Il passaggio dalla pagina scritta alla pellicola cinematografica è da sempre una sfida complessa, ma lo diventa ancor di più quando i protagonisti della storia sono il suono, la memoria e il ricordo di un amore passato. Il libro The History of Sound di Ben Shattuck è una raccolta di dodici storie poetiche, mentre il film di Oliver Hermanus si concentra interamente su uno dei racconti, ovvero la struggente storia d’amore tra Lionel e David. Analizziamo insieme come la struttura frammentata del libro si sia evoluta in un viaggio sentimentale travolgente guidato dal potere invisibile della musica.
Il cuore della storia: Lionel e David
1984. L’anziano Lionel Worthing, stimato studioso e scrittore di musica folk, riceve per posta un pacco inaspettato inviato dal Maine. Al suo interno ci sono 25 cilindri di cera per fonografo, rimasti dimenticati in una soffitta per decenni. Non appena poggia la puntina sul primo cilindro, una voce riemerge dal passato e spezza il silenzio: è quella di David White, il suo primo e più grande amore.

Lionel inizia così a ricordare e torna indietro nel tempo fino al 1916, quando a diciassette anni era solo un giovane studente di canto. Una sera, in un pub frequentato dagli studenti del conservatorio di Boston, incontra David, un pianista e compositore dallo straordinario talento. A unirli in modo immediato e profondo sono la passione per la musica e il desiderio comune di preservare le canzoni folk tradizionali americane prima che vadano perdute per sempre. Le loro vite, tuttavia, subiscono una brusca deviazione quando David viene arruolato per combattere in Europa durante la Prima Guerra Mondiale. Al suo ritorno dal fronte, il ragazzo non è più lo stesso, profondamente segnato dai traumi psicologici del conflitto. Nonostante le ferite invisibili, David propone a Lionel un progetto ambizioso: viaggiare attraverso la campagna rurale del New England per registrare e catalogare le canzoni tradizionali e i racconti della gente comune. I due partono così per il Maine con un fonografo, vivendo mesi idilliaci e amandosi in una condizione di assoluta libertà. Ma come spesso accade, quella bolla di felicità è destinata a infrangersi contro una realtà fatta di bugie, segreti e drammi familiari che prenderanno il sopravvento, trascinando la storia verso un finale che lascia il segno.
Il libro di Ben Shattuck: un mosaico acustico tra i Secoli
La storia nasce originariamente come un racconto breve dal titolo The History of Sound, pubblicato nel 2018 nella rivista letteraria statunitense The Common. Ben Shattuck lo scrive ispirandosi a un fatto storico, ovvero il funzionamento dei cilindri fonografici di cera di Thomas Edison. Grazie al successo della storia e al contemporaneo sviluppo del suo adattamento cinematografico, l’autore decide in seguito di pubblicare l’opera in formato libro con il titolo The History of Sound: Stories. Il volume include 12 racconti interconnessi a due a due che attraversano tre secoli di storia del New England, dal Settecento fino ai giorni nostri. Il filo conduttore di tutte le vicende, nonché vero protagonista invisibile, è il suono con la sua memoria acustica del mondo. Shattuck esplora come le frequenze sonore, che si tratti di un canto folk o del fruscio del vento, rimangano intrappolate nei luoghi e nelle generazioni. Il legame invisibile tra i personaggi attraverso i secoli crea un senso di continuità emozionante, in cui il racconto che dà il titolo al libro funge da perno emotivo. La narrazione si sposta continuamente nel tempo, lasciando che sia il lettore a unire i punti della memoria acustica della natura e dell’uomo.

