People We Meet on Vacation è un romanzo di Emily Henry, pubblicato nel 2021 e diventato rapidamente uno dei titoli più amati del romance contemporaneo. La storia racconta il legame tra Poppy e Alex, due amici molto diversi tra loro che, nel corso degli anni, condividono una tradizione fatta di viaggi, vacanze e sentimenti mai del tutto dichiarati, muovendosi costantemente sul confine tra amicizia e amore.

Il film tratto dal romanzo è uscito su Netflix, portando sullo schermo una delle storie più iconiche dell’autrice. I protagonisti sono Emily Bader e Tom Blyth, chiamati a dare volto a una relazione costruita su attese, non detti e una tensione romantica che nel libro si sviluppava lentamente, pagina dopo pagina.

Dal libro al film: cosa cambia quando una storia d’amore diventa cinema
Con l’uscita del film, People We Meet on Vacation compie il passo più delicato: trasformare una delle storie romance più amate degli ultimi anni in un racconto pensato per il grande pubblico. Il romanzo di Emily Henry è diventato un punto di riferimento proprio perché racconta l’amore con lentezza, lasciando spazio all’attesa, ai silenzi e a quella sensazione di nostalgia che accompagna i legami più importanti. Il film si muove su questo terreno con rispetto, ma non senza qualche compromesso.
Al centro restano Poppy e Alex, due amici legati da anni di viaggi condivisi e sentimenti mai del tutto chiariti. La loro relazione, nel libro, cresce attraverso piccoli momenti e continue esitazioni; sullo schermo, questa dinamica deve necessariamente trovare un ritmo diverso. Il film sceglie di rendere più esplicite alcune emozioni, puntando sulla chimica tra i protagonisti per mantenere viva la tensione romantica. Ed è proprio qui che l’adattamento gioca la sua partita più importante.
La chimica funziona, ed è uno degli elementi più apprezzati anche da chi conosce bene il romanzo. Poppy conserva la sua energia disordinata e il suo bisogno costante di movimento, mentre Alex rimane una presenza più stabile e riflessiva. Il contrasto tra i due è chiaro fin da subito e permette al film di costruire una relazione credibile, anche quando accelera passaggi che sulla pagina avevano più spazio per respirare.
Ciò che inevitabilmente cambia è il modo in cui vengono gestiti i tempi emotivi. La struttura frammentata del libro, che alternava passato e presente per mostrare l’evoluzione del rapporto, nel film appare più lineare e meno insistita. Questo rende la storia più accessibile, ma riduce leggermente quella sensazione di lento accumulo emotivo che aveva reso il romanzo così coinvolgente. Alcune scelte narrative e di ambientazione, diverse rispetto al testo originale, hanno diviso i lettori, ma non compromettono la coerenza generale del racconto.
Il tema del viaggio, centrale nel libro, resta uno dei punti di forza anche nella versione cinematografica. Le location diventano parte integrante della storia, non solo come sfondo romantico, ma come tappe di un percorso personale e sentimentale. Il rischio di trasformarle in semplici cartoline è evitato, anche se il film tende a privilegiare l’impatto visivo rispetto alla dimensione più intima della narrazione.
Nel complesso, People We Meet on Vacation funziona come rom-com contemporanea: è piacevole, emotivamente coinvolgente e fedele allo spirito della storia originale, pur scegliendo una strada più diretta. Non restituisce tutte le sfumature del libro, ma riesce comunque a raccontare una relazione fatta di tempo, di errori e di occasioni mancate, elementi che continuano a parlare a chi ama questo tipo di storie.
Più che chiedersi se il film sia all’altezza del romanzo, forse la domanda giusta è un’altra: riesce a far sentire lo spettatore parte di quel legame imperfetto e profondamente umano? Per molti, la risposta sembra essere sì.




