Il giornalista e scrittore italiano Mauro Mazza ci presenta il suo ultimo romanzo, edito da Fazi Editore. Mostruosa Mente è un viaggio intricato nella mente di Magda Goebbels, moglie del Ministro della propaganda di Hitler, passata tristemente alla storia per aver sacrificato i suoi sei figli per seguire l’ideale nazista.

Trama
Berlino, 1945. Dopo sette lunghi anni, l’esercito tedesco è ormai allo sbando e l’Armata Rossa si trova ad un passo dal conquistare la capitale del Reich. Hitler sente che la fine è vicina e decide di rifugiarsi in un bunker sotto la cancelleria del Reich per sfuggire ai suoi nemici. Nel Führerbunker, oltre ad alcuni medici e componenti dell’amministrazione del governo, solo la famiglia del Ministro della propaganda Joseph Goebbels è ammessa. Magda, moglie di Goebbels, accoglie il suo destino e, da brava donna nazista, vi porta con sé anche i loro sei figli.
“Ora devo andare. Comincia il mio breve, ultimo viaggio. Tutt’attorno solo macerie e rovine, una successione di lapidi monche, ripetutamente violentate dalle bombe..”
In quell’ambiente chiuso e maleodorante, Magda ripercorre la storia della sua vita, partendo dal rapporto difficile con la madre, gli anni dell’adolescenza passati in un collegio femminile in Belgio e il suo primissimo matrimonio con un uomo di vent’anni più grande di lei. Si sofferma maggiormente sul suo incontro con Joseph Goebbels che le stravolge completamente l’esistenza: al momento del matrimonio, lei è perfettamente consapevole di sposare non solo lui, ma anche l’ideologia nazista e, soprattutto, Hitler. Il rapporto con il Führer è molto intimo e morboso, tanto da farla diventare la donna simbolo del regime, dalla quale tutti i cittadini devono prendere esempio. Per lui, Magda ha messo al mondo sei figli forti e sani, simbolo di forza e immortalità del Reich.
“Proprio ora, che ogni cosa sembra perduta, mi piacerebbe dare una spiegazione e trovare un senso alla parabola della mia vita”
Il 30 Aprile 1945, i russi si trovano ad un centinaio di metri dal bunker e Hitler decide che è arrivato il momento di farla finita. Intima Magda di mettersi in salvo insieme ai bambini, ma la donna rifiuta categoricamente, poiché le loro vite hanno una sola e onorevole conclusione.
Andando in rovina il suo ideale e con esso, tutto ciò che di bello e meraviglioso ha conosciuto nella sua vita, Magda accetta il suo destino di non voler vivere in un mondo dopo il Führer. Perciò, insieme al marito, prende una decisione drastica che segnerà per sempre il corso della storia. Come una Medea moderna, Magda compie il suo drammatico atto finale, rimanendo sempre fedele a Hitler, anche nella morte.
Recensione
Nel corso degli ultimi 80 anni, sui libri di storia si è parlato molto del gesto drastico e drammatico compiuto dai coniugi Goebbels a discapito dei loro sei figli innocenti. Sappiamo abbondantemente della vita e carriera di Joseph Goebbels, mentre su sua moglie Magda la storiografia si è concentrata meno. Per questo motivo l’autore Mauro Mazza ha cercato di darle voce, attraverso le pagine di questo libro che si presenta come un flusso di coscienza continuo di pensieri e parole. Il viaggio nella mente di Magda Goebbels è tortuoso e complesso, che ha come unico obiettivo quello di presentare Magda come donna, andando oltre alla perfetta immagine propagandistica che il Terzo Reich ha saputo costruire intorno a lei.
Johanna Maria Magdalena Rietschel, detta Magda, nasce a Berlino nel 1901. All’età di cinque anni viene mandata in un collegio vicino a Bruxelles, dove Magda dimostra subito di essere molto più intelligente rispetto alle altre scolare. Crescendo, Magda comprende che il suo obiettivo è quello di essere l’opposto della madre, con la quale ha un rapporto molto difficile: vuole essere ammirata e presa da modello dalle altre ragazze. A 17 anni, mentre sta tornando da scuola, Magda incontra Günther Quandt, un ricco industriale tedesco di 20 anni più grande di lei. Lui rappresenta la promessa di una vita diversa e migliore. Nel 1921 i due si sposano e, a Novembre dello stesso anno, nasce il loro figlio Harald. Ben presto la differenza d’età inizia a farsi sentire e Magda vive il matrimonio con frustrazione, tanto da portarla ad avere un flirt con il figliastro diciottenne Helmut. Il loro matrimonio finisce nel 1929, ma i due rimangono comunque in buoni rapporti. Nel 1930, su consiglio di un’amica, Magda partecipa ad un incontro del Partito Nazionalsocialista, guidato dall’austriaco Adolf Hitler. Lì viene ammaliata da uno degli oratori, il dottor Joseph Goebbels. Non è il classico bell’uomo, oltre che basso è pure zoppo, ma Magda rimane affascinata dal suo carisma e dalla sua potenza oratoria. Dopo poco Magda si iscrive al partito e inizia a lavorare come volontaria. Ben presto Goebbels la nota poiché è giovane, bella, indipendente, attraente ed intelligente. Joseph le fa una corte spietata e alla fine lei cede. Magda conosce poco dopo Hitler che da il benestare alla relazione e i due si sposano il 19 dicembre 1931 nella tenuta dell’ex marito Quandt nel Meclemburgo. Hitler è testimone di nozze dello sposo.
