Il 4 ottobre 1957, l’Unione Sovietica invia il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, lo Sputnik 1. Una grande vittoria per il governo russo sul nemico statunitense, che porta Krusciov a voler ripetere subito l’impresa con un altro lancio, magari stavolta con un essere vivente a bordo. Un mese dopo partirà infatti lo Sputnik 2 con a bordo la cagnolina Laika e, come ben sappiamo, l’operazione sarà un totale fallimento. Tuttavia, come accade spesso, per molto tempo la storia ufficiale non ha rivelato tutta la verità sulla vicenda. Nel 2007, Nick Abadzis con il suo fumetto Laika ha provato a rendere giustizia ai fatti, attraverso un racconto frutto di grande documentazione e che riesce a mescolare sapientemente realtà e finzione, riproposto in queste settimane da Tunué in una nuova edizione. Un’opera che ha vinto numerosi premi, compreso un Eisner Award, e di grande impatto, che è riuscita ad arrivare al cuore dei lettori e delle lettrici.

Gli interpreti di un’impresa impossibile
Sergej Pavlovich Korolev è il capo progettista che ha guidato il lancio dello Sputnik, arrivando a compiere un’impresa che mai avrebbe pensato possibile fino a qualche anno prima, quando era stato incarcerato per errore in un gulag e stava quasi per morire. Nelle difficoltà ha saputo resistere, ripetendosi in testa due frasi che lo guidano da sempre: “Sono un uomo del destino. Non morirò.” Portare una persona a camminare sulla luna è il sogno di una vita. Vuole quindi soddisfare il governo ed è convinto che solo realizzando il suo destino possa riuscire a superare il trauma del passato.

Tre anni prima del lancio, a Mosca la cagnetta di una famiglia povera dà alla luce sette cuccioli. Tra di loro c’è Kudryavka, una cagnolina bianca e marrone che decidono di affidare a un altro ragazzo. I genitori di questo sperano così di educarlo a prendersene cura, ma lui prova sin da subito un forte disprezzo verso l’animale, fino a provare a ucciderlo. Salvatasi quasi per miracolo, la cagnolina inizia a vivere in strada insieme a un altro cane randagio, fino ad arrivare nelle mani dell’aeronautica e di Yelena, tecnica di laboratorio e assistente per le sessioni di addestramento canine. Appena assunta, la ragazza non sa quale sia lo scopo preciso di queste esercitazioni e prova sin da subito grande affetto per i suoi cani, in particolare, proprio per la nuova arrivata. Forse fin troppo, visto che, come capirà presto e come le ripeteranno spesso i suoi superiori, è meglio non empatizzare con questi cuccioli. Il legame con Kudryavka (chiamata poi Laika per un motivo preciso) è molto forte e questo la porta a vivere un grande conflitto interiore, tra il suo senso del dovere in quanto addestratrice, e la volontà di salvarla da un destino scritto e, forse, drammatico che non vorrebbe farle vivere. Sentimenti simili a quelli provati dal Dr. Gazenko, ricercatore e supervisore del programma di addestramento, che dimostra un rapporto conflittuale con i suoi superiori, interessati solo a portare a termine la missione senza curarsi delle vite in gioco.
Tra realismo e finzione
Kudryavka è una cagnolina buona, che ha la sfortuna di trovarsi sempre in mezzo a situazioni difficili. Ha un grande spirito e forza d’animo e dimostra di saper resistere come e più di altre agli addestramenti. È una sopravvissuta che ha affrontato molte difficoltà, alle quali cerca di sfuggire anche tramite i sogni, che vediamo materializzarsi nella sua mente in alcune scene disegnate dall’autore con un’impostazione molto onirica. Lo stile scelto da Nick Abadzis per raccontare la storia è comunque realistico, e la stessa Laika viene ritratta come una normale cagnolina sia nell’aspetto che nel comportamento, tranne quando “interagisce” con Yelena, che ha instaurato con lei un rapporto talmente stretto che le sembra di sentirla parlare.

Le tavole sono ricche di vignette, spesso anche molto piccole per mettere in risalto alcuni aspetti della narrazione, come il volto dei personaggi, e la storia è scandita in maniera precisa, con l’indicazione del giorno in cui avviene ogni scena, quasi a voler fare di questo fumetto un documento storico dell’epoca. La documentazione precisa e dettagliata riportata nella bibliografia in fondo al volume, insieme alle parole dell’autore, è la dimostrazione del lavoro meticoloso svolto da Nick Abadzis per realizzare Laika. L’inserimento di qualche elemento di finzione, come il mescolare personaggi reali (es. Kolorev) ad altri ispirati a persone esistite (es. Yelena), ha permesso poi all’opera di risultare ancora più accessibile al vasto pubblico, facendo conoscere un evento storico senza annoiare e riuscendo a commuovere ed emozionare lettori e lettrici. Quella di Laika è la storia di una cagnolina che è stata una vittima inconsapevole della cupidigia umana ma anche pioniera del viaggio spaziale e di una nuova epoca, ed è sicuramente una vicenda che può insegnare tanto ancora oggi.


