Capire la continuità narrativa in un universo cinematografico condiviso è molto più complicato di quanto sembri. Basti pensare a quanto accaduto con gli X-Men della Fox: nonostante i tentativi di ripartire da zero, si sono comunque create sovrapposizioni di personaggi e incongruenze nella trama. Per evitare questi errori, i Marvel Studios hanno sempre avuto una figura centrale – Kevin Feige – incaricata di mantenere coerenza tra i progetti. James Gunn, che un tempo ha fatto parte di quella macchina ben oliata, sembra però aver scelto una strada diversa per il nuovo DC Universe (DCU).
Un nuovo Superman in un mondo già pieno di eroi
Il primo film del DCU, intitolato semplicemente Superman, evita di raccontare l’ennesima storia sulle origini dell’eroe, introducendo invece Clark Kent in un mondo dove i supereroi – o metahumans – sono già noti da tempo. Tuttavia, il film non presenta solo volti nuovi: Gunn ha infatti deciso di riprendere alcuni personaggi delle sue precedenti produzioni DC.
Ma se da un lato questi richiami sembrano coerenti, a guardar bene emergono alcune discrepanze piuttosto rilevanti.
Gunn integra i suoi vecchi personaggi… con qualche contraddizione
All’inizio del film, una sequenza introduttiva (il classico “opening crawl”) racconta brevemente la storia di Superman: dal suo arrivo sulla Terra ai suoi primi anni da eroe. Viene anche rivelato che, poco prima degli eventi narrati, l’Uomo d’Acciaio ha subito la sua prima sconfitta contro un nemico chiamato Martello di Boravia. Dopo tre anni di imbattibilità, è un colpo duro, ma Superman si riscatta rapidamente, scoprendo che il suo avversario era in realtà un clone creato da Lex Luthor.
Nel corso del film, però, Lex mette in discussione l’immagine pubblica dell’eroe rivelando al mondo il messaggio inviato dai suoi genitori biologici, Jor-El e Lara Lor-Van. Tra i critici più feroci di Superman troviamo Christopher Smith, alias Peacemaker (interpretato da John Cena), già visto in The Suicide Squad e nella serie HBO Peacemaker.
E qui iniziano i problemi: Peacemaker aveva già interagito con la versione di Superman interpretata da Henry Cavill, eppure ora si ritrova nello stesso universo del nuovo Clark Kent interpretato da David Corenswet. Gunn ha promesso che la seconda stagione di Peacemaker chiarirà questi salti temporali e dimensionali… ma la questione è più complessa di quanto sembri.
Il grande buco di continuità: Bloodsport ha già sconfitto Superman

Una delle incongruenze più grosse riguarda Robert DuBois, meglio noto come Bloodsport (visto in The Suicide Squad), che – come noto – aveva sparato a Superman con un proiettile al kryptonite, mandandolo in ospedale. Questo evento viene citato più volte nel film del 2021, e rappresentava una parte importante del background del personaggio.
Ora, secondo il nuovo film, la sconfitta contro il Martello d Boravia sarebbe la prima vera perdita subita da Superman… ignorando completamente quanto fatto da Bloodsport. Questo crea una contraddizione diretta, specialmente perché Creature Commandos (la serie animata DCU) include ancora Rick Flag Sr., il padre del personaggio ucciso proprio da Peacemaker in The Suicide Squad, suggerendo che quegli eventi siano ancora canonici.
Un inizio confuso per il nuovo DCU?
Anche se Bloodsport dovesse tornare in futuro per affrontare Corenswet/Superman, la confusione resterebbe. Sarebbe stato forse più sensato, da parte di Gunn, definire lo scontro con Bloodsport come la prima sconfitta, e quella con Hammer come la seconda.
Così com’è, l’universo DC rischia di iniziare con la stessa confusione narrativa che ha compromesso le saghe passate degli X-Men, più che con la coerenza tipica dell’MCU.
Superman è ora nei cinema.
E voi, cosa ne pensate? Ha senso che Peacemaker sia ancora in scena? E come dovrebbe giustificarsi Rick Flag Sr. se The Suicide Squad “non è mai accaduto”?