Mauro Mazza descrive Magda come una donna risoluta, la cui ambizione più grande è l’essere una persona dominante. Il potere le viene finalmente dato sia con il matrimonio con Goebbels che dall’amicizia con il Führer. Molto si è parlato del rapporto tra Magda e Hitler: alcuni affermano che i due provavano attrazione fisica e che il matrimonio con Goebbels fosse in realtà di copertura. Altri, invece, dicono che tra loro vi era solo un’amicizia intima e confidenziale. La fiducia e il rispetto che Hitler prova per Magda, lo spingono a presentarla al Reich come donna simbolo da seguire ed imitare. Magda è una donna forte, una moglie premurosa, una madre encomiabile, una patriota che ha un ruolo attivo nel partito, una consigliera affidabile e una confidente. Magda crede ciecamente in Hitler e gli da il merito di aver creato un Reich potente che possa durare oltre mille anni. L’autore avvalora entrambe le tesi e insinua una probabile relazione tra i due. Sicuramente Goebbels non è affatto contento del “triangolo amoroso” creatosi e ad infastidirlo maggiormente sono le attenzioni del capo su sua moglie. Questo mostra come Goebbels sia un uomo egocentrico e molto territoriale. La stima nei confronti del Führer è sincera, allo stesso tempo brama sempre più potere nelle sue mani. Il matrimonio di Magda e Joseph Goebbels fa da modello al regime, ma dietro i riflettori, la situazione è tutt’altro che rosea. I due si tradiscono ripetutamente e provano a divorziare. Hitler non concede la separazione perché una famiglia divorziata da il brutto esempio. Questo fa crescere in Goebbels ancora più gelosia nei confronti del loro rapporto.
“L’uomo dai due volti. É colui che ha segnato i miei ultimi quindici anni, gli ho dato sei figli e oltre ai momenti di gioia vissuti con lui, mi ha inflitto parecchio dolore. É l’uomo che ha insegnato a privilegiare i sentimenti estremi che abitano e camminano lungo il labile confine tra l’odio e l’amore, tra la vita e la morte, tra il paradiso e l’inferno..”
All’inizio della guerra, Magda partecipa attivamente alla macchina propagandistica organizzata dal marito, lavorando per la fabbrica di componenti elettronici Telefunken. Sia Magda che Goebbels ottengono vantaggi personali grazie al loro rapporto con Hitler, rimanendogli fedele e continuando a sostenerlo pubblicamente. In privato, invece, Magda esprime dei dubbi, specialmente dopo che la guerra inizia ad andare l’esatto opposto di come descritta. Dopo il suicidio di Hitler e la sconfitta certa della Germania, il 1º maggio 1945 Magda decide di compiere il suo piano malvagio: i suoi sei figli vengono storditi con la morfina ed uccisi con capsule di cianuro spezzate loro in bocca. Dopo la morte dei figli, Magda e Joseph Goebbels decidono di uscire dal Bunker e di uccidersi. Le testimonianze sono contrastanti: alcuni affermano che un soldato gli abbia sparato, altri dicono che Joseph abbia sparato prima alla moglie e poi a se stesso. I corpi dei coniugi Goebbels vengono cosparsi di benzina, parzialmente bruciati e lasciati insepolti. Il giorno successivo, l’Armata Rossa trova sia i loro corpi carbonizzati che quelli dei bambini e decide di seppellirli in un luogo segreto. Soltanto nell’aprile 1970 si è deciso di cremarli e spargere le loro ceneri nel fiume Elba.