La prosa di Shattuck è lirica ed evocativa: non fa semplicemente ascoltare la musica, ma costringe a immaginarla attraverso la pagina scritta. La natura selvaggia del New England non fa da semplice sfondo, ma è un personaggio a tutti gli effetti. Se si apprezzano gli autori capaci di descrivere i paesaggi e il cambio delle stagioni in modo sensoriale, questo libro saprà conquistare fin dalle prime righe.
Il libro è pubblicato in Italia dalla casa editrice Neri Pozza e puoi trovarlo qui
Il film di Oliver Hermanus: un dramma romantico e musicale
L’adattamento cinematografico di The History of Sound è un dramma romantico e storico diretto dal regista sudafricano Oliver Hermanus e sceneggiato dallo stesso autore del libro. Il film ha debuttato con grande successo di critica al Festival di Cannes ed è stato distribuito nelle sale americane a partire da settembre 2025, arrivando nei cinema europei nei primi mesi del 2026.
Al centro del racconto c’è l’intensa evoluzione della storia d’amore tra Lionel e David. Il vero motore del film è la straordinaria alchimia tra i due attori protagonisti, Paul Mescal e Josh O’Connor, oggi considerati tra i più grandi talenti della loro generazione. A fare da ponte con il passato è la voce narrante del premio Oscar Chris Cooper, che interpreta Lionel da anziano. Per calarsi nei panni di questi cantanti folk girovaghi, Mescal e O’Connor hanno preso vere lezioni di canto guidati dal musicista e consulente musicale Sam Amidon, studiando le tecniche di registrazione dell’epoca.

La macchina da presa di Hermanus trasforma l’inespresso del racconto in una tensione fisica ed emotiva palpabile. I due protagonisti non hanno bisogno di grandi monologhi: bastano gli sguardi prolungati durante i viaggi nelle foreste del Maine o i sorrisi rubati mentre registrano canzoni tradizionali per far comprendere allo spettatore l’entità del loro legame. Si tratta di una scelta intenzionale del regista, che ha preferito non focalizzarsi sull’aspetto sessuale della relazione, concentrandosi piuttosto sulla delicatezza del sentimento e sull’idea del suono come forma sacra di memoria.
Non è un film d’azione o dal ritmo incalzante. È perfetto per chi ama le storie d’amore profonde e sussurrate, la fotografia naturalistica curata nei minimi dettagli e le ambientazioni autunnali e selvagge. Lo potete trovare su Mubi.
Differenze tra Libro e Film
Come precedentemente detto, il libro è una raccolta di racconti, mentre il film si focalizza esclusivamente su uno di essi. Vediamo allora le differenze sostanziali tra il racconto scritto e la pellicola cinematografica:
- Il ruolo della musica: nel libro la musica viene descritta dall’autore attraverso una prosa lirica che spinge il lettore a “immaginare” il suono del fonografo, i canti popolari e i rumori della natura. Nel film, invece, la musica diventa la vera colonna sonora dell’azione. Lo spettatore non deve più soltanto immaginare, ma ascolta la voce stessa dei personaggi, sperimenta il fruscio autentico delle registrazioni d’epoca e vive il profondo contrasto acustico tra la pace rurale e il trauma della guerra.
- La storia d’amore: nelle pagine scritte la relazione tra Lionel e David è avvolta in una certezza silenziosa. In un’ America puritana di inizio secolo, i due giovani non esprimono esplicitamente il loro sentimento, che emerge invece da omissioni, sguardi e brevi cenni intellettuali. Sullo schermo, il film traduce la timidezza del testo in una tensione emotiva e fisica palpabile: i silenzi letterari diventano così sguardi prolungati, sfioramenti e momenti di intima vulnerabilità.
In Conclusione
In definitiva, il confronto tra il libro e il film di The History of Sound ci mette di fronte a due opere complementari, modi diversi di raccontare la stessa identica frequenza emotiva. Ben Shattuck ha usato la carta stampata come un vero e proprio archivio musicale, chiedendo al lettore di immaginare le melodie. Oliver Hermanus, supportato dallo stesso Shattuck alla sceneggiatura, ha preso quel silenzio e lo ha squarciato, regalandoci un dramma d’epoca delicato ed emozionante.

In entrambi i casi, preparate i fazzoletti: la storia di questo suono vi rimarrà impressa nella mente per molto tempo



