È uscito da pochi giorni per Gigaciao Tutti possono disegnare (pure te), la nuova opera di Francesca “Fraffrog” Presentini, che si propone di essere un manuale di disegno adatto a un pubblico di tutte le età. Illustratrice, fumettista, animatrice, youtuber, chi conosce Fraffrog da anni sa benissimo quanto lei ami sperimentare e questo nuovo volume non fa eccezione. Abbiamo avuto l’occasione di fare una breve chiacchierata con l’autrice, che ringraziamo ancora, e vi lasciamo qui sotto l’intervista completa.

Ciao Francesca, benvenuta su NerdPool. È appena uscito il tuo nuovo libro per Gigaciao, Tutti possono disegnare (pure te), ma tu come hai iniziato a disegnare?
Ho iniziato da piccola copiando le cose che mi piacevano, per lo più fumetti Disney. C’è stato un periodo in cui volevo disegnare per Topolino, ma quando ho provato a realizzare una storia completamente inventata da me, già dopo una sola pagina ho cominciato a pensare che fosse impossibile…ma come mi era venuto in mente! Comunque, credo che all’inizio fosse per lo più Disney e Pokémon.
C’è stato nel corso della tua carriera un manuale o un libro che ti ha aiutato, come vorrebbe fare il tuo?
Ce ne sono stati vari. Ad esempio, per quanto riguarda il chiaroscuro, ho letto Civardi (Il chiaroscuro), che era interessantissimo. Invece, quello che mi ha proprio avviato al mondo dei manuali è Disegnare con la parte destra del cervello di Betty Edwards, che è un manuale estremamente pop e popolare, quindi magari non per quelli che vogliono disegnare in modo iper specifico, imparando chissà quale tecnica, ma che fornisce un approccio basilare al disegno, con tanti esercizi interessanti, basati su un fondamento scientifico un po’ dubbio, ma che funzionano molto bene.
Mi viene in mente anche Jake Spicer, ma in generale ormai su internet trovi veramente qualunque cosa, anche riguardo tecniche molto diverse. Alcune le ho citate all’interno dei miei libri, come nel caso di Andrew Loomis, che ha creato le regole per la struttura della testa e non solo.

Il tuo libro non vuole essere il classico manuale di disegno, ma lo hai definito “un ibrido tra guida, fumetto, gioco e laboratorio”. Come hai sviluppato la struttura di Tutti possono disegnare (pure te)?
Ho pensato di partire con un’introduzione a fumetti, per poi alternare parti più di spiegazione, con altre più narrative, cercando di renderle inerenti. Magari c’è un’introduzione a fumetti sul chiaroscuro e poi qualche spiegazione più dettagliata su come applicarlo, poi di nuovo c’è una storiella sull’anatomia, seguita da un approfondimento su come disegnare il corpo, partendo dalle forme base. Quindi, c’è sempre un’alternanza di narrazione e guida.
Rispetto a una storia a fumetti più classica, hai trovato delle difficoltà maggiori nel lavorare a questo volume?
Credo di non aver incontrato particolari difficoltà perché nel mio caso è molto più difficile rimanere soltanto sull’espressività del fumetto. Sono abituata su YouTube, dove in pratica puoi veramente alternare parole, immagini, storie, narrazioni, poi interrompere e ricominciare da capo. Per me è molto più difficile avere una certa linearità, e forse è per questo che mi ritrovo sempre a fare contenuti che sono un po’ ibridi, un po’ strani.

In effetti, sia dai libri che dai tuoi video, è evidente quanto ti piaccia sperimentare. C’è qualcosa che non hai ancora fatto e che ti piacerebbe realizzare in futuro?
Allora, ce ne sono varie di cose, ma se dovessi dirne così al volo, mi piacerebbe molto fare una grafica di giochi da tavolo e un set di action figure.
Tutti possono disegnare (pure te) è pubblicato da Gigaciao, casa editrice che hai fondato circa tre anni fa insieme a Dado, Sio e Giacomo Bevilacqua. Che cosa ti ha insegnato questa esperienza finora? Puoi anticiparci qualcosa sui progetti futuri di Gigaciao?
Posso dire che all’inizio avevo veramente una visione dell’editoria limitata, solo come autrice, quindi riuscivo a immaginarmi come potevano essere alcune dinamiche, e come avrei voluto che fossero, però tutta la parte più specifica di un editore, dai contratti alla distribuzione e così via, era per me aliena. In questi tre anni ho imparato tantissimo, è stato proprio come un tuffo nel vuoto, in un certo senso, però allo stesso tempo è arrivato tutto insieme, quindi abbiamo dovuto tenere il passo velocemente.
Riguardo il futuro, devo dire che lo stiamo un pochino plasmando sulla base di quello che vediamo essere non dico più funzionante ma più calzante per noi, quindi quello che ci sentiamo anche più a nostro agio a fare e che ci piace effettivamente fare. Ad esempio, visto che ci piace pubblicare autori esteri, abbiamo in mente di continuare a pubblicare autori esteri, cercando di avere almeno un’uscita all’anno.
Ci teniamo anche molto a valorizzare nuovi autori, quindi cercheremo di dare abbastanza spazio ogni anno a degli autori che non siamo noi. Siamo partiti finanziando principalmente la casa editrice grazie alle nostre opere, ma il piano non è quello, noi vogliamo essere editori veri e propri. Un’ultima cosa che ci è piaciuta molto fare e che vorremmo continuare a riproporre è valorizzare le icone del fumetto italiano, come abbiamo fatto per Lupo Alberto. Non lasciare che siano soltanto cose per gli appassionati, ma cercare di portarle anche alle nuove generazioni.