Leggendo queste pagine, si ha l’impressione di essere di fronte ad una mente contorta, una “mostruosa mente” appunto, ma allo stesso tempo fredda e consapevole delle proprie scelte. Magda è orgogliosa di rappresentare l’ideale di donna nazista, poiché è moglie, madre, patriota e pronta a sacrificarsi in nome del bene comune. Questo le da potere e fa crescere in lei quell’ambizione e determinazione che la fanno arrivare ai vertici femminili del regime. La lucidità in cui descrive i motivi che la spingono ad uccidere i propri figli è agghiacciante e il lettore si interroga su come una donna possa trasformarsi all’improvviso in un’assassina. Sicuramente la propaganda dittatoriale è un meccanismo ben avviato, in cui le menti delle persone vengono plasmate e convinte che le decisioni prese siano per un bene comune supremo. Gli stessi coniugi Goebbels sanno cosa succede nei campi di concentramento, ma lo accettano senza farsi troppe domande. Il consenso continuo del popolo tedesco è dato dal magnetismo che Hitler suscita sulla folla urlante, che porta in molti a sentirsi attratti dalla politica nazista. La stessa Magda ne rimane folgorata e il suo è un amore talmente forte che non vede futuro roseo dopo la fine del Reich. Prima di morire, infatti, Magda scrive una lettere al figlio Harald, avuto dal primo marito e unico figlio sopravvissuto, e le parole che usa sono molto potenti:
Mio figlio adorato! Siamo nel Führerbunker già da sei giorni – papà, i tuoi sei fratellini e sorelline ed io – nell’intento di dare alle nostre vite nazionalsocialiste l’unica possibile onorevole conclusione… sappi che sono rimasta qui contro la volontà di papà, e che anche domenica scorsa il Führer voleva aiutarmi ad andarmene. Tu conosci tua madre – abbiamo lo stesso sangue – non ho avuto alcuna esitazione. Il nostro glorioso ideale è andato in rovina e con esso tutto ciò che di bello e meraviglioso ho conosciuto nella mia vita. Il mondo che verrà dopo il Führer e il nazionalsocialismo non è più degno di essere vissuto e quindi porterò i bambini con me, perché sono troppo buoni per la vita che li attenderebbe, e un Dio misericordioso mi capirà quando darò loro la salvezza… I bambini sono meravigliosi… mai una parola per lamentarsi o una lacrima. Le bombe scuotono il bunker. I bambini più grandi proteggono quelli più piccoli, la loro presenza è una benedizione e riescono a far sorridere il Führer di tanto in tanto. Possa Dio aiutarmi a trovare la forza di superare la prova finale e più difficile. Ci resta un solo obiettivo: la lealtà verso il Führer anche nella morte. Harald, mio caro figlio – voglio trasmetterti quello che ho imparato nella vita: sii leale! Leale verso te stesso, leale verso le persone e leale verso il tuo paese… Sii orgoglioso di noi e cerca di tenerci tra i ricordi più cari…
Queste poche parole ci mostrano il potere dell’ideologia su una mente umana, che è disposta a sacrificare tutto pur di non tradire il proprio amore malato per colui che descrive come salvatore della Patria.
In Conclusione
Mostruosa mente è una lettura complessa che pone il lettore di fronte alla malvagità dell’essere umano. Il flusso di coscienza utilizzato per raccontare i fatti, privo di punteggiatura, non permette alcuna pausa di riflessione, catapultando il lettore in un vortice claustrofobico. La lettura risulta all’inizio difficoltosa, man mano che si prosegue ci si abitua al suo stile, come se ormai non si avesse più scampo dal monologo interiore della protagonista. Nonostante la trascrizione dei suoi pensieri sia immaginaria, la figura di Magda Goebbels è accurata, mostrando uno studio approfondito dell’autore sul personaggio. I protagonisti descritti sono alquanto contorti, evidenziando come il credere in un’ideale possa condizionare l’intera nazione. Storia e intimità s’intrecciano, raccontandoci non solo la vita personale della protagonista, ma anche la nascita e la caduta del regime nazista, che ancora oggi ahimè affascina alcune menti impoverite dell’uomo contemporaneo. Una riflessione sulla complessità umana e sulla sua fragilità di cui avevano dannatamente bisogno.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Mauro Mazza (Roma, 18 agosto 1955) è un giornalista e scrittore italiano. Nei primi anni di carriera ha lavorato per il Secolo d’Italia e per l’agenzia Adnkronos. Entra in Rai nel 1990, lavorando per tre anni al GR1 e passando poi al TG1 conducendone l’edizione della notte dal 1995 al 2001. Rimane al TG1 fino all’aprile 2002, quando viene nominato direttore del TG2 prendendo il posto di Clemente Mimun. Mazza mantiene l’incarico fino al 27 maggio 2009, quando viene nominato direttore di Rai 1, la rete ammiraglia della televisione pubblica italiana. Durante la sua direzione, Mazza apporta innovazioni significative al palinsesto, come la scelta di Antonella Clerici per il Festival di Sanremo 2010 e la creazione di nuovi format di successo. Non mancano però le polemiche, come le critiche rivolte ad alcune trasmissioni televisive. Nel 2012, dopo la controversa presenza di Adriano Celentano al Festival di Sanremo, la sua posizione in Rai viene messa in discussione e viene rimosso definitivamente dall’incarico nel 2014, episodio che lo porta a presentare ricorso per demansionamento.
Mazza non ha abbandonato il mondo della comunicazione: conduce su Radio 1 la trasmissione Ognuno con il suo viaggio e si dedica alla scrittura di saggi e romanzi. Tra le sue opere più note figurano L’albero del mondo e Vent’anni e una notte, scritto con Adolfo Urso, oltre a diversi saggi sulla politica e sulla storia della televisione italiana. Mostruosa mente è la sua terza pubblicazione con la casa editrice Fazi editore, dopo L’albero del mondo e Il destino del Papa russo.



