Il regno di Kathleen Kennedy in casa Lucasfilm è ufficialmente terminato. La produttrice veterana ha lasciato il ruolo di Presidente dello studio, chiudendo un ciclo iniziato poco prima della storica acquisizione da parte di Disney. Nonostante i report dello scorso anno suggerissero una sua permanenza fino al 2026 per supervisionare i progetti in corso, l’uscita è stata confermata ora, segnando la conclusione definitiva di un periodo che ha visto l’universo di Star Wars esplodere sullo streaming, incassare miliardi al botteghino, ma anche affrontare una delle crisi d’identità più complesse della sua storia.
In breve:
- Il cambio al vertice: Kathleen Kennedy si dimette ufficialmente da Presidente di Lucasfilm dopo quasi 14 anni.
- La nuova leadership: Dave Filoni viene promosso a Presidente e Chief Creative Officer, affiancato da Lynwen Brennan come Co-Presidente.
- Prossimi passi: Kennedy resterà attiva come produttrice per i film The Mandalorian & Grogu (2026) e Star Wars: Starfighter (2027).
- L’eredità: Un decennio fatto di successi finanziari enormi (Sequel Trilogy) ma anche di forti polemiche con il fandom e progetti in stallo.
Dave Filoni: il Prescelto prende il comando
Confermando i rumor che circolavano da mesi, Dave Filoni – già considerato dai fan il vero erede spirituale di George Lucas – assume il controllo totale come Presidente e Chief Creative Officer di Lucasfilm. Al suo fianco ci sarà Lynwen Brennan nel ruolo di Co-Presidente; entrambi i dirigenti riporteranno direttamente ad Alan Bergman, Co-Chairman di Disney Entertainment. L’obiettivo è chiaro: ricostruire una visione creativa unitaria dopo anni di gestione frammentata.
Nello statement di addio, Kennedy ha commentato: “Quando George Lucas mi chiese di prendere il comando, non potevo immaginare cosa ci aspettasse. È stato un privilegio lavorare con questi talenti e sono orgogliosa di ciò che abbiamo costruito. Ora sono entusiasta di tornare a sviluppare film e serie con nuove voci.”
Filoni ha risposto rendendo omaggio alla sua mentore: “Il mio amore per lo storytelling nasce dai film di Kathleen Kennedy e George Lucas. Da Rey a Grogu, Kathy ha supervisionato la più grande espansione narrativa che abbiamo mai visto. Sono grato per l’opportunità di guidare Lucasfilm in questo nuovo capitolo.”
Kennedy torna alle origini (e a Ryan Gosling)
Attenzione però: Kennedy non va in pensione. Tornerà a fare quello che faceva prima di diventare una dirigente d’azienda: la produttrice a tempo pieno. La sua agenda è bloccata sui prossimi big match cinematografici:
- The Mandalorian & Grogu: diretto da Jon Favreau, riprese finite a fine 2024, uscita prevista per Maggio 2026.
- Star Wars: Starfighter: il progetto di Shawn Levy con protagonista Ryan Gosling, che scalda i motori per Maggio 2027.
La sua priorità assoluta sarà garantire che queste pellicole arrivino in sala senza intoppi durante questa delicata transizione aziendale.
Un’eredità da 4 miliardi (e molte polemiche)
Il bilancio dell’era Kennedy è complesso e spacca il pubblico e la critica. Da un lato, i numeri: sotto la sua guida, la Sequel Trilogy (Il Risveglio della Forza, Gli Ultimi Jedi, L’Ascesa di Skywalker) ha portato nelle casse di Disney oltre 4,47 miliardi di dollari. Ha orchestrato il pivot verso lo streaming con Disney+, lanciando il fenomeno culturale The Mandalorian e ottenendo il plauso della critica con la serie “adulta” Andor.
Dall’altro, le ombre. La gestione creativa della trilogia sequel ha fratturato il fandom in modo quasi irreparabile. Solo: A Star Wars Story è diventato il primo film del franchise a perdere soldi, e progetti recenti come The Acolyte sono stati cancellati in fretta e furia per mancanza di audience. A questo si aggiungono i flop su altre IP, come Indiana Jones e il Quadrante del Destino e la serie Willow, e una lunga lista di film annunciati (da Patty Jenkins a Rian Johnson) e poi finiti nel limbo.
Ora la palla passa a Filoni: basterà il cappello da cowboy per riportare l’equilibrio nella Forza?


