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FumettiInterviste

NerdPool incontra Mirka Andolfo

Marianna Rainolter
23 Gennaio 2025
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11 Min
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Un artista italiana amata in tutto il mondo e che riesce a sorprenderci ad ogni nuova uscita. Parliamo ovviamente di Mirka Andolfo che dopo il grande successo di Sweet Paprika, sempre per Edizioni Star Comics è iniziata una nuova trilogia, Blasfamous dove le popstar sono letteralmente divinità, ma non mancano luci ed ombre… In occasione dello scorso Cartoomics a Milano abbiamo potuto parlare con Mirka di questa sua nuova opera e dei diversi temi che affronta. Continuate a leggere per scoprire quello che ci ha raccontato.

Ciao Mirka, ben ritrovata su NerdPool, per noi è sempre un piacere parlare con te!

Grazie, anche per me! 

Angeli e demoni, inferno e paradiso, da Sacro/Profano passando per Sweet Paprika, fino ad arrivare alla tua ultima uscita Blasfamous, sembra che tu non possa fare a meno di questi temi, sempre presenti nella tua produzione. Cosa ti affascina così tanto da rendere questo mondo protagonista delle tue opere?

Mi affascina molto a livello mitologico, da sempre mi piacciono le figure degli angeli e dei diavoli, non saprei dire proprio bene perché, sono sincera. Inoltre, mi piace soprattutto giocare con il contrasto e ritrarre diavoli che sono un po’ goffi, oppure che addirittura sono buoni, e fare poi l’opposto con gli angeli. Questa cosa mi ha sempre affascinato anche perché mi piace ingannare le aspettative del lettore. 

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Pensando a una superstar, il design di Clelia non è quello conforme agli standard del mondo dell’intrattenimento, anche se in linea con altri tuoi personaggi che non corrispondono a standard canonici di bellezza. Da dove hai preso ispirazione per il personaggio di Clelia?

Per Clelia c’è una cantante dalla quale ho preso ispirazione, ma secondo me se lo dico la prima cosa che potreste pensare è: “Ma… ma… ma dove???”, ovvero Lady Gaga, non tanto a livello fisico ma a livello di popstar. Ma soprattutto c’è un altro personaggio, che si scopre alla fine del primo volume, che è ancora di più Lady Gaga. Quindi a livello di modello e di personaggi famosi, assolutamente mi sono ispirata a Lady Gaga, mentre a livello fisico in realtà non mi sono ispirata a nessuno, volevo semplicemente fare un personaggio che non apparisse come la solita popstar idealizzata. Alla fine per me il fatto che sia un personaggio diverso a livello estetico rispetto ai canoni estetici delle popstar, di come appaiono solitamente, è il suo punto di forza: volevo dimostrare che anche una persona in carne può essere sicura di sé, che non ha niente di meno o da invidiare ad altre dive. Volevo rappresentare questa cosa. Clelia inoltre non parla mai del suo aspetto fisico perché lei è super-fiera e non vede problemi, non ci sono problemi e così dovrebbe essere sempre. 

Infatti i diversi personaggi di Blasfamous non si fanno problemi rispetto all’aspetto fisico di Clelia.

Non volevo che fosse così, vorrei anzi che fosse normalizzata questa cosa. Ci possono stare protagoniste femminili, ma non solo femminili, anche sovrappeso, senza per forza che tutto sia trasformato nel focus della storia, che il loro peso sia il centro della storia. La storia è incentrata su altre cose: semplicemente lei è una bellissima donna, che è fatta così e si piace, lei è bella e tutti la percepiscono così. Era quello il mio obiettivo e la storia non ruota attorno a questo (il suo peso). 

Nel primo volume di Blasfamous vediamo Clelia alle prese con una vera e propria crisi, non solo autoriale, ma soprattutto personale. Quanto sarà importante il lato psicologico nel proseguire della vicenda?

Sarà molto importante, perché Clelia praticamente per tutta la vita ha raccontato una bugia, lei vive una grande bugia. C’è un mistero dietro la chiesa per cui lavora che non svelo, ma praticamente lei non è come sembra e per lei vivere con questa bugia significa rinunciare alla vera se stessa. Questo ad un certo punto le ha creato una crisi, ha creato un conflitto con se stessa. Lei doveva vivere tra l’ossessione di farsi amare ed essere accettata dai suoi fan e followers, e il voler essere quello che è, che le piace. Questa cosa fa partire tutta la storia, quindi ci saranno degli sviluppi molto importanti nei prossimi volumi e vedremo come lei riesce a ritrovare se stessa.

