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NerdPool > Blog > Libri > LA PELLE DEL MONDO di Montag: recensione
Libri

LA PELLE DEL MONDO di Montag: recensione

Ilaria Derosa
20 Marzo 2025
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9 Min
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Il Saggiatore ci presenta la prima opera scritta dal collettivo Montag, composto da tre autori italiani. La pelle del mondo è un romanzo che esplora il confine labile tra natura e macchina, cercando di rispondere alla domanda che attanaglia da secoli l’umanità: può l’uomo superare la natura, modificandone il corso?

Trama

Tommaso Moreschi è un giovane ricercatore impegnato nello studio del funzionamento del corpo umano. La sua vita cambia drasticamente quando all’improvviso la sua mano destra cessa di funzionare. Il fatto che smetta di obbedirgli lo fa entrare talmente in crisi, che ogni movimento giornaliero diventa un’ossessione da ricordare e appuntare. Il trauma è forte ed è disposto a fare di tutto pur di ottenere nuovamente la sua mano funzionante. Il destino vuole che proprio in quel momento conosca Teresa, una scultrice che modella corpi, che lo introduce ad un gruppo di giovani studiosi, Il Circuito. Al centro dei loro studi vi è il miglioramento della razza umana attraverso l’utilizzo della tecnologia.

Le domande che si pongono sono semplici: chi avrebbe ricevuto i miglioramenti tecnologici e come si sarebbero dovuti diffondere nella popolazione? Ma soprattutto, è possibile dare accesso a questa miglioria a tutti?

Scrivere una nuova natura per riscrivere l’umano

Fin da subito si creano tre fazioni con altrettante idee differenti tra loro: la prima, sostenuta da Hans, prevede una diffusione elitaria. Per tanto, chi ne potrà usufruire, avrà il diritto di dominare sui restanti. Hans, soprattutto, è un fervente sostenitore di una divisione interna della specie umana. La seconda idea, affermata da Barbara e Vitaliano, vuole che il miglioramento della specie sia comunitario. Questa fazione spinge molto sull’eguaglianza tra tutti gli individui per l’accesso alle sostituzioni di pezzi di corpo con alternative tecnologiche. La terza, capitanata da Jakob, il fondatore del gruppo, è una via di mezzo tra le due: una prima diffusione elitaria permetterà, in un secondo momento, una diffusione collettiva. Proprio questa divisione porta ad una spaccatura interna e alla dissoluzione del gruppo.

Di fatti, da qui in avanti, diventeranno nemici fino allo scoppio di una guerra mondiale nella quale si combatteranno tra loro. In tutto ciò Tommaso, nonostante sia rimasto affascinato dal carisma di Jacob, è più attratto dalle idee elitarie di Hans.

La sua è una mania, che lo porterà a frequentare ospedali e laboratori, con l’obiettivo di ricostruire il suo corpo. Il fallimento dei trattamenti provocherà una dissoluzione del suo organismo, il tutto causato da quell’idea di perfezione che forse non vedrà mai la luce.

Ogni futuro portava alla sostituzione, di me, delle mie parti, pezzo per pezzo

Recensione

Nel corso dei secoli, molti studiosi si sono sempre domandati se vi è un modo per rallentare il deterioramento del corpo umano, evitando così la morte. C’è chi ha scritto saggi e chi ha provato a sfidare la natura, cercando di superarla. Gli estremisti hanno portato anche a credere all’esistenza di una razza umana superiore ad un’altra, che debba prelevare su quella ritenuta più debole e ignobile. Non deve essere più la natura a far selezione, ma l’uomo stesso. La tecnologia è uno dei tanti strumenti creato dall’uomo per provare a modificare il ciclo della vita.

Il Circuito è un gruppo di giovani menti brillanti che guarda alla tecnologia come ad una possibilità di miglioramento dell’uomo. Si possono creare alternative tecnologiche da sostituire a pezzi di corpo umano e, in questo modo, la pelle non si deteriora perché basta solo cambiare il pezzo con un altro. L’idea di partenza è affascinante ma, come in tutte le cose, si arriva ad un punto in cui si crea uno scontro etico sul come usare questo enorme potenziale. Hans rappresenta la parte del mondo elitaria e ricca, che pensa che le cose migliori possano essere solo di proprietà di pochi. Barbara e Vitaliano, invece, sono per la distribuzione equa delle risorse, per far in modo che tutti possano avere una possibilità di sopravvivenza. La guerra è inevitabile, che porterà il mondo a sfiorare una crisi globale più forte dei conflitti mondiali del secolo scorso.

Tra i due fuochi, c’è sempre qualcuno che non si esprime o non prende una posizione precisa. In questo caso, è il nostro protagonista Tommaso Moreschi. Lui rappresenta l’egoismo umano, in quanto il discorso gli interessa solo ed esclusivamente per affrontare il suo problema. La sua mano destra smette di funzionare come si deve e questo lo fa sentire agli estremi di un inetto. Non appena vi è la prima possibilità di poterla sostituire, inizia a sottoporsi ad una serie di interventi, che non si fermeranno alla mano. Per lui la malattia diventa un trauma ma anche una sfida: riparare, sostituire e migliorare. Gli interventi non vanno bene ma lui continua, in una lotta contro se stesso, senza voler accettare la realtà che il suo corpo rigetta quella tecnologia. Alla fine, vede la dissoluzione del suo corpo senza poter più intervenire, trascinandosi dagli eventi e rimuginando sul passato. Il cambiamento può essere una via di salvezza, ma anche un condanna inevitabile. La pelle del mondo è, come dice lo stesso Tommaso, viva e pulsante, ma allo stesso tempo vigliacca perché in cerca di protezione. La pelle che si può cambiare a capriccio, che si può coprire e mascherare, ma che alla fine rimane sempre pelle. Un po’ come gli esseri umani, che cambiano se stessi sperando di poter cambiare il mondo.

Le tematiche affrontate nel romanzo sono molto interessanti e drammaticamente attuali. Viviamo in una società tecnologica, in cui i miti dell’immortalità e della perfezione sono predominanti. Il problema che si riscontra nella lettura è il fatto che si nota molto che è stato scritto da tre persone diverse. La differenza stilistica e concettuale è impressionante: vi sono parti più concrete e altre più introspettive e filosofeggianti. Vi sono capitoli facilmente leggibili, come il resoconto di S.C.R.I.B.A., un computer che narra i fatti attraverso un archivio umano. Altre parti, invece, sono davvero arzigogolate e confusionali, come la descrizione dei pensieri di Tommaso. Probabilmente l’intento era quello di far percepire al lettore il conflitto interiore del personaggio, ma questo provoca a tratti l’illeggibilità del capitolo. Si nota comunque una cura precisa sia nella stesura che nella descrizione chiara e lineare dei personaggi, come solo la casa editrice Il Saggiatore sa fare con le sue pubblicazioni. Non è chiaro se questo sia solo il primo romanzo di una lunga serie o se rimarrà un esperimento. In tal caso, si denota l’originalità dell’idea, nonostante mostri una certa acerbità nel suo complesso.

Il libro lo potete trovare qui

Autore

Montag è un collettivo composto da Niccolò Monti, Lorenzo Rossi Mandatori e Luca Tognocchi, attivo tra Roma e Torino. Sfruttando la disseminazione concessa dalle piattaforme online, segue una tecnica di scrittura simultanea a distanza. Cura la serie «Conversazioni Collettive» per The Italian Review e ha pubblicato testi per Marvin, retabloid, Verde, Not, L’Indiscreto. La pelle del mondo è il suo primo romanzo.

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