Il regalo di Natale di Netflix è arrivato puntuale il 25 dicembre con il rilascio del Volume 2 di Stranger Things 5, portando la gang di Hawkins a un passo dallo scontro finale. Ma mentre l’hype è alle stelle in attesa del gran finale previsto per il 31 dicembre, gli spettatori più attenti (e dotati di un occhio di falco non indifferente) hanno intercettato un errore di produzione che sta già facendo il giro del web. Un dettaglio che ha fatto scattare immediati paragoni con i pasticci tecnici dell’ultima stagione di Game of Thrones.
In breve
- Il fatto: I fan hanno notato un anacronismo nel guardaroba di un personaggio chiave nel Volume 2 della stagione 5.
- Il dettaglio: Un capo d’abbigliamento sportivo di un brand nato quasi 10 anni dopo gli eventi della serie.
- Il paragone: L’errore ricorda la famigerata tazza di caffè dimenticata sul set di Game of Thrones.
- Il clima: Cresce l’ansia per il finale del 31 dicembre, con il cast preoccupato per la ricezione dell’epilogo.
Il “Fail” del guardaroba: Holly Wheeler viaggia nel tempo?
L’errore, segnalato inizialmente dall’account X (ex Twitter) Today Years Old, riguarda una sequenza molto intensa in cui Holly Wheeler cerca di liberarsi dal bozzolo di Vecna. In questo frangente, la sorella minore di Mike indossa chiaramente un capo Under Armour.
Il problema matematico è evidente: Stranger Things 5 si svolge nel 1987. Under Armour è stata fondata da Kevin Plank nel 1996. A meno che Holly non abbia acquisito poteri di viaggio nel tempo superiori a quelli del Sottosopra, quella maglietta non dovrebbe esistere.
La sindrome di Game of Thrones
È impossibile non notare il parallelismo con l’ormai leggendaria tazza di caffè dimenticata a Grande Inverno nell’ottava stagione di Game of Thrones, o la bottiglietta d’acqua spuntata nel finale della serie HBO. Anche se l’errore dei Duffer Brothers è meno palese di uno Starbucks in un castello medievale, l’effetto “rottura della quarta parete” è lo stesso.
La preoccupazione è palpabile. Finn Wolfhard ha recentemente dichiarato a TIME che il cast teme che lo show possa venire “fatto a pezzi” dalla critica e dai fan proprio come successe al finale della serie tratta dai libri di Martin. Anche se un errore di costumi non pregiudica la scrittura, in un prodotto che ha fatto della fedeltà agli anni ’80 il suo marchio di fabbrica, scivoloni del genere pesano.
Verso il finale del 31 Dicembre
Mentre aspettiamo l’ultimo atto il 31 dicembre, resta da vedere se questo sarà l’unico scivolone o se la post-produzione riuscirà a correggere il tiro in corsa (come spesso accade nelle release digitali). Per ora, questo piccolo “glitch” nel Matrix anni ’80 ci ricorda che anche le produzioni più faraoniche sono fatte da esseri umani.

