troveremo forse uno di troppo

Veniamo alle note dolenti che, va detto, non mancano e quindi vanno a spiegare i primissimi commenti contrastanti che erano emersi sui social.
Partiamo dall’elefante nella stanza: i personaggi.
Ovviamente non in tema di livello recitativo in quanto il cast è di primissimo livello, sia nei personaggi primari che in quelli secondari, ma nel loro approfondimento psicologico e “narrativo”. I tentativi ci sono stati e comunque una definizione globale è presente, ma risulta difficile sentirsi legati alle loro storie in quanto viene a mancare una loro caratterizzazione a tutto tondo.
Ciascuno di loro ha una storia personale che viene tratteggiata in maniera abbastanza chiara ma molto sbrigativa, con anche un rischio molto concreto di cadere in alcuni stereotipi. Alcune morti saranno più impattanti di altre, ma in generale quando finisce il film non ci si troverà certamente in una situazione stile Game of Thrones.
Il secondo elemento che ha dato da pensare è tutto legato alla trama.
Non tanto per la presenza dell’ennesima isola che fa porre alcuni interrogativi sul “Sito B” del film Jurassic Park: il Mondo Perduto, ma soprattutto per la scelta di mischiare due storie narrative tra di loro con alcuni passaggi un po’ forzati.
Questa scelta, tra l’altro, va a rendere ancora più difficile la possibilità di approfondire i personaggi in quanto il minutaggio totale va a dividersi sulle due storie narrative.
La sensazione finale è quella di assistere, in alcuni momenti, ad un ibrido tra Jurassic Park: il Mondo Perduto e Jurassic Park III di cui, forse, potevamo farne a meno.
Bentornati al Jurassic Park Park…ma non troppo

Jurassic World – La Rinascita è un prodotto di alto livello che troverà uno suo spazio nella saga giurassica più famosa della storia cinematografica.
Al di là delle varie critiche o dei momenti che entusiasmeranno (e ce ne sono parecchi), Jurassic World – La Rinascita ti accoglie a braccia aperte per farti tornare nel mondo dei Dinosauri. Probabilmente non riuscirà ad emozionare come Jurassic Park del 1993 ma è anche giusto così.
Inseguire successi ed effetti sul pubblico di più di 30 anni fa oltre ad essere anacronistico è ingiusto. Rimane che questa è una delle saghe più longeve della storia del cinema e che ha visto crescere un’intera generazione.
Quando il primo film uscì avevo 3 anni mentre oggi ne ho 35 compiuti. Alla fine, quando torni al Cinema e rivedi il T-Rex è un po’ come rivedere un vecchio amico d’infanzia e, questa emozione, è insostituibile.
Quindi, andate al Cinema con la consapevolezza che ritroverete un vecchio amico con i suoi acciacchi ed i suoi difetti, ma saprà farvi emozionare dall’inizio alla fine.
Jurassic World – La Rinascita è al cinema dal 2 Luglio.


