La saga di 28 Giorni Dopo si colora con un nuovo capitolo innovativo e rivoluzionario. Pochi giorni fa Danny Boyle ha fatto una tappa a Roma per presentare il suo nuovo film e noi di Nerdpool abbiamo partecipato all’anteprima stampa, dove il regista premio Oscar per The Millionaire ha svelato alcuni aneddoti interessanti. Continuate a leggere per scoprire di cosa abbiamo parlato!

L’impatto culturale di 28 Giorni Dopo
“Il film originale, nonostante sia difficile da trovare nei servizi streaming, negli anni è diventato un vero e proprio cult del genere horror. Tutt’oggi spesso partecipo a degli screening dove a fine proiezioni intervengo per dei Q&A per supportare il film e maniere accesa la sua fiamma. Negli anni io e Alex Garland abbiamo pensato spesso di girare un nuovo capitolo della saga, abbiamo lavorato su molte idee ma è stato solo dopo aver sviluppato questa sceneggiatura che abbiamo capito che poteva funzionare. Volevamo scrivere una storia molto più grande di quanto i fan si aspettassero.”

Come la pandemia ha influenzato il nuovo capitolo
“Quando abbiamo pensato al primo capitolo della saga, abbiamo dovuto girare durante l’alba a Londra per permettere ai nostri protagonisti di vagare in una città deserta. Molte di quelle immagini, poco dopo l’inizio della pandemia, sono state utilizzate come esempio concreto per mostrare come un film potesse trasformarsi in realtà. È stata una rappresentazione devastante del pericolo, cosa che abbiamo rimaneggiato e trasformato in qualcosa che vediamo nel nuovo film. In particolare, come ci siamo adattati alla pandemia nel tempo. Negli anni siamo cambiati, non potevamo di certo mantenere mascherine e guanti per 28 Anni e questo è uno dei temi che il film affronta. Abbiamo iniziato a correre dei rischi, come i protagonisti del nuovo film.”

L’utilizzo degli Iphone nel film
“Per girare 28 Anni Dopo abbiamo deciso di girare alcune scene interamente con dei droni per mantenere una connessione con il primo film. 28 Giorni Dopo è stato uno dei primi film in digitale distribuito su larga scala ma la tecnologia è avanzata e ormai basta un iPhone per girare un film. Abbiamo deciso di sfruttare questo fattore e sfidare la crew in una nuova avventura che ci avrebbe permesso di dare una sensazione nuova allo spettatore. Non volevamo la perfezione, ma riuscire a mostrare le crepe della perfezione. Girare con gli iPhone ci ha permesso di mostrare quei piccoli blip tra un’emozione e un’altra, cosa che una camera normale non avrebbe colto.”

Insomma, una chiacchiera interessante ed attuale con Danny Boyle. Noi vi diamo appuntamento al 18 Giugno con la recensione di 28 Anni Dopo! Andrete a vederlo al cinema?




