Supergirl è molto più di un semplice sostituto di Guardiani della Galassia. È facile capire perché alcuni spettatori la vedano in questo modo: il tono e lo stile richiamano decisamente l’atmosfera dei «Guardiani», e la trama ruota attorno a un animale in pericolo – in questo caso, Krypto, il cane di Supergirl. Tuttavia, in un’intervista esclusiva per il sito d’intrattenimento ComicBook, la produttrice esecutiva Chantal Nong Vo ha sottolineato che questo film offre molto di più.
Secondo la produttrice esecutiva, il film deve molto praticamente a ogni franchise di fantascienza ambientato nello spazio della storia.
“Craig [Gillespie] ha una visione molto fantascientifica. Alcuni diranno Guardiani, altri diranno Dune. Penso che ci siano elementi di entrambi e, ovviamente, c’è Star Wars. Si vuole davvero cercare di essere unici”.
Ha spiegato Nong Vo. A suo avviso, l’elemento unico risiede nell’equilibrio tra «alcuni temi pesanti [e] tanta emozione» e l’«umorismo eccentrico» di Gillespie.
“Supergirl” sembra un film di supereroi davvero divertente
Il pubblico sta iniziando a farsi un’idea sempre più chiara di Supergirl, grazie al primo incontro tra Kara Zor-El e Superman svelato in una recente clip. Sebbene il film abbia un’atmosfera che ricorda un po’ quella post-Guardiani, è chiaro che in realtà offre molto di più. Tratto dall’epica serie Woman of Tomorrow di Tom King e Bilquis Evely, promette di essere un’approfondita esplorazione del trauma e del lutto. Krypto è molto più che l’animale domestico di Kara, o anche solo il suo migliore amico; il cane rappresenta tutto ciò che lei ha perso dopo la distruzione del suo pianeta natale, il che significa che la posta in gioco non potrebbe essere più alta per Supergirl.
È facile capire perché Chantal Nong Vo ritenga che questa storia necessiti di un mix deliberato di emozione e umorismo, semplicemente per evitare che la narrazione diventi opprimente. Il finale di Superman ha confermato che Kara non sta bene, sta lottando per affrontare il trauma e Kal-El sta cercando di aiutarla. Questa è la premessa perfetta per un approfondimento del personaggio, che si spera dia inizio al percorso di guarigione di Kara, ma che sicuramente lo lascerà incompiuto. Il potenziale narrativo qui è assolutamente fenomenale.
I paragoni con Guardiani della Galassia sono forse inevitabili, ma colpisce quanto sia diverso l’approccio del DCU. Questo è il secondo film dell’universo cinematografico DC, e già si sta espandendo oltre i confini terrestri verso la galassia (o, forse, le galassie). Il contrasto con il MCU è evidente; lì, ci sono voluti sei anni prima che Marvel decidesse di correre una scommessa del genere. Si spera che Supergirl contribuisca a definire l’estetica cosmica della DCU, preparandoci a future avventure su scala simile. Il Lobo di Jason Momoa sarà sicuramente un personaggio di spicco, e senza dubbio ha molte avventure davanti a sé.
Charlie Horwood, supervisore degli oggetti di scena, ha approfondito questo punto.
“Abbiamo avuto piena libertà creativa per fare ciò che volevamo. Ci sono molti film di Star Wars e molti vecchi film DC a cui puoi guardare, ma poi ci metti il tuo piccolo tocco personale, pur mantenendo l’essenza.”
Queste sono state le parole di Horwood. Aspettatevi versioni spaziali dei fucili mitragliatori, mentre altre idee del mondo reale hanno contribuito a dare corpo alle culture aliene. Egli ha inoltre ricordato
«Per la spada di Ruthye, ci siamo ispirati al modo afgano di fabbricare armi con filigrana dorata. E poi, per le armi dei Briganti, c’è stata una forte influenza vichinga e del cuoio»
Tutta questa attenzione ai dettagli, si spera, renderà ogni mondo e ogni cultura unici.