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Infatti vediamo che nella storia ci sono maschere e finzioni, verità e bugie, capaci di plasmare la visione popolare. E toviamo anche una cosa comune di questi tempi, l’idolatrare personaggi famosi in maniera estrema considerandoli quasi delle divinità. Qual è il tuo pensiero su questi temi attualissimi nella nostra realtà?

Assolutamente. Secondo me a causa dei social ma non solo, anche di tutto il mondo della televisione e dell’entertaiment in generale, i vip sono diventati dei veri e propri santi, delle divinità, tanto che spesso ci scordiamo che sono degli esseri umani anche loro. Per esempio Clelia appare ai suoi fan come perfetta e buona in una maniera che lei non è così veramente; lei non ha niente di santo in realtà e si scopre anche in maniera letterale. E io assolutamente volevo giocare su questa cosa, che alla fin fine tendiamo a dare troppo peso all’apparenza in generale e questo succede ancora di più con personaggi famosi.

In Blasfamous anche la musica ha un ruolo importante. Sei solita ascoltare musica mentre lavori e, se sì, cosa hai ascoltato in particolare durante la lavorazione di questo fumetto?

Assolutamente, mi piace molto la musica e la ascolto mentre lavoro. Per Blasfamous ho ascoltato Lady Gaga che mi è sempre piaciuta come artista, ma non solo lei. Ho ascoltato anche i Ghost, sono una band che mi ha molto ispirata in tutta la creazione di questo fumetto a dire il vero.

Ultimamente ti è capitato di dedicarti alla sceneggiatura collaborando con diversi artisti ad esempio per le storie extra di Sweet Paprika o il sequel di Contronatura. Ti piace l’esperienza di lavorare in team o preferisci essere autrice unica? E c’è qualche artista o sceneggiatore con il quale vorresti lavorare in futuro?

Ammetto che amo lavorare con altri artisti e sceneggiatori, mi piace tantissimo anche perché ogni volta che lo faccio imparo qualcosa di nuovo. Collaborare con altre persone mi aiuta a rivedere meglio il mio lavoro, vedere i miei difetti, cercare compromessi, quindi è una cosa molto istruttiva da fare. Però devo ammettere che a livello personale, mi piace ancora fare tutto io, scrivere e disegnare, per un motivo molto semplice, non perché appunto mi piaccia lavorare con altri. Quando lavoro come autrice unica il progetto viene esattamente come voglio io, come me lo sono immaginato, ed è una cosa che per certi versi è limitante quando si lavora in team. Certo, è bello quando lavori con un’altra persona e questa persona tira fuori qualcosa dal progetto che non ti aspettavi, però allo stesso tempo per me fare fumetti è il mio modo preferito di esprimermi e mi piacerebbe continuare a farlo come autrice completa. Di autori con i quali mi piacerebbe lavorare me ne vengono in mente tantissimi e tutti bravissimi, non saprei chi citare.

Blasfamous è parte del catalogo editoriale di DSTLRY che Star Comics pubblicherà in Italia e di cui sei una dei fondatori. Ci puoi dire qualcosa su questo progetto, come sei entrata a farne parte e come sta andando secondo te questa collaborazione? 

Si tratta di un’sperienza nuovissima per me. Sono entrata in questo progetto grazie a Chip (Mosher) e David (Steinberger) che sono i veri fondatori dell’etichetta. Loro hanno coinvolto me e altri autori per diventare Founders. Nasce con l’intento di creare un’etichetta nostra in modo da poter sperimentare e non porci alcun limite. Anche Blasfamous per me è una storia molto particolare, come anche la prossima che sto già facendo e che penso uscirà l’anno prossimo. Quindi per me DSTLRY è un modo e una scusa di sperimentare, vogliamo fare cose nuove anche un po’ sopra le righe. Alla fine per me è uno stimolo molto bello.

Blasfamous si concluderà in tre volumi. Puoi anticiparci qualcosa su come proseguirà la storia di Clelia? 

Come sempre io ci tengo alla crescita del personaggio principale, e non solo del personaggio principale. Clelia imparerà ad esprimersi come lei desidera e non solo come gli altri si aspettano da lei, ma questo ovviamente avrà un prezzo da pagare e sarà anche molto alto…

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DiMarianna Rainolter
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In costante over-booking di letture. Blogger per caso su Bookmarks are Reader's Best Friends; fanatica di anime e manga (sportivi e BL, ma non solo), collezionatrice seriale di segnalibri. Legge in silenzio, ma scrive con musica K-pop a palla perché la aiuta a sentirsi ispirata
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