Mentre il fandom è in fermento per l’imminente arrivo nelle sale di The Mandalorian & Grogu quest’estate e guarda già al 2027 per Star Wars: Starfighter, arriva una notizia che smorza decisamente l’hype per il futuro a lungo termine della “Galassia lontana lontana”. Uno dei progetti più ambiziosi e diversi dal solito, Dawn of the Jedi, ha appena subito una brusca frenata. A confermarlo è stata l’ormai ex presidente di Lucasfilm, Kathleen Kennedy, durante la sua intervista di addio.
In Breve
- Dawn of the Jedi, il film sulle origini della Forza diretto da James Mangold, è stato ufficialmente messo in “pausa”.
- La conferma arriva da Kathleen Kennedy in un’intervista a Deadline, nonostante la sceneggiatura (scritta con Beau Willimon) fosse definita “incredibile”.
- Il rinvio potrebbe essere legato ai nuovi impegni di Mangold con Paramount e DC Studios.
- La nuova leadership di Lucasfilm (Dave Filoni e Lynwen Brennan) sembra puntare ora sulla nuova trilogia di Simon Kinberg.
Il progetto “congela” le origini della Forza
Durante la sua exit interview con Deadline, Kathleen Kennedy non ha usato mezzi termini nel definire lo stato attuale dei lavori in casa Lucasfilm. Sebbene il progetto fosse stato uno dei fiori all’occhiello annunciati alla Star Wars Celebration Japan dello scorso anno, la realtà produttiva ha preso il sopravvento.
“Jim Mangold e Beau Willimon hanno scritto una sceneggiatura incredibile, rompeva decisamente gli schemi, ma è in pausa,” ha dichiarato la Kennedy.
Non è stata fornita una finestra temporale per la ripresa dei lavori, lasciando Dawn of the Jedi in quel limbo produttivo che i fan di Star Wars conoscono purtroppo molto bene.
Perché lo stop? Tra agende piene e nuove strategie
Anche se Kennedy non è scesa nei dettagli tecnici del “perché”, basta guardare l’agenda di James Mangold per farsi un’idea. Il regista ha recentemente firmato un accordo con Paramount per dirigere High Side (con Timothée Chalamet già a bordo) e ha in cantiere Swamp Thing per i nuovi DC Studios. Con un calendario così fitto, trovare spazio per un colossal biblico sulle origini dei Jedi è diventata un’impresa titanica.
Sulla carta, Dawn of the Jedi rappresentava l’evoluzione necessaria per il franchise: un salto indietro di 25.000 anni, lontano dalla saga degli Skywalker, per esplorare come è nato l’Ordine Jedi. Un approccio “che rompe gli schemi”, come confermato dalla stessa Kennedy, che avrebbe potuto rinfrescare una mitologia che spesso rischia di avvitarsi sulla nostalgia.
Il futuro sotto Filoni e Brennan
Ora la palla passa ufficialmente a Dave Filoni e Lynwen Brennan, i nuovi co-presidenti di Lucasfilm. Con Mangold occupato altrove, sembra che la priorità dello studio si stia spostando verso la nuova trilogia sviluppata da Simon Kinberg, indicata come il prossimo grande pilastro che traghetterà il franchise negli anni ’30.
Resta l’amaro in bocca per un progetto che prometteva di rispondere a domande fondamentali (chi ha scoperto la Forza?) con uno stile epico e inedito. La speranza è che questo sia solo un “arrivederci” e non l’ennesimo progetto cancellato silenziosamente.


