Uno degli ideatori più grotteschi del panorama televisivo moderno torna con un nuovo (e ambizioso) prodotto per Disney+: The Beauty (2026). La serie, ispirata alla graphic novel di Jeremy Haun e Jason Hurley, parla di un’indagine della polizia che vede coinvolti una serie di omicidi (e autoimplosioni) a seguito della contrazione di un nuovo virus virale che rende le persone esteticamente attraenti. Nel cast, troviamo un’affiatata coppia di protagonisti formata da Evan Peters e Rebecca Hall, assieme a Ashton Kutcher, Anthony Ramos, Jeremy Pope e Isabella Rossellini.
La trama di The Beauty
Cosa succederebbe se scoprissimo l’esistenza di una malattia sessualmente trasmissibile capace di rendere chiunque irresistibilmente bello, ma con effetti potenzialmente mortali? Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen e Jordan Bennett vengono inviati a Parigi per indagare su un virus misterioso noto come The Beauty. La loro missione li porterà a scoprire un complotto globale guidato da una potente corporation e dal suo enigmatico fondatore, un miliardario della tecnologia disposto a tutto pur di proteggere il proprio farmaco rivoluzionario. Tra Parigi, Venezia, Roma e New York, i due agenti dovranno affrontare una corsa contro il tempo per fermare una minaccia che potrebbe cambiare per sempre l’umanità.

The Beauty come nuovo The Boys
Esiste un fattore che accomuna la maggior parte delle serie tv, ispirate a delle graphic novel, che stanno riscuotendo successo negli ultimi anni: riflettere la società attraverso il grottesco. The Boys ha già iniziato qualche anno fa, utilizzando la metafora dei supereroi per mostrare le eventuali conseguenze di una società (come la nostra) alle prese con (super)poteri in mano alle persone sbagliate. Ecco, The Beauty in questo non differisce molto. Ambientata in un attualissimo presente, riflette i temi di bellezza e attualità radicati già nella nostra società per parlare di autostima ed estetica, estremizzando il concetto con temi grotteschi ma decisamente espliciti. Nonostante ciò, la serie cavalca l’onda dell’incredibile successo riscontrato dal film di Coralie Fargeat, ovvero The Substance, sfruttando il nuovo amore verso il body horror con una storia dalle tinte noir.

Ryan Murphy: l’ideatore iconoclasta
Ryan Murphy non ne sta sbagliando una. Dopo aver fatto il salto con American Horror Story, nonostante fosse anche dietro l’ideazione di Glee e Nip/Tuck, il regista statunitense ha deciso di virare sul (reale) grottesco con Monster, la serie antologica che racconta la verità (un po’ romanzata) dei più famosi serial killer americani. Ora arriva il momento di The Beauty, una serie in piena forma con il suo stile raffinato ed estetico.

Un cast stellare
Per l’occasione, Murphy ha saputo raccogliere un cast formato da grandi stelle del cinema (occhio anche alle guest star!) ma soprattutto rendere conforme e verosimile le trasformazioni prima e dopo la contrazione del virus. Jeremy Pope, soprattutto nei primi due episodi, è tra i migliori della serie grazie alla sua capacità di esprimere l’espressività e la frustrazione del suo personaggio anche sotto i chili di prostetica. Ritorna poi Ashton Kutcher in un ruolo che gli calza a pennello per il suo stile carismatico e imprevedibile. Forse un pelo sottotono l’interpretazione di Evan Peters che non si impegna troppo ma riesce comunque a fare il suo (e no, non ci riferiamo solo del suo accento in italiano!).

The Beauty: promossa o bocciata?
Insomma, le aspettative dietro la serie non erano poi così alte, ma The Beauty si è rivelata essere una delle prime sorprese di questo 2026. Una serie arrivata quasi in sordina (se non grazie al magnifico marketing di Disney, che ha saputo portare il cast principale nella capitale), ma che ha saputo intrattenere con una storia affascinante, intrigante e banalmente attuale. Il più grande lato negativo della serie? La conclusione. Vedere per credere, ma sembra che continueremo ad avere questa serie tv sui nostri schermi anche nei prossimi anni.



